18--8--2019
Signore , tu hai detto:
senza di me non potete fare nulla
degnati di concedermi,
un'intelligenza che ti comprende,
un sentimento che ti senta,
un animo che ti gusti,
una intelligenza che ti cerchi,
una sapienza che ti trovi,
uno spirito che ti conosce,
un cuore che ti ami,
un pensiero che sta rivolto a te,
un'azione che ti dia gloria,
un udito che ti ascolti,
degli occhi che ti guardino,
della lingua che ti confessi,
una parola che ti piaccia,
una pazienza che ti segua,
una perseveranza che ti aspetti,
una fine perfetta e la tua santa presenza,
la risurrezione, la ricompensa e la vita che sei Tu.
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domenica 18 agosto 2019
sabato 17 agosto 2019
POESIE DELL'ULTIMO VIAGGIO di: Rabindranath Tagore Rampur Boalia--Nator--Shilaidah,2,6. 13 dicembre 1892,da: La barca d'oro
17--8--2019
INDUGIO
O morte , io so: tu hai intrecciato
un nido dentro il mio petto;
dove in una serra solitaria fioriscono
tutti i miei affetti , i miei amori,
le speranze segrete del cuore, le gioie
e i dolori della vita , le pene dell'animo,
tutti i desideri e le visioni, le lacrime e i sorrisi,
i segni e le immagini di ogni giorno:
dove all'ombra di un Eden , senza timore,
gioca il tesoro interiore,
i pupazzi degli affetti , i ricordi degli amori
della vita, i raggi della felicità.
Quante luci, quante ombre , lingue melodiose
di molti piccoli uccelli!
O morte, ho saputo: venuta qui dentro
hai intrecciato il mio nido.
Giorno e notte giochi insieme
col mondo interiore vita irrequieta!
Osservo sulla via maestra il camminare
dei pellegrini in un destino ineluttabile,
nell'azzurro del cielo impallidito
dal sole, volano gli uccelli
in moto pieno di vita;
nella foresta scossa dal vento , alla fine della notte
nuovi e nuovi fiori s'alzano in boccio :
andare e venire da mattino a sera,
in ogni parte continui incontri.
I giorni a ogni aurora
aprono nuovi capitoli di vita;
tu soltanto , seduta in disparte
giorno e notte apri
i tuoi occhi immobili:
di tanto in tanto , a notte
batti l'ali, facendo trasalire
il cuore.
Hai portato, dal regno all'altra sponda,
da dove sei venuta,
dall'oceano lontano,
qualche novità,
qualche notizia segreta?
Là, nelle sponde silenziose,
le onde a tempo , risuonano
d'un grande suono:
come hai fatto a ripercuotere questo suono
in mezzo al mio piccolo petto?
Nessuno percepisce le onde
dell'infinito che giorno e notte
in un unico passo ineluttabile
risuonano tanto profonde
sulle rive
del cuore palpitante.
Chi ha portato in mezzo
ai bisbigli degli affetti,
piccoli ed effimeri
canti del mio cuore,
le vibranti note
dell 'oceano senza direzione?
Tu ami l'uccello della mia vita
che abita ne mio petto;
perciò strisciando
molto adagio
ti sei seduta accanto.
Senza batter ciglia, giorno e notte,
fissa negli occhi,
fai tacita contemplazione,
seduta in un trono immobile,
attenta e piena di zelo,
fai adorazione terribile.
L'amante, loquace e irrequieta,
non vuol farsi prendere,
non sta mai ferma;
aprendo le ali variopinte
sempre vola qua e là
su nuovi e nuovi rami.
Tuttavia tu, votata al silenzio,
in un solo pensiero, in un solo trono,
stai seduta senza alcuna pigrizia;
a poco a poco sarà presa,
cesserà il canto,
s' arrenderà obbediente.
Allora con inganno,
per vie deserte, chi sa,
dove la porterai;
negletta la prenderai in seno
e sul carro delle tenebre la porterai
a un amante sconosciuto;
dove nella notte senza principio
sta una vergine eterna:
il tocco della luce
di innumerevoli anni
non ha lasciato un segno
di trepidazione nelle sue membra,
dove, all'altra sponda della creazione,
nelle infinite stanze nuziali,
per destino mai si ferma
il battito dei piedi
degli astri lontanissimi,
tu estendi ali giganti
senza alcun legame;
la novella liberata,
trasformata in nuova sposa,
tremerà accanto al petto.
Gradatamente forse dimenticherà
il nido della terra,
intrecciato di foglie ed erbe,
la gioia della luce del sole,
gli affetti, le campane
e i petali dei fiori?
Gradatamente , piena d'amore,
accoglierà anche te
come propria parente;
nella stanza nuziale,
uniti tutte e due,
avverrà un tacito colloquio!
La tua immagine d'amore e di calma,
seria e delicata,
infinitamente confidente,
l'occhio azzurro, fisso,
i tuoi capelli sparsi per l'universo,
le labbra mute,
di fronte a questi piaceri palpitanti
della terra appaiono tanto spregevoli:
il fiume , unitosi all'oceano si ricorderà
di tante rive variopinte?
O morte, o cara ,
tuttavia rimani un po' di tempo
in mezzo alla terra:
per ora , vestita da sposa,
non portarla via nel paese
dell'eterne stanze nuziali.
Essa non ha ancora finito tutti
i canti del mattino e della sera:
ora a notte dorme
nel calore del proprio seno,
nel caldo nido di sposa .
