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domenica 18 agosto 2019

SAN BASILIO

18--8--2019
Signore ,  tu  hai  detto:
senza  di me  non  potete  fare  nulla
degnati  di  concedermi,
un'intelligenza  che  ti  comprende,
un  sentimento  che  ti  senta,
un  animo  che ti  gusti,
una  intelligenza   che  ti  cerchi,
una  sapienza  che  ti  trovi,
uno  spirito  che  ti  conosce,
un  cuore  che  ti  ami,
un  pensiero  che  sta  rivolto  a  te,
un'azione  che  ti  dia  gloria,
un  udito  che  ti  ascolti,
degli occhi  che  ti  guardino,
della lingua  che ti confessi,
una  parola  che  ti piaccia,
una  pazienza  che  ti segua,
una  perseveranza  che  ti aspetti,
una  fine perfetta e  la  tua  santa  presenza,
la  risurrezione, la  ricompensa  e la  vita  che  sei Tu.

sabato 17 agosto 2019

POESIE DELL'ULTIMO VIAGGIO di: Rabindranath Tagore Rampur Boalia--Nator--Shilaidah,2,6. 13 dicembre 1892,da: La barca d'oro

17--8--2019

INDUGIO
O  morte , io  so: tu  hai intrecciato
    un  nido  dentro  il mio petto;
dove in  una  serra  solitaria  fioriscono
    tutti  i miei  affetti , i  miei  amori,
le  speranze  segrete  del cuore, le  gioie
     e  i  dolori  della  vita  , le  pene  dell'animo,
tutti  i  desideri  e  le  visioni, le  lacrime e i sorrisi,
     i segni  e  le   immagini  di  ogni  giorno:
dove  all'ombra  di  un  Eden , senza  timore,
      gioca  il tesoro  interiore,
i  pupazzi   degli  affetti , i ricordi  degli  amori
     della  vita,  i raggi della  felicità.
Quante  luci, quante  ombre , lingue  melodiose
     di   molti  piccoli  uccelli!
O morte,  ho  saputo:  venuta  qui  dentro
     hai intrecciato  il mio  nido.


Giorno e  notte  giochi  insieme
    col  mondo  interiore vita  irrequieta!
Osservo  sulla  via  maestra  il  camminare
     dei   pellegrini  in  un  destino ineluttabile,
nell'azzurro  del cielo  impallidito
     dal   sole,  volano  gli  uccelli
     in moto pieno  di vita;
nella  foresta  scossa  dal  vento , alla  fine  della  notte
nuovi  e  nuovi  fiori  s'alzano  in boccio :
andare  e  venire  da  mattino  a  sera,
     in  ogni parte   continui incontri.
I  giorni  a  ogni aurora
aprono  nuovi  capitoli  di vita;
     tu  soltanto , seduta  in disparte
giorno  e notte  apri
      i tuoi  occhi  immobili:
di  tanto  in tanto , a  notte 
batti  l'ali, facendo  trasalire
      il cuore.


Hai    portato, dal regno   all'altra  sponda,
da  dove  sei venuta,
       dall'oceano lontano,
qualche  novità,
    qualche  notizia  segreta?
Là,  nelle  sponde  silenziose,
le  onde  a  tempo , risuonano
    d'un  grande  suono:
come  hai  fatto  a  ripercuotere  questo  suono
in mezzo  al mio  piccolo petto?
      Nessuno  percepisce  le  onde
dell'infinito  che  giorno  e notte
in  un  unico   passo  ineluttabile
      risuonano tanto  profonde
sulle  rive
      del  cuore palpitante.
Chi  ha  portato  in  mezzo
ai  bisbigli  degli affetti,
     piccoli  ed  effimeri
canti  del  mio  cuore,
le  vibranti  note
     dell 'oceano  senza  direzione?
Tu  ami l'uccello  della mia vita
che abita ne mio petto;
      perciò   strisciando
molto  adagio
      ti sei  seduta  accanto.
Senza  batter  ciglia, giorno  e  notte,
fissa  negli occhi,
     fai  tacita  contemplazione,
seduta  in  un  trono  immobile,
attenta  e  piena  di zelo,
     fai  adorazione  terribile.
L'amante,  loquace  e  irrequieta,
non vuol  farsi  prendere,
   non  sta  mai  ferma;
aprendo  le ali  variopinte
sempre  vola   qua  e là
   su  nuovi  e  nuovi rami.
Tuttavia  tu,  votata  al silenzio,
in  un  solo  pensiero, in  un  solo  trono,
   stai  seduta  senza  alcuna  pigrizia;
a poco  a poco  sarà presa,
cesserà  il canto,
   s'  arrenderà  obbediente.


