6--12--2025
=L'uomo porta con sé una data capacità affettiva , e per ora è del tutto indifferente se si tratti di sentimenti di attrazione o di repulsione . Non so neppure se questa quantità sia sempre la stessa ; nessuno lo sa , e probabilmente mai lo saprà . Ma , con la mia autorità di autore di questa lettera , propongo di accettare l'ipotesi che la capienza emotiva di cui un uomo può disporre sia sempre la stessa .
Ora , di una cosa non c'è alcun dubbio : la maggior parte , la quasi totalità di questa capacità emotiva, l'uomo la riversa su se stesso ; una parte assai minore , ma molto importante nella vita , può invece essere indirizzata verso il mondo esterno . Ma questo " mondo esterno " è assai complesso e vario ; esso comprende persone , oggetti, luoghi , date ; abitudini , fantasie, attività di ogni genere ; in breve , tutto ciò che fa parte della vita può divenire per l'uomo oggetto di attrazione o di repulsione . L'importante è che egli può cambiare l'oggetto dei suoi sentimenti ; o meglio , egli di per sé non potrebbe farlo , ma l'Es ve lo costringe , benché all'apparenza sia il suo Io che sceglie e cambia gli oggetti di amore e di odio . Ad esempio un lattante: è assai probabile che egli ami molto il latte ; dopo alcuni anni il latte gli sarà divenuto indifferente o addirittura non gli piacerà più ,ed egli preferirà il brodo , o il caffè, il semolino o qualche altra cosa. Anzi , non occorre neppure un periodo così lungo ; adesso egli è bramosissimo di bere , due minuti dopo è stanco , e vuol dormire ; o strillare o giocare: toglie il suo favore a un oggetto , il latte, per riversarlo su di un altro , il sonno. Il lui si presentano sensazioni e sentimenti continuamente nuovi, ed egli vi prova gusto , ed è costantemente teso a cercare di ricreare in sé questa o quella emozione.
Certe tendenze sono per lui esigenze vitali e lo accompagneranno per tutta la vita , come ad esempio l'amore per il riposo , per la luce , o che altro si voglia .Ora , almeno per quanto riguarda gli esseri viventi , ve n'è uno , fra quelli che circondano il bambino , che concentra su di sé la massima parte del suo mondo affettivo : la madre . Si può anzi affermare con un certo diritto che questa inclinazione verso la madre , che comprende sempre anche il suo opposto , l'odio , è quasi altrettanto immutabile come l'amore verso se stessi . In ogni caso è il primo affetto, e nasce già nel ventre materno .
Dunque , il bambino concentra su questa unica persona , la madre , almeno per un certo periodo , una parte talmente grande dei suoi sentimenti , che tutti gli altri uomini non vengono neppur presi in considerazione . Ma questo affetto , come ogni altro affetto , anzi, più di tutti gli altri , è anche pieno di delusioni . Lei sa che i sentimenti si raffigurano le persone diverse da quel che sono in realtà , si fanno un'idea del loro oggetto e poi amano l'idea , non l'oggetto in se stesso.
Il bambino , un certo momento , si crea questa idea , questa imago (così la chiamano coloro che per primi si sono affannati a studiare queste cose) di sua madre . Per tutta la vita l'uomo anela a questa imago materna , e così intensamente che, ad esempio , il desiderio di sonno , di morte , di pace , di protezione si possono considerare anche espressioni dell'anelito verso l'imago materna. Questa imago materna ha dunque tratti universali , ma anche peculiarità individuali che appartengono a quella determinata imago sperimentata da un determinato bambino .
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