Assieme agli uccelli migranti
ora deve volare
di nuovo in nuovo paese,
sulle rive dell'oceano,
sui cespugli della foresta,
di nuove e nuove primavere.
O morte, perché sei venuta
a sederti nel suo nido?
Vuoi con il tuo amore
ridurre in tenebre
tutti i suoi amori?Se è vero che questo
è gioco d'un momento
sopra un mondo di creta,
festa d'istanti tutto
questo guardarsi e incontrarsi,
tutto questo vedere e sentire,
se anche questo amore
a rischio della vita
è solo legame di falsità,
cade spezzato a un tocco
e dopo due istanti
sarà selvaggio pianto;
tu sola stabile in eterno,
tu sola senza limiti,
e grande destino,
tutte le speranze , tutti gli amori
desiderano l'eterno riposo
nelle tue tenebre,
allora , o morte, resta lontana,
ora non spezzare
questa città di gioco,
aspetta un po'
per i miei due giorni,
non fare alcun furto.
Un giorno scenderà la sera ,
suonerà la campana dell'adorazione
nel tempio vicino;
gli uccelli taceranno,
s'eleveranno i canti dei grilli
nella profondità della foresta,
finirà il lavoro, alla fine
delle battaglie della vita
vittorie e sconfitte,
verrà il sonno annebbiante
sugli occhi del pellegrino
tremendamente stanco,
l'ultima luce della fine del giorno
s'immergerà all'orizzonte
nelle tenebre della terra,
brillerà molto lontano soltanto
sulle vie infinite del cammino
la luce delle stelle ,
a coloro che senza batter ciglia
saranno seduti sulla sponda del letto
al capezzale , ai loro occhi
arriverà il peso della stanchezza
nella notte senza sonno,
alla luce della fiammella che si spegne.
Uno dopo l'altro se n'andranno tutti
alle proprie dimore,
amici ed amiche,
adagio si spegnerà la fiamma
della lampada senza olio,
a mezzanotte:
un vento gagliardo
porterà il profumo
di fiori invisibili,
una oscurità completa porterà
il rombo delle onde
di una riva sconosciuta.
O morte, in questo momento propizio,
vieni vestita da sposa , al fianco
del capezzale solitario;
la mia vita stanca,
allungando le braccia stanche,
con grande amore
ti stringerà le braccia:
allora tu accoglila , proferendo
la formula magica:
con dono d'un forte bacio
delle tue labbra rosse
la farai impallidire.
INDUGIO
O morte , io so: tu hai intrecciato
un nido dentro il mio petto;
dove in una serra solitaria fioriscono
tutti i miei affetti , i miei amori,
le speranze segrete del cuore, le gioie
e i dolori della vita , le pene dell'animo,
tutti i desideri e le visioni, le lacrime e i sorrisi,
i segni e le immagini di ogni giorno:
dove all'ombra di un Eden , senza timore,
gioca il tesoro interiore,
i pupazzi degli affetti , i ricordi degli amori
della vita, i raggi della felicità.
Quante luci, quante ombre , lingue melodiose
di molti piccoli uccelli!
O morte, ho saputo: venuta qui dentro
hai intrecciato il mio nido.
Giorno e notte giochi insieme
col mondo interiore vita irrequieta!
Osservo sulla via maestra il camminare
dei pellegrini in un destino ineluttabile,
nell'azzurro del cielo impallidito
dal sole, volano gli uccelli
in moto pieno di vita;
nella foresta scossa dal vento , alla fine della notte
nuovi e nuovi fiori s'alzano in boccio :
andare e venire da mattino a sera,
in ogni parte continui incontri.
I giorni a ogni aurora
aprono nuovi capitoli di vita;
tu soltanto , seduta in disparte
giorno e notte apri
i tuoi occhi immobili:
di tanto in tanto , a notte
batti l'ali, facendo trasalire
il cuore.
Hai portato, dal regno all'altra sponda,
da dove sei venuta,
dall'oceano lontano,
qualche novità,
qualche notizia segreta?
Là, nelle sponde silenziose,
le onde a tempo , risuonano
d'un grande suono:
come hai fatto a ripercuotere questo suono
in mezzo al mio piccolo petto?
Nessuno percepisce le onde
dell'infinito che giorno e notte
in un unico passo ineluttabile
risuonano tanto profonde
sulle rive
del cuore palpitante.
Chi ha portato in mezzo
ai bisbigli degli affetti,
piccoli ed effimeri
canti del mio cuore,
le vibranti note
dell 'oceano senza direzione?
Tu ami l'uccello della mia vita
che abita ne mio petto;
perciò strisciando
molto adagio
ti sei seduta accanto.
Senza batter ciglia, giorno e notte,
fissa negli occhi,
fai tacita contemplazione,
seduta in un trono immobile,
attenta e piena di zelo,
fai adorazione terribile.
L'amante, loquace e irrequieta,
non vuol farsi prendere,
non sta mai ferma;
aprendo le ali variopinte
sempre vola qua e là
su nuovi e nuovi rami.
Tuttavia tu, votata al silenzio,
in un solo pensiero, in un solo trono,
stai seduta senza alcuna pigrizia;
a poco a poco sarà presa,
cesserà il canto,
s' arrenderà obbediente.