Allora  con  inganno,
per  vie  deserte, chi  sa,
    dove la  porterai;
negletta   la  prenderai  in  seno
e  sul  carro  delle  tenebre  la  porterai
   a un  amante    sconosciuto;
dove  nella  notte  senza  principio
sta  una vergine  eterna:
    il   tocco  della luce
di  innumerevoli  anni
non ha  lasciato un  segno
     di  trepidazione nelle  sue  membra,
dove, all'altra  sponda  della  creazione,
nelle  infinite  stanze nuziali,
     per  destino mai  si ferma
il battito  dei  piedi
    degli   astri  lontanissimi,
tu  estendi  ali  giganti
     senza   alcun  legame;
la novella  liberata,
trasformata in nuova  sposa,
    tremerà  accanto  al petto.


Gradatamente  forse  dimenticherà
il nido della terra,
      intrecciato  di  foglie  ed  erbe,
la gioia  della  luce  del sole,
gli  affetti, le  campane
      e i petali dei  fiori?
Gradatamente , piena  d'amore,
accoglierà  anche  te
      come  propria  parente;
nella  stanza nuziale,
uniti tutte  e  due,
     avverrà  un tacito  colloquio!
La  tua  immagine  d'amore  e  di  calma,
seria e  delicata,
     infinitamente  confidente,
l'occhio  azzurro, fisso,
i  tuoi  capelli  sparsi  per l'universo,
     le labbra mute,
di  fronte  a  questi  piaceri  palpitanti
     della  terra  appaiono  tanto  spregevoli:
il fiume  , unitosi  all'oceano si  ricorderà
     di  tante  rive  variopinte?

O  morte,  o cara ,
tuttavia  rimani  un po'  di tempo
     in mezzo  alla  terra:
per  ora  , vestita  da sposa,
non  portarla  via nel  paese
    dell'eterne  stanze  nuziali.
Essa  non  ha  ancora  finito  tutti
     i  canti  del mattino e  della  sera:
ora  a  notte  dorme
nel  calore  del  proprio  seno,
     nel  caldo  nido  di sposa .
Assieme  agli  uccelli  migranti
ora  deve   volare
      di  nuovo  in  nuovo  paese,
sulle  rive  dell'oceano,
sui  cespugli  della  foresta,
     di  nuove  e  nuove  primavere.
O morte, perché  sei  venuta
    a  sederti  nel  suo nido?
Vuoi  con  il tuo  amore
ridurre  in  tenebre
    tutti  i suoi  amori?Se  è vero che  questo
è  gioco  d'un momento
   sopra  un mondo  di creta,
festa  d'istanti  tutto
questo  guardarsi e  incontrarsi,
    tutto questo  vedere  e  sentire,
se  anche  questo  amore
a  rischio  della vita
   è  solo  legame  di  falsità,
cade  spezzato  a  un tocco
e dopo  due  istanti
   sarà  selvaggio pianto;
tu  sola stabile  in  eterno,
tu  sola  senza  limiti,
    e  grande  destino,
tutte  le  speranze , tutti  gli amori
desiderano  l'eterno riposo
    nelle  tue  tenebre,
allora  , o morte, resta  lontana,
ora  non  spezzare
    questa  città  di  gioco,
aspetta  un po'
per  i miei  due  giorni,
    non  fare  alcun  furto.


Un  giorno  scenderà la  sera ,
suonerà  la  campana   dell'adorazione
    nel  tempio vicino;
gli  uccelli  taceranno,
s'eleveranno  i  canti  dei  grilli
    nella  profondità  della  foresta,
finirà il lavoro, alla fine
delle  battaglie  della  vita
    vittorie  e  sconfitte,
verrà  il sonno  annebbiante
sugli  occhi  del  pellegrino
     tremendamente  stanco,
l'ultima  luce  della  fine  del giorno
s'immergerà  all'orizzonte
     nelle  tenebre  della  terra,
brillerà  molto  lontano  soltanto
sulle  vie  infinite  del  cammino
      la  luce  delle  stelle ,
a coloro  che  senza  batter  ciglia
saranno  seduti  sulla  sponda  del  letto
     al   capezzale  , ai loro  occhi
arriverà il peso  della  stanchezza
nella  notte  senza sonno,
    alla  luce  della  fiammella che  si  spegne.


