9-12--2025
L'africano a Parigi
= Chi trasmigrato da contrade battute dal sole dove le
donne nascondono polpe ubertose e calmo come reminiscenza arriva ogni urlo,
Chi dall'esultanza di mari inabissati in cieli scenda
a questa città, trova una terra opaca e una fuligine feroce.
Lo spazio è finito.
Concesso mai non mi sarà più un allarme spregiudicato
né in quel sole che scatenava e accomunava
felici cose, incantevoli soste?
L'uomo lunatico che ora s'incontra , per innumerevoli
strade disperso deve inquietarsi a mutare stupori
dall'abbaglio fatuo che lo circonda e tutte le volte
gli rinveniranno nell'animo la decisione tutt'al più ,e
le ferite della sua impazienza .
Non saprebbe più mettergli paura , snaturato , la
morte , ma senza scampo scelto a preda dall'assiduo terrore
del futuro , tornerà sempre a lusingarsi di potersi
conciliare l'eterno se a furia di noiosi scrupoli un giorno
indovina nel brevissimo soffio la grazia fortuita
d'un istante raro , vagheggi che in mente gliene possa
a volte restare un qualche emblema non offensivo.
Meno tanto puntiglio , non gli dura più nulla .
Anche il corpo alla costante misura d'un tempo avaro
s'è fatto temerario e, troppo tesa corda musicale ,
dilaniante.......
....Dopo tutto tendono al caos.
Ah, vivre libre ou mourir!
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