Allora con inganno,
per vie deserte, chi sa,
dove la porterai;
negletta la prenderai in seno
e sul carro delle tenebre la porterai
a un amante sconosciuto;
dove nella notte senza principio
sta una vergine eterna:
il tocco della luce
di innumerevoli anni
non ha lasciato un segno
di trepidazione nelle sue membra,
dove, all'altra sponda della creazione,
nelle infinite stanze nuziali,
per destino mai si ferma
il battito dei piedi
degli astri lontanissimi,
tu estendi ali giganti
senza alcun legame;
la novella liberata,
trasformata in nuova sposa,
tremerà accanto al petto.
Gradatamente forse dimenticherà
il nido della terra,
intrecciato di foglie ed erbe,
la gioia della luce del sole,
gli affetti, le campane
e i petali dei fiori?
Gradatamente , piena d'amore,
accoglierà anche te
come propria parente;
nella stanza nuziale,
uniti tutte e due,
avverrà un tacito colloquio!
La tua immagine d'amore e di calma,
seria e delicata,
infinitamente confidente,
l'occhio azzurro, fisso,
i tuoi capelli sparsi per l'universo,
le labbra mute,
di fronte a questi piaceri palpitanti
della terra appaiono tanto spregevoli:
il fiume , unitosi all'oceano si ricorderà
di tante rive variopinte?
O morte, o cara ,
tuttavia rimani un po' di tempo
in mezzo alla terra:
per ora , vestita da sposa,
non portarla via nel paese
dell'eterne stanze nuziali.
Essa non ha ancora finito tutti
i canti del mattino e della sera:
ora a notte dorme
nel calore del proprio seno,
nel caldo nido di sposa .
Assieme agli uccelli migranti
ora deve volare
di nuovo in nuovo paese,
sulle rive dell'oceano,
sui cespugli della foresta,
di nuove e nuove primavere.
O morte, perché sei venuta
a sederti nel suo nido?
Vuoi con il tuo amore
ridurre in tenebre
tutti i suoi amori?Se è vero che questo
è gioco d'un momento
sopra un mondo di creta,
festa d'istanti tutto
questo guardarsi e incontrarsi,
tutto questo vedere e sentire,
se anche questo amore
a rischio della vita
è solo legame di falsità,
cade spezzato a un tocco
e dopo due istanti
sarà selvaggio pianto;
tu sola stabile in eterno,
tu sola senza limiti,
e grande destino,
tutte le speranze , tutti gli amori
desiderano l'eterno riposo
nelle tue tenebre,
allora , o morte, resta lontana,
ora non spezzare
questa città di gioco,
aspetta un po'
per i miei due giorni,
non fare alcun furto.
Un giorno scenderà la sera ,
suonerà la campana dell'adorazione
nel tempio vicino;
gli uccelli taceranno,
s'eleveranno i canti dei grilli
nella profondità della foresta,
finirà il lavoro, alla fine
delle battaglie della vita
vittorie e sconfitte,
verrà il sonno annebbiante
sugli occhi del pellegrino
tremendamente stanco,
l'ultima luce della fine del giorno
s'immergerà all'orizzonte
nelle tenebre della terra,
brillerà molto lontano soltanto
sulle vie infinite del cammino
la luce delle stelle ,
a coloro che senza batter ciglia
saranno seduti sulla sponda del letto
al capezzale , ai loro occhi
arriverà il peso della stanchezza
nella notte senza sonno,
alla luce della fiammella che si spegne.
Uno dopo l'altro se n'andranno tutti
alle proprie dimore,
amici ed amiche,
adagio si spegnerà la fiamma
della lampada senza olio,
a mezzanotte:
un vento gagliardo
porterà il profumo
di fiori invisibili,
una oscurità completa porterà
il rombo delle onde
di una riva sconosciuta.
O morte, in questo momento propizio,
vieni vestita da sposa , al fianco
del capezzale solitario;
la mia vita stanca,
allungando le braccia stanche,
con grande amore
ti stringerà le braccia:
allora tu accoglila , proferendo
la formula magica:
con dono d'un forte bacio
delle tue labbra rosse
la farai impallidire.
venerdì 16 agosto 2019
IL CONCILIO VATICANO 2° E LA SACRA SCRITTURA di: p.Ludovico Intini osb
16--8--2019
Il n. 21 della costituzione Dei Verbum ha come titolo"La chiesa venera le Scritture".
Questo dice qual è l'atteggiamento dell'insieme del Popolo di Dio,
ma può darsi benissimo che il singolo cristiano non abbia affatto questa venerazione.
Per comprendere bene quanto stiamo dicendo, pensiamo al "Credo". Noi affermiamo:"credo la chiesa una , santa , cattolica e apostolica"; ma nella Chiesa esistono delle contraddizioni, chiamate da Paolo 6° nell'Enciclica Ecclesiam suam antinomie. La Chiesa è una , ma divisa; è apostolica, ma non tutti si rifanno interamente alla dottrina degli apostoli; è santa, ma è fatta anche di peccatori; è cattolica , cioè universale, ma deve ancora diffondersi....Sono contraddizioni apparenti perché la Chiesa è in divenire, destinata e in cammino ad essere una, santa, cattolica ed apostolica." è sarà un solo ovile e un solo Pastore". Perciò la Chiesa venera le Scritture, ha un atteggiamento giusto verso la Parola di Dio , anche se i singoli membri , non tutti e non sempre lo hanno :è un cammino, è un divenire. Ciascuno dei cristiani è sempre in crescita nel suo rapporto con la sacra Scrittura.
In questo paragrafo il Concilio dice come ci si debba rapportare con la Parola di Dio.
"La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto con il Corpo di Cristo stesso, non mancando mai, soprattutto nella sacra Liturgia, di nutrirsi del Pane della vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo e di porgerlo ai fedeli".