Uno  dopo  l'altro  se n'andranno  tutti
alle  proprie  dimore,
    amici ed  amiche,
 adagio  si  spegnerà  la  fiamma
della  lampada  senza  olio,
    a  mezzanotte:
un  vento  gagliardo
porterà il profumo
    di fiori  invisibili,
una  oscurità completa  porterà
il rombo  delle  onde
     di una  riva  sconosciuta.
O morte, in questo  momento  propizio,
vieni  vestita  da  sposa , al fianco
     del  capezzale  solitario;
la  mia vita  stanca,
allungando le  braccia  stanche,
     con grande  amore
  ti  stringerà  le  braccia:
allora  tu  accoglila , proferendo
     la  formula  magica:
con  dono  d'un  forte  bacio
delle  tue  labbra  rosse
    la  farai  impallidire.


venerdì 16 agosto 2019

IL CONCILIO VATICANO 2° E LA SACRA SCRITTURA di: p.Ludovico Intini osb

16--8--2019
Il n.  21 della costituzione Dei Verbum ha come titolo"La chiesa  venera  le Scritture".
Questo  dice  qual  è  l'atteggiamento  dell'insieme  del Popolo  di  Dio,
ma  può  darsi  benissimo  che  il singolo  cristiano  non  abbia  affatto questa   venerazione.
Per  comprendere  bene  quanto  stiamo  dicendo, pensiamo  al  "Credo".  Noi   affermiamo:"credo  la   chiesa  una , santa , cattolica  e  apostolica";  ma  nella  Chiesa esistono delle  contraddizioni, chiamate  da  Paolo 6° nell'Enciclica Ecclesiam  suam  antinomie.  La Chiesa  è  una  , ma  divisa; è apostolica, ma  non  tutti  si  rifanno   interamente  alla   dottrina  degli  apostoli; è santa, ma  è  fatta  anche  di peccatori; è  cattolica , cioè  universale,  ma  deve ancora  diffondersi....Sono  contraddizioni apparenti  perché la   Chiesa  è in  divenire,  destinata  e  in cammino ad essere  una,  santa,  cattolica ed  apostolica." è sarà  un  solo  ovile  e  un  solo  Pastore". Perciò la  Chiesa  venera  le  Scritture,  ha  un  atteggiamento giusto  verso  la   Parola di  Dio , anche  se  i  singoli  membri  , non  tutti  e  non  sempre  lo  hanno  :è un cammino, è  un  divenire. Ciascuno  dei  cristiani è  sempre  in  crescita  nel  suo  rapporto  con  la  sacra Scrittura.
In  questo   paragrafo  il Concilio  dice   come  ci si  debba  rapportare con  la  Parola  di  Dio.
"La   Chiesa  ha  sempre  venerato  le divine  Scritture come  ha  fatto   con  il Corpo  di  Cristo  stesso, non  mancando  mai, soprattutto nella  sacra  Liturgia, di  nutrirsi  del Pane  della  vita  dalla  mensa  sia  della  Parola  di  Dio che  del Corpo di Cristo e  di porgerlo  ai fedeli".
Bisogna    evitare  di  pensare  che  sia  una  scoperta  di  oggi  il  rapporto  con la  Parola  di Dio. Basterebbe  considerare  la  messa  cosiddetta  "di  san Pio v", e  scoprire  il posto  eminente  in cui  essa  era  tenuta.
Il libro  del Vangelo  era  accompagnato  da  due  ceri  accesi  , veniva   incensato, come  l'Eucarestia,prima  della  proclamazione  e  al  termine , sia il  Diacono  che  il Sacerdote lo baciavano.
L'atteggiamento  della  Chiesa  è  sempre  stato  costante ,  pur  evidenziato in forme  diverse  secondo  l'esigenza  dei tempi.  Il  Concilio, senz'altro  , con  la  Dei  Verbum  ha  dato  nuovo  impulso  a  questo  rapporto,  suggerendo, anche  ,  altre  forme più  consone ai  tempi  moderni.
"Insieme  con  la  Tradizione  [la  Chiesa] ha   sempre  considerato  e  considera  le  sacre  Scritture  come  la  Regola suprema  della  propria  fede"(DV21).
La  tradizione  è  la trasmissione  orale di  quello  che  Cristo , gli Apostoli e i loro  successori  hanno  insegnato .  Tutto   quello  che  Gesù  ha  detto  e  fatto  non  è stato  scritto; ce  lo dice  san Giovanni. E    non tutto quello   che  gli  Apostoli  hanno  insegnato  è  stato  scritto. è  lo spazio dello Spirito  Santo secondo  la  promessa  di  Gesù:" Quando  verrà  lo  Spirito  Santo, Egli  vi guiderà  alla  verità  tutta  intera [...] prenderà  dal mio  e  ve  lo  annunzierà"(Gv 14,26).
Questa  parola  non  è  solo  per  gli  apostoli, ma  anche  per noi. Ma  dalla  Tradizione  noi  dobbiamo  ricavare  "nova et  vetera",  come  dice  Gesù per  l'uomo  saggio(cfr. Mt  13, 52). L'evoluzione, quindi, ed  ogni forma nuova  vanno  bene  unicamente  se  radicati  nella  Tradizione e  nella  sacra  Scrittura,  perché  questa  è la  Parola  di Dio. Bisogna  sottolineare che  questa  tradizione  e   la  sacra  Scrittura sono  la  "regola  suprema  della fede", su cui  verificare  , cioè, la fede. L'abbiamo  sentito da  Martini che  dice:" la  fede per  risplendere, per  non essere  soffocata  deve  essere  nutrita  costantemente dalla  Parola".  Come  a  dire  che  la  nostra  fede  ha  per  fondamento  la  sacra  Scrittura  e  la  Tradizione.
è la  pietra  di paragone , come  detto  prima :"esse  infatti , ispirata  da Dio e  redatte  una  volta  per sempre ,   comunicano  immutabilmente  la  Parola di Dio   stesso  e  fanno  risuonare  nella  voce  dei Profeti  e  degli  Apostoli la  voce  dello Spirito  Santo"(DV21).

