26--12--2025
=Dunque non è vero che il dolore costituisca un ostacolo al piacere ; in realtà esso è una condizione perché il piacere esista . Dunque non è vero che il desiderio di provocare dolore sia una cosa perversa ,contro natura ; non è vero quello che Lei ha detto e imparato sul sadismo e sul masochismo. A bollare come perverse queste due tendenze , radicate senza eccezioni in tutti gli uomini , e che come la pelle e i capelli fan parte della natura umana , è stata la colossale stupidaggine di un dotto. E si può comprendere che questa stupidaggine si sia poi diffusa : per millenni l'uomo è stato educato all'ipocrisia , ed essa è divenuta una seconda natura . Ogni uomo è sadico , ogni uomo è masochista ; ognuno , per sua natura , desidera procurare e subire dei dolori , vi è costretto dall'Eros.
Ecco un altro punto: non è vero che alcuni uomini amino infliggere il dolore e altri subirlo , non è vero che vi siano i sadici e i masochisti . Ogni uomo è sia sadico sia masochista .
è assai facile parlare della brutalità dell'uomo e della delicatezza della donna, e le vecchie zitelle e i baciapile di entrambi i sessi si esprimono in questo modo, col plauso dei conformisti , ai quali apparteniamo tutti, nelle nostre innumerevoli ore di ipocrisia .
Dia a una qualsiasi creatura femminile , semplicemente la libertà , il coraggio di lasciarsi andare ad amare in modo vero e sincero , a mostrare a nudo la sua anima , e la vedrà mordere e graffiare come una belva , la vedrà causare dolore e provocare grande diletto. Non è vero che la donna sia di animo delicato , che disprezzi e odii la rudezza : si comporta così solo quando i rudi sono gli altri, e la propria rudezza la chiama sacrosanto amor materno.
La crudeltà , il sadismo , se così lo vuole chiamare , non sono affatto estranei all'anima femminile, e non occorre neppure essere una madre snaturata per tormentare un poco la propria creatura . Non molto tempo fa, lei mi raccontava di come una sua amica si pascesse alla vista del faccino stupito e offeso del suo bimbo quando , mentre stava succhiando , gli estraeva improvvisamente il capezzolo dalla boccuccia : si tratta di un giuoco , certamente , più che comprensibile da tutti noi quando in una forma o nell'altra prendiamo in giro un bambinetto . Però è un giocare alla tortura . Nell'allattamento la madre è l'uomo che dà , e il bimbo la donna che riceve ; o, per dirla più chiaramente : la bocca che succhia è il genitale femminile , che accoglie in sé , sotto forma di capezzolo , il membro maschile . C'è un'affinità simbolica , un'affinità assai stretta fra l'atto del succhiare e il coito , e questo simbolismo serve a rafforzare il legame fra madre e bambino . Tutto ciò ha un'impronta erotica.
E come la donna , a cui è generalmente attribuita la specialità del dolore , ama anche infliggere voluttuose sofferenze , così il brutale uomo va alla ricerca della sofferenza . L'uomo prova piacere nella fatica , nel tormento di un compito da assolvere , sente l'attrazione del pericolo , della lotta , e se vuole , anche della guerra; la guerra nel senso di Eraclito, la guerra con gli uomini, con le cose , con le idee , e quell'avversarsi che maggiormente lo fa soffrire , quel compito che quasi lo schiaccia sono i veri oggetti del suo amore . E soprattutto ama la donna che gli infligge mille ferite : non si meravigli dell'uomo che corre dietro a una civetta senza cuore , si meravigli piuttosto di quello che non lo fa ; e se vede un uomo ardentemente innamorato , ne deduca pure tranquillamente che la sua amata ha un cuore crudele , profondamente crudele , di quel tipo di crudeltà che ha l'aspetto della gentilezza e che ferisce giocando.
L'uomo viene concepito nel dolore e nel dolore viene al mondo . E viene concepito e viene messo al mondo nel sangue. Il bambino , vede la luce del mondo , e l'uomo amerà per sempre questa luce, cercandola e procurandosela anche nelle tenebre notturne. Da un'angusta prigione esce fuori nel mondo libero , e la libertà è per l'uomo il principale oggetto d'amore. Per la prima volta respira . assapora il piacere di fare entrare in sé l'aria della vita ; e per tutta la vita la possibilità di respirare liberamente sarà per lui una delle cose più belle . Durante la nascita lo tormenta l'angoscia , la paura di soffocare ; e fino alla fine dei suoi giorni l'angoscia e la paura accompagneranno tutte le sue grandi gioie , quelle che fanno battere il suo cuore. Dolore egli prova nell'aprirsi la strada verso la libertà , dolore egli procura alla madre con la sua grossa testa; e per sempre egli cercherà di rinnovare l'esperienza del dolore , sia attivo sia passivo . E la prima impressione che colpisce i suoi sensi è l'odore del sangue , assieme a quell'effluvio stranamente eccitante che proviene dal grembo femminile.
Ma il sangue che l'uomo versa alla nascita , il sangue che fiuta alla nascita col suo primo respiro , e che quindi non potrà più dimenticare , è quello della madre. E poi non dovrebbe amarla? Non dovrebbe esserle legato col sangue , anche in senso diverso da quello con cui si intende normalmente questa espressione ? E nella profondità dell'anima si cela ancora un'altra cosa, un altro vincolo fatale che lega il bimbo alla madre con una forza divina : la colpa e la morte ; il sangue grida vendetta !
Ma le parole "madre" e "bambino" ci fanno divenire pensosi : la madre è la culla e la tomba , è colei che dà la vita perché si muoia.