Bisogna evitare di pensare che sia una scoperta di oggi il rapporto con la Parola di Dio. Basterebbe considerare la messa cosiddetta "di san Pio v", e scoprire il posto eminente in cui essa era tenuta.
Il libro del Vangelo era accompagnato da due ceri accesi , veniva incensato, come l'Eucarestia,prima della proclamazione e al termine , sia il Diacono che il Sacerdote lo baciavano.
L'atteggiamento della Chiesa è sempre stato costante , pur evidenziato in forme diverse secondo l'esigenza dei tempi. Il Concilio, senz'altro , con la Dei Verbum ha dato nuovo impulso a questo rapporto, suggerendo, anche , altre forme più consone ai tempi moderni.
"Insieme con la Tradizione [la Chiesa] ha sempre considerato e considera le sacre Scritture come la Regola suprema della propria fede"(DV21).
La tradizione è la trasmissione orale di quello che Cristo , gli Apostoli e i loro successori hanno insegnato . Tutto quello che Gesù ha detto e fatto non è stato scritto; ce lo dice san Giovanni. E non tutto quello che gli Apostoli hanno insegnato è stato scritto. è lo spazio dello Spirito Santo secondo la promessa di Gesù:" Quando verrà lo Spirito Santo, Egli vi guiderà alla verità tutta intera [...] prenderà dal mio e ve lo annunzierà"(Gv 14,26).
Questa parola non è solo per gli apostoli, ma anche per noi. Ma dalla Tradizione noi dobbiamo ricavare "nova et vetera", come dice Gesù per l'uomo saggio(cfr. Mt 13, 52). L'evoluzione, quindi, ed ogni forma nuova vanno bene unicamente se radicati nella Tradizione e nella sacra Scrittura, perché questa è la Parola di Dio. Bisogna sottolineare che questa tradizione e la sacra Scrittura sono la "regola suprema della fede", su cui verificare , cioè, la fede. L'abbiamo sentito da Martini che dice:" la fede per risplendere, per non essere soffocata deve essere nutrita costantemente dalla Parola". Come a dire che la nostra fede ha per fondamento la sacra Scrittura e la Tradizione.
è la pietra di paragone , come detto prima :"esse infatti , ispirata da Dio e redatte una volta per sempre , comunicano immutabilmente la Parola di Dio stesso e fanno risuonare nella voce dei Profeti e degli Apostoli la voce dello Spirito Santo"(DV21).
Il n. 21 della costituzione Dei Verbum ha come titolo"La chiesa venera le Scritture".
Questo dice qual è l'atteggiamento dell'insieme del Popolo di Dio,
ma può darsi benissimo che il singolo cristiano non abbia affatto questa venerazione.
Per comprendere bene quanto stiamo dicendo, pensiamo al "Credo". Noi affermiamo:"credo la chiesa una , santa , cattolica e apostolica"; ma nella Chiesa esistono delle contraddizioni, chiamate da Paolo 6° nell'Enciclica Ecclesiam suam antinomie. La Chiesa è una , ma divisa; è apostolica, ma non tutti si rifanno interamente alla dottrina degli apostoli; è santa, ma è fatta anche di peccatori; è cattolica , cioè universale, ma deve ancora diffondersi....Sono contraddizioni apparenti perché la Chiesa è in divenire, destinata e in cammino ad essere una, santa, cattolica ed apostolica." è sarà un solo ovile e un solo Pastore". Perciò la Chiesa venera le Scritture, ha un atteggiamento giusto verso la Parola di Dio , anche se i singoli membri , non tutti e non sempre lo hanno :è un cammino, è un divenire. Ciascuno dei cristiani è sempre in crescita nel suo rapporto con la sacra Scrittura.
In questo paragrafo il Concilio dice come ci si debba rapportare con la Parola di Dio.
"La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto con il Corpo di Cristo stesso, non mancando mai, soprattutto nella sacra Liturgia, di nutrirsi del Pane della vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo e di porgerlo ai fedeli".
Bisogna evitare di pensare che sia una scoperta di oggi il rapporto con la Parola di Dio. Basterebbe considerare la messa cosiddetta "di san Pio v", e scoprire il posto eminente in cui essa era tenuta.
Il libro del Vangelo era accompagnato da due ceri accesi , veniva incensato, come l'Eucarestia,prima della proclamazione e al termine , sia il Diacono che il Sacerdote lo baciavano.
L'atteggiamento della Chiesa è sempre stato costante , pur evidenziato in forme diverse secondo l'esigenza dei tempi. Il Concilio, senz'altro , con la Dei Verbum ha dato nuovo impulso a questo rapporto, suggerendo, anche , altre forme più consone ai tempi moderni.
"Insieme con la Tradizione [la Chiesa] ha sempre considerato e considera le sacre Scritture come la Regola suprema della propria fede"(DV21).
La tradizione è la trasmissione orale di quello che Cristo , gli Apostoli e i loro successori hanno insegnato . Tutto quello che Gesù ha detto e fatto non è stato scritto; ce lo dice san Giovanni. E non tutto quello che gli Apostoli hanno insegnato è stato scritto. è lo spazio dello Spirito Santo secondo la promessa di Gesù:" Quando verrà lo Spirito Santo, Egli vi guiderà alla verità tutta intera [...] prenderà dal mio e ve lo annunzierà"(Gv 14,26).