giovedì 15 agosto 2019

INCARNATIONIS MYSTERIUM Bolla di Indizione del grande giubileo dell'anno 2000 di: Giovanni Paolo 2°

15--8--2019
Donna  del silenzio, docile  nelle  mani  del Padre, la  Vergine Maria  è  invocata  da  tutte  le  generazioni come "beata", perché  ha  saputo   riconoscere le  meraviglie  compiuti  in lei  dallo  Spirito Santo. Mai  si  stancheranno  i popoli  di  invocare  la  Madre   della  misericordia e  sempre   troveranno  rifugio  sotto  la  sua  protezione. Colei  che  con  il  figlio  Gesù e  con lo  sposo Giuseppe, fu  pellegrina  verso  il  tempio  santo  di Dio, protegge  il cammino  di quanti  si  faranno  pellegrini in  questo  anno  giubilare.  E  voglio  intercedere  con   particolare  intensità  durante  i  prossimi  mesi per  il popolo cristiano, perché ottenga  l'abbondanza  della  grazia  e  della  misericordia , mentre  gioisca  per  i duemila  anni  trascorsi  dalla  nascita  del suo  Salvatore.
A Dio  padre  nello Spirito  Santo  vede  la lode  della  chiesa  per il  dono  della  salvezza  in Cristo  Signore  adesso  e  nei secoli a  venire.

Un ricordo caro di San Giovanni Paolo 2°, un augurio a  tutti i cristiani  per  un cammino, di comunione e di dialogo, per  la  speranza  di una possibile costruzione  di pace  e di giustizia  nel mondo.

mercoledì 14 agosto 2019

IMMAGINE di : Maria Angela compagna di scuola del 5° superiore a Catania

14-8-2018
Ho  voluto  con tutte le mie  forze,  chiudere  il mio cammino scolastico,  frequentando  il 5°  superiore  a Catania. Dove  ho trovato l'ambiente  scolastico che avevo  sempre sognato;  dei ragazzi , miei compagni stupendi, ed uno  staff di professori meraviglioso.
Non ricordo ne' i volti , ne'  nomi di loro ; ma ho conservato un foglietto  scritto da una mia compagna , Maria Angela, "Immagine"  è la descrizione con parole di me.
è un regalo molto bello, e caro , che ho deciso di pubblicare; non ho  impostato sul mio blogger, una mia foto , perché, non è importante il mio aspetto fisico , quanto il mio desiderio , che chiunque sfogli il mio blogger si soffermi sul contenuto.
"==Un' alba  irreale, un'alba  di sogno. Un mare  che  culla  le sue  onde  dolcemente.
       Occhi  scuri, vivaci  che  ti  attraggono  in un'area  di simpatia, ti portano   lontano,
       verso mondi   sconosciuti.  E non sai spiegare  perché, ma ti senti felice, quasi irreale.
       Occhi, limpidi, di  lago tra i monti, ma  non freddi, dolci.
       Tratti, tracciati da mano esperta, sicuri.
       Voce, calda dolce  che  sa  essere  simbolo  del nord,così  fine  e  delicata, ma è  anche
       l'immagine della  Sicilia, la  mia  terra, aspra, ma  dolce, selvaggia e  cara, con  il profumo 
       di aranci in fiore.
      "Immagine" che  nasce  nella  mia  mente  e  qui  finisce  in  un'alba  irreale, in una  visione       
        serena , e dolce,in un'area di simpatia."==
Un pensiero, un ricordo caro, un grazie  da sempre, dovunque tu sia, mia cara compagna, un pensiero a tutti  i miei meravigliosi compagni , di un un anno  stupendo.