Questa parola non è solo per gli apostoli, ma anche per noi. Ma dalla Tradizione noi dobbiamo ricavare "nova et vetera", come dice Gesù per l'uomo saggio(cfr. Mt 13, 52). L'evoluzione, quindi, ed ogni forma nuova vanno bene unicamente se radicati nella Tradizione e nella sacra Scrittura, perché questa è la Parola di Dio. Bisogna sottolineare che questa tradizione e la sacra Scrittura sono la "regola suprema della fede", su cui verificare , cioè, la fede. L'abbiamo sentito da Martini che dice:" la fede per risplendere, per non essere soffocata deve essere nutrita costantemente dalla Parola". Come a dire che la nostra fede ha per fondamento la sacra Scrittura e la Tradizione.
è la pietra di paragone , come detto prima :"esse infatti , ispirata da Dio e redatte una volta per sempre , comunicano immutabilmente la Parola di Dio stesso e fanno risuonare nella voce dei Profeti e degli Apostoli la voce dello Spirito Santo"(DV21).
giovedì 15 agosto 2019
INCARNATIONIS MYSTERIUM Bolla di Indizione del grande giubileo dell'anno 2000 di: Giovanni Paolo 2°
15--8--2019
Donna del silenzio, docile nelle mani del Padre, la Vergine Maria è invocata da tutte le generazioni come "beata", perché ha saputo riconoscere le meraviglie compiuti in lei dallo Spirito Santo. Mai si stancheranno i popoli di invocare la Madre della misericordia e sempre troveranno rifugio sotto la sua protezione. Colei che con il figlio Gesù e con lo sposo Giuseppe, fu pellegrina verso il tempio santo di Dio, protegge il cammino di quanti si faranno pellegrini in questo anno giubilare. E voglio intercedere con particolare intensità durante i prossimi mesi per il popolo cristiano, perché ottenga l'abbondanza della grazia e della misericordia , mentre gioisca per i duemila anni trascorsi dalla nascita del suo Salvatore.
A Dio padre nello Spirito Santo vede la lode della chiesa per il dono della salvezza in Cristo Signore adesso e nei secoli a venire.
Un ricordo caro di San Giovanni Paolo 2°, un augurio a tutti i cristiani per un cammino, di comunione e di dialogo, per la speranza di una possibile costruzione di pace e di giustizia nel mondo.
Donna del silenzio, docile nelle mani del Padre, la Vergine Maria è invocata da tutte le generazioni come "beata", perché ha saputo riconoscere le meraviglie compiuti in lei dallo Spirito Santo. Mai si stancheranno i popoli di invocare la Madre della misericordia e sempre troveranno rifugio sotto la sua protezione. Colei che con il figlio Gesù e con lo sposo Giuseppe, fu pellegrina verso il tempio santo di Dio, protegge il cammino di quanti si faranno pellegrini in questo anno giubilare. E voglio intercedere con particolare intensità durante i prossimi mesi per il popolo cristiano, perché ottenga l'abbondanza della grazia e della misericordia , mentre gioisca per i duemila anni trascorsi dalla nascita del suo Salvatore.
A Dio padre nello Spirito Santo vede la lode della chiesa per il dono della salvezza in Cristo Signore adesso e nei secoli a venire.
Un ricordo caro di San Giovanni Paolo 2°, un augurio a tutti i cristiani per un cammino, di comunione e di dialogo, per la speranza di una possibile costruzione di pace e di giustizia nel mondo.
mercoledì 14 agosto 2019
IMMAGINE di : Maria Angela compagna di scuola del 5° superiore a Catania
14-8-2018
Ho voluto con tutte le mie forze, chiudere il mio cammino scolastico, frequentando il 5° superiore a Catania. Dove ho trovato l'ambiente scolastico che avevo sempre sognato; dei ragazzi , miei compagni stupendi, ed uno staff di professori meraviglioso.
Non ricordo ne' i volti , ne' nomi di loro ; ma ho conservato un foglietto scritto da una mia compagna , Maria Angela, "Immagine" è la descrizione con parole di me.
è un regalo molto bello, e caro , che ho deciso di pubblicare; non ho impostato sul mio blogger, una mia foto , perché, non è importante il mio aspetto fisico , quanto il mio desiderio , che chiunque sfogli il mio blogger si soffermi sul contenuto.
"==Un' alba irreale, un'alba di sogno. Un mare che culla le sue onde dolcemente.
Occhi scuri, vivaci che ti attraggono in un'area di simpatia, ti portano lontano,
verso mondi sconosciuti. E non sai spiegare perché, ma ti senti felice, quasi irreale.
Occhi, limpidi, di lago tra i monti, ma non freddi, dolci.
Tratti, tracciati da mano esperta, sicuri.
Voce, calda dolce che sa essere simbolo del nord,così fine e delicata, ma è anche
l'immagine della Sicilia, la mia terra, aspra, ma dolce, selvaggia e cara, con il profumo
di aranci in fiore.
"Immagine" che nasce nella mia mente e qui finisce in un'alba irreale, in una visione
serena , e dolce,in un'area di simpatia."==
Un pensiero, un ricordo caro, un grazie da sempre, dovunque tu sia, mia cara compagna, un pensiero a tutti i miei meravigliosi compagni , di un un anno stupendo.
Ho voluto con tutte le mie forze, chiudere il mio cammino scolastico, frequentando il 5° superiore a Catania. Dove ho trovato l'ambiente scolastico che avevo sempre sognato; dei ragazzi , miei compagni stupendi, ed uno staff di professori meraviglioso.
Non ricordo ne' i volti , ne' nomi di loro ; ma ho conservato un foglietto scritto da una mia compagna , Maria Angela, "Immagine" è la descrizione con parole di me.
è un regalo molto bello, e caro , che ho deciso di pubblicare; non ho impostato sul mio blogger, una mia foto , perché, non è importante il mio aspetto fisico , quanto il mio desiderio , che chiunque sfogli il mio blogger si soffermi sul contenuto.
"==Un' alba irreale, un'alba di sogno. Un mare che culla le sue onde dolcemente.
Occhi scuri, vivaci che ti attraggono in un'area di simpatia, ti portano lontano,
verso mondi sconosciuti. E non sai spiegare perché, ma ti senti felice, quasi irreale.
Occhi, limpidi, di lago tra i monti, ma non freddi, dolci.
Tratti, tracciati da mano esperta, sicuri.
Voce, calda dolce che sa essere simbolo del nord,così fine e delicata, ma è anche
l'immagine della Sicilia, la mia terra, aspra, ma dolce, selvaggia e cara, con il profumo
di aranci in fiore.
"Immagine" che nasce nella mia mente e qui finisce in un'alba irreale, in una visione
serena , e dolce,in un'area di simpatia."==
Un pensiero, un ricordo caro, un grazie da sempre, dovunque tu sia, mia cara compagna, un pensiero a tutti i miei meravigliosi compagni , di un un anno stupendo.
martedì 13 agosto 2019
IL MITO DI SISIFO di . Albert Camus (Le muraglie assurde)
13--8--2019
---La costanza di un impulso o di una repulsione, in un'anima,si ritrova in abitudini di fare o di pensare, si manifesta in conseguenze che l'anima stessa ignora. I grandi sentimenti conducono seco il loro universo, sia esso splendido o miserabile, e rischiarano , con la passione ,un mondo esclusivo, dove ritrovano il loro clima. Vi è un universo della gelosia, dell'ambizione, dell'egoismo e della generosità. Un universo, cioè una metafisica e un atteggiamento dello spirito. Ciò che è vero per i sentimenti già specializzati, lo sarà ancor più per i turbamenti che stanno alla base , così indeterminati e confusi e, insieme , così "certi", così lontani e "presenti", come quelli che ci dà il bello o che suscita l'assurdo.
Il senso dell'assurdo, alla svolta di una qualunque via , può imbattersi faccia a faccia con un uomo qualsiasi.-----------------------------------
è probabilmente vero che un uomo ci rimane sempre sconosciuto e che in lui vi è sempre qualche cosa di irriducibile , che ci sfugge . Ma praticamente, conosco gli uomini e li riconosco dalla loro condotta, dall'insieme dei loro atti, dalle conseguenze che il loro passaggio fa sorgere nella vita. Così pure , tutte quelle sensazioni irrazionali , su cui l'analisi non potrebbe aver presa , le posso praticamente definire , praticamente apprezzare, facendo la somma delle loro conseguenze, nel campo dell'intelligenza, cogliendo e notando tutti i loro aspetti, delineando il loro universo.------------------------------------------------------
Questo inafferrabile senso dell'assurdo , allora, può forse essere da noi colto nei mondi differenti , ma fraterni, dell'intelligenza, dell'arte di vivere o semplicemente dell'arte. Il clima dell'assurdo è all'inizio ;la fine è l'universo assurdo e quell'atteggiamento dello spirito che schiara il mondo sotto una luce che gli è particolare, per far risplendere il volto privilegiato e implacabile che lo spirito stesso sa riconoscere in quello.-----------------------------------------------
-Il primo passo dello spirito è quello di distinguere il vero dal falso. Tuttavia ,non appena il pensiero riflette su se stesso , ciò che scopre dapprima è una contraddizione . è inutile sforzarsi qui di essere convincenti. Da secoli nessuno ha dato della cosa una dimostrazione più chiara ed elegante di Aristotele
"La conseguenza , spesso messa in ridicolo , di queste opinioni è che esse si distruggono da loro stesse. Infatti, affermando che tutto è vero , affermiamo la verità della affermazione opposta e, di conseguenza , la falsità della nostra stessa tesi( in quanto l'affermazione opposta non ammette che questa possa essere vera).E se si dice che tutto è falso, tale affermazione risulta pure falsa. Se si dichiara che è falsa soltanto l'affermazione opposta alla nostra ovvero che solamente la nostra non è falsa, si è pure obbligati ad ammettere un infinito numero di giudizi veri o falsi, poiché colui che emette un'affermazione vera dichiara, al tempo stesso , che è vera , così di seguito fino all'infinito.
---La costanza di un impulso o di una repulsione, in un'anima,si ritrova in abitudini di fare o di pensare, si manifesta in conseguenze che l'anima stessa ignora. I grandi sentimenti conducono seco il loro universo, sia esso splendido o miserabile, e rischiarano , con la passione ,un mondo esclusivo, dove ritrovano il loro clima. Vi è un universo della gelosia, dell'ambizione, dell'egoismo e della generosità. Un universo, cioè una metafisica e un atteggiamento dello spirito. Ciò che è vero per i sentimenti già specializzati, lo sarà ancor più per i turbamenti che stanno alla base , così indeterminati e confusi e, insieme , così "certi", così lontani e "presenti", come quelli che ci dà il bello o che suscita l'assurdo.