martedì 13 agosto 2019

IL MITO DI SISIFO di . Albert Camus (Le muraglie assurde)

13--8--2019
---La  costanza  di  un  impulso   o  di  una repulsione, in un'anima,si  ritrova  in  abitudini  di fare  o  di  pensare, si  manifesta in   conseguenze  che  l'anima  stessa  ignora.  I  grandi   sentimenti  conducono  seco  il loro  universo, sia  esso  splendido  o  miserabile, e rischiarano , con  la  passione ,un  mondo  esclusivo,  dove  ritrovano  il loro   clima.  Vi  è  un  universo  della  gelosia,  dell'ambizione,  dell'egoismo  e  della   generosità.  Un   universo,  cioè  una  metafisica  e  un  atteggiamento  dello  spirito.  Ciò    che  è  vero  per  i  sentimenti  già   specializzati, lo  sarà  ancor  più   per  i turbamenti  che  stanno  alla  base ,  così   indeterminati e confusi e,  insieme  , così  "certi", così lontani e "presenti", come  quelli  che  ci  dà  il bello  o  che  suscita  l'assurdo.
Il  senso  dell'assurdo, alla  svolta  di una  qualunque  via  , può  imbattersi    faccia   a  faccia  con  un  uomo qualsiasi.-----------------------------------
è probabilmente  vero  che  un uomo  ci  rimane   sempre   sconosciuto e  che  in lui  vi  è  sempre  qualche  cosa  di   irriducibile ,  che  ci sfugge  . Ma   praticamente, conosco  gli  uomini e li  riconosco   dalla  loro  condotta,  dall'insieme  dei  loro  atti,  dalle   conseguenze  che  il loro  passaggio  fa  sorgere  nella  vita.  Così  pure  , tutte   quelle   sensazioni  irrazionali , su  cui  l'analisi  non  potrebbe  aver  presa  , le  posso  praticamente  definire , praticamente  apprezzare,  facendo  la  somma  delle  loro  conseguenze, nel  campo   dell'intelligenza, cogliendo  e  notando  tutti  i loro aspetti,   delineando il loro  universo.------------------------------------------------------
Questo  inafferrabile  senso   dell'assurdo , allora, può  forse essere   da noi  colto  nei  mondi  differenti , ma  fraterni,   dell'intelligenza, dell'arte di  vivere  o semplicemente dell'arte. Il clima  dell'assurdo  è  all'inizio ;la  fine   è l'universo assurdo  e  quell'atteggiamento  dello spirito  che   schiara  il mondo  sotto  una luce  che  gli è  particolare, per  far  risplendere il volto  privilegiato  e  implacabile  che  lo spirito  stesso  sa  riconoscere  in quello.-----------------------------------------------
-Il primo passo  dello spirito  è  quello  di  distinguere il  vero  dal  falso.  Tuttavia ,non  appena  il  pensiero  riflette  su  se  stesso , ciò  che  scopre  dapprima  è  una   contraddizione  . è inutile sforzarsi  qui  di  essere  convincenti. Da  secoli   nessuno  ha  dato  della  cosa  una   dimostrazione più  chiara  ed  elegante  di Aristotele
"La  conseguenza , spesso   messa  in  ridicolo  ,  di  queste opinioni è  che  esse  si  distruggono  da  loro stesse. Infatti,  affermando  che  tutto  è  vero , affermiamo la  verità  della   affermazione opposta e,  di   conseguenza  , la  falsità  della nostra   stessa  tesi(  in  quanto  l'affermazione  opposta  non   ammette che  questa possa  essere  vera).E  se  si  dice  che  tutto  è   falso,  tale  affermazione  risulta  pure  falsa. Se  si  dichiara  che  è falsa  soltanto  l'affermazione opposta  alla  nostra  ovvero  che   solamente  la  nostra  non è falsa, si  è pure  obbligati ad  ammettere un  infinito  numero  di  giudizi  veri  o falsi, poiché colui  che   emette  un'affermazione  vera   dichiara, al tempo  stesso , che  è  vera , così  di seguito fino all'infinito.