Il senso dell'assurdo, alla svolta di una qualunque via , può imbattersi faccia a faccia con un uomo qualsiasi.-----------------------------------
è probabilmente vero che un uomo ci rimane sempre sconosciuto e che in lui vi è sempre qualche cosa di irriducibile , che ci sfugge . Ma praticamente, conosco gli uomini e li riconosco dalla loro condotta, dall'insieme dei loro atti, dalle conseguenze che il loro passaggio fa sorgere nella vita. Così pure , tutte quelle sensazioni irrazionali , su cui l'analisi non potrebbe aver presa , le posso praticamente definire , praticamente apprezzare, facendo la somma delle loro conseguenze, nel campo dell'intelligenza, cogliendo e notando tutti i loro aspetti, delineando il loro universo.------------------------------------------------------
Questo inafferrabile senso dell'assurdo , allora, può forse essere da noi colto nei mondi differenti , ma fraterni, dell'intelligenza, dell'arte di vivere o semplicemente dell'arte. Il clima dell'assurdo è all'inizio ;la fine è l'universo assurdo e quell'atteggiamento dello spirito che schiara il mondo sotto una luce che gli è particolare, per far risplendere il volto privilegiato e implacabile che lo spirito stesso sa riconoscere in quello.-----------------------------------------------
-Il primo passo dello spirito è quello di distinguere il vero dal falso. Tuttavia ,non appena il pensiero riflette su se stesso , ciò che scopre dapprima è una contraddizione . è inutile sforzarsi qui di essere convincenti. Da secoli nessuno ha dato della cosa una dimostrazione più chiara ed elegante di Aristotele
"La conseguenza , spesso messa in ridicolo , di queste opinioni è che esse si distruggono da loro stesse. Infatti, affermando che tutto è vero , affermiamo la verità della affermazione opposta e, di conseguenza , la falsità della nostra stessa tesi( in quanto l'affermazione opposta non ammette che questa possa essere vera).E se si dice che tutto è falso, tale affermazione risulta pure falsa. Se si dichiara che è falsa soltanto l'affermazione opposta alla nostra ovvero che solamente la nostra non è falsa, si è pure obbligati ad ammettere un infinito numero di giudizi veri o falsi, poiché colui che emette un'affermazione vera dichiara, al tempo stesso , che è vera , così di seguito fino all'infinito.
lunedì 12 agosto 2019
I FIORI DEL MALE di: Charles Baudelaire (SPLEEN E IDEALE)
12--8--2019
V
Amo il ricordo di quelle epoche nude
quando piaceva a Febo indorare le statue.
Allora l'uomo e la donna nella loro agilità
godevano senza menzogna e senza ansietà,
e, il cielo affettuoso carezzando loro la schiena,
provavano la salute della loro nobile macchina.
Cibele allora, fertile in prodotti generosi,
non trovava i suoi figli un peso troppo gravoso,
ma, lupa del cuore turgido di tenerezze comuni,
abbeverava il mondo con le mammelle brune.
L'uomo , armonioso e forte ,poteva ben essere
fiero delle bellezze che lo nominavano re;
frutti puri da oltraggi , vergini d'ogni guasto,
che attiravano i morsi con la carne liscia e compatta!
Oggi quando il poeta tenta di immaginare
quelle native grandezze , nei luoghi ove si scoprono
la nudità dell'uomo e della donna,
sente avvolgergli l'anima un freddo tenebroso
a quel tetro spettacolo pieno di spavento.
Mostruosità che invocano i loro indumenti!
Tronchi ridicoli! toraci degni di pagliacci!
poveri corpi distorti , magri, panciuti o flaccidi!
che il dio dell'Utile, implacabile e sereno,
costruisce dalla nascita nelle sue fasce bronzee!
E voi donne! pallidi ceri che consuma e nutre
il Vizio , e voi vergini, che della tara materna
vi trascinate dietro la triste eredità
e tutte le brutture della fecondità!
Abbiamo , è vero, noi , nazioni corrotte,
bellezze sconosciute dagli antichi popoli,
volti divorati dai cancri del cuore,
bellezze che potremmo chiamare di languore,
ma queste invenzioni delle nostre muse tardive
mai potranno impedire alle razze indebolite
di rendere alla giovinezza un omaggio profondo
--la santa giovinezza dal fare semplice, fronte
dolce , occhi limpidi come acqua in movimento
che se ne va spargendo intorno , distrattamente,
come l'azzurro del cielo, gli uccelli e i fiori,
i suoi profumi, i suoi canti e i suoi dolci calori!
I FARI
Rubens, fiumi d'oblio, giardino d'indolenza,
cuscino di carne florida su cui non si può amare,
ma in cui la vita affluisce e s'agita senza tregua
come l'aria nel cielo e il mare dentro il mare;
Leonardo da Vinci, specchio oscuro e profondo
dove angeli incantevoli, con un dolce sorriso
carico di mistero, appaiono all'ombra
dei ghiacci e dei pini che fanno al luogo cornice;
Rembrandt, triste ospedale pieno di sussurri,
dove un gran crocefisso è l'unico ornamento
e la preghiera in lacrime sale dalle sozzure,
e che un raggio invernale traversa bruscamente;
Michelangelo, luogo vago dove si vedono Ercoli
mescolarsi con Cristi, e sollevarsi in piedi
fantasmi poderosi su sfondi di crepuscoli
che lacerano il sudario con le dita protese;
furori da boxeur, impudenze da fauno,
tu che raccattasti la bellezza triviale,
gran cuore gonfio d'orgoglio, uomo gialliccio e gracile,
Puget, malinconico imperatore dei forzati;
Watteau, carnevale in cui come farfalle
tanti cuori illustri vagano fiammeggiando,
scenari freschi e lievi sotto i lampadari
che versano follia su quei balli turbinanti;
Goya, incubo pieno di cose sconosciute,
di feti fatti cuocere nel mezzo d'un sabba
di vecchie che si specchiano e di bambine ignude
che per tentare i demoni s'aggiustano una calza;
Delacroix, lago di sangue gremito d'angeli malvagi
ombreggiano da un bosco di abeti sempre verdi,
in cui strane farfalle , sotto un cielo aggrondato,
passano , come un sospiro soffocato di Weber;
queste maledizioni, queste bestemmie e lamenti,
queste estasi , questi gridi , questi Te Deum,
sono un'eco propagata da mille labirinti,
per i cuori mortali è un oppio divino!
è un grido ripetuto da mille sentinelle,
un ordine trasmesso da mille portavoci;
è un faro acceso su mille cittadelle,
un richiamo di cacciatori sperduti nei boschi!
Perché è questa , o Dio, la testimonianza più vera
che noi possiamo dare della nostra dignità,
queste ardente singhiozzo che rotola d'era in era
e viene a morire alla sponda della tua eternità!
V
Amo il ricordo di quelle epoche nude
quando piaceva a Febo indorare le statue.
Allora l'uomo e la donna nella loro agilità
godevano senza menzogna e senza ansietà,
e, il cielo affettuoso carezzando loro la schiena,
provavano la salute della loro nobile macchina.
Cibele allora, fertile in prodotti generosi,
non trovava i suoi figli un peso troppo gravoso,
ma, lupa del cuore turgido di tenerezze comuni,
abbeverava il mondo con le mammelle brune.
L'uomo , armonioso e forte ,poteva ben essere
fiero delle bellezze che lo nominavano re;
frutti puri da oltraggi , vergini d'ogni guasto,
che attiravano i morsi con la carne liscia e compatta!
Oggi quando il poeta tenta di immaginare
quelle native grandezze , nei luoghi ove si scoprono
la nudità dell'uomo e della donna,
sente avvolgergli l'anima un freddo tenebroso
a quel tetro spettacolo pieno di spavento.
Mostruosità che invocano i loro indumenti!
Tronchi ridicoli! toraci degni di pagliacci!
poveri corpi distorti , magri, panciuti o flaccidi!
che il dio dell'Utile, implacabile e sereno,
costruisce dalla nascita nelle sue fasce bronzee!
E voi donne! pallidi ceri che consuma e nutre
il Vizio , e voi vergini, che della tara materna
vi trascinate dietro la triste eredità
e tutte le brutture della fecondità!
Abbiamo , è vero, noi , nazioni corrotte,
bellezze sconosciute dagli antichi popoli,
volti divorati dai cancri del cuore,
bellezze che potremmo chiamare di languore,
ma queste invenzioni delle nostre muse tardive
mai potranno impedire alle razze indebolite
di rendere alla giovinezza un omaggio profondo
--la santa giovinezza dal fare semplice, fronte
dolce , occhi limpidi come acqua in movimento
che se ne va spargendo intorno , distrattamente,
come l'azzurro del cielo, gli uccelli e i fiori,
i suoi profumi, i suoi canti e i suoi dolci calori!
I FARI
Rubens, fiumi d'oblio, giardino d'indolenza,
cuscino di carne florida su cui non si può amare,
ma in cui la vita affluisce e s'agita senza tregua
come l'aria nel cielo e il mare dentro il mare;
Leonardo da Vinci, specchio oscuro e profondo
dove angeli incantevoli, con un dolce sorriso
carico di mistero, appaiono all'ombra
dei ghiacci e dei pini che fanno al luogo cornice;
Rembrandt, triste ospedale pieno di sussurri,
dove un gran crocefisso è l'unico ornamento
e la preghiera in lacrime sale dalle sozzure,
e che un raggio invernale traversa bruscamente;
Michelangelo, luogo vago dove si vedono Ercoli
mescolarsi con Cristi, e sollevarsi in piedi
fantasmi poderosi su sfondi di crepuscoli
che lacerano il sudario con le dita protese;
furori da boxeur, impudenze da fauno,
tu che raccattasti la bellezza triviale,
gran cuore gonfio d'orgoglio, uomo gialliccio e gracile,
Puget, malinconico imperatore dei forzati;
Watteau, carnevale in cui come farfalle
tanti cuori illustri vagano fiammeggiando,
scenari freschi e lievi sotto i lampadari
che versano follia su quei balli turbinanti;
Goya, incubo pieno di cose sconosciute,
di feti fatti cuocere nel mezzo d'un sabba
di vecchie che si specchiano e di bambine ignude
che per tentare i demoni s'aggiustano una calza;
Delacroix, lago di sangue gremito d'angeli malvagi
ombreggiano da un bosco di abeti sempre verdi,
in cui strane farfalle , sotto un cielo aggrondato,
passano , come un sospiro soffocato di Weber;
queste maledizioni, queste bestemmie e lamenti,
queste estasi , questi gridi , questi Te Deum,
sono un'eco propagata da mille labirinti,
per i cuori mortali è un oppio divino!
è un grido ripetuto da mille sentinelle,
un ordine trasmesso da mille portavoci;
è un faro acceso su mille cittadelle,
un richiamo di cacciatori sperduti nei boschi!
Perché è questa , o Dio, la testimonianza più vera
che noi possiamo dare della nostra dignità,
queste ardente singhiozzo che rotola d'era in era
e viene a morire alla sponda della tua eternità!
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