lunedì 12 agosto 2019

I FIORI DEL MALE di: Charles Baudelaire (SPLEEN E IDEALE)

12--8--2019

V

Amo  il ricordo  di quelle  epoche nude
quando  piaceva  a  Febo  indorare  le  statue.
Allora  l'uomo  e  la  donna  nella  loro  agilità
godevano  senza  menzogna  e  senza  ansietà,
e, il cielo  affettuoso  carezzando loro  la  schiena,
provavano  la  salute   della  loro  nobile  macchina.
Cibele  allora, fertile  in  prodotti  generosi,
non  trovava  i  suoi  figli  un peso  troppo  gravoso,
ma,  lupa  del  cuore  turgido  di tenerezze   comuni,
abbeverava  il mondo  con  le  mammelle brune.
L'uomo ,  armonioso e  forte ,poteva  ben  essere
fiero  delle  bellezze  che  lo  nominavano  re;
frutti  puri  da  oltraggi , vergini  d'ogni  guasto,
che  attiravano  i  morsi con  la  carne  liscia  e  compatta!

Oggi  quando  il poeta  tenta  di  immaginare
quelle  native  grandezze ,  nei luoghi  ove  si  scoprono
la   nudità  dell'uomo  e della  donna,
sente  avvolgergli  l'anima  un freddo tenebroso
a  quel  tetro  spettacolo  pieno  di spavento.
Mostruosità  che  invocano  i loro  indumenti!
Tronchi  ridicoli!  toraci  degni  di pagliacci!
poveri  corpi  distorti , magri, panciuti  o flaccidi!
che  il dio  dell'Utile, implacabile  e  sereno,
costruisce  dalla  nascita  nelle  sue  fasce  bronzee!
E  voi  donne! pallidi  ceri  che   consuma  e  nutre
il Vizio ,   e  voi  vergini, che  della  tara  materna
vi  trascinate  dietro  la  triste  eredità 
e  tutte  le  brutture  della  fecondità!

Abbiamo , è  vero, noi , nazioni  corrotte,
bellezze  sconosciute dagli  antichi  popoli,
volti  divorati  dai  cancri  del cuore,
bellezze  che  potremmo  chiamare  di  languore,
ma  queste  invenzioni  delle  nostre  muse  tardive
mai  potranno  impedire  alle  razze  indebolite
di rendere  alla  giovinezza  un  omaggio profondo
--la  santa  giovinezza  dal  fare  semplice, fronte
dolce , occhi  limpidi  come  acqua  in  movimento
che  se  ne va  spargendo intorno ,  distrattamente,
come  l'azzurro  del cielo, gli  uccelli  e  i fiori,
i suoi  profumi, i suoi  canti e i suoi  dolci calori!

I    FARI

Rubens, fiumi  d'oblio, giardino  d'indolenza,
cuscino  di carne  florida  su  cui  non  si  può  amare,
ma  in cui  la  vita  affluisce e  s'agita senza  tregua
come  l'aria  nel cielo e  il  mare dentro  il mare;

Leonardo  da  Vinci, specchio  oscuro  e  profondo
dove  angeli   incantevoli, con  un  dolce  sorriso
carico  di  mistero, appaiono  all'ombra
dei  ghiacci  e  dei  pini che  fanno  al  luogo  cornice;

Rembrandt,  triste  ospedale   pieno  di sussurri,
dove  un  gran  crocefisso  è  l'unico ornamento
e  la  preghiera  in  lacrime  sale dalle  sozzure,
e  che  un  raggio  invernale  traversa  bruscamente;

Michelangelo, luogo  vago  dove si  vedono Ercoli
mescolarsi con Cristi, e sollevarsi in piedi
fantasmi  poderosi  su  sfondi  di crepuscoli
che  lacerano il  sudario  con  le dita protese;

furori  da  boxeur, impudenze da  fauno,
tu  che  raccattasti   la  bellezza  triviale,
gran  cuore  gonfio  d'orgoglio, uomo  gialliccio  e  gracile,
Puget, malinconico imperatore  dei  forzati;

Watteau, carnevale  in  cui  come  farfalle
tanti  cuori  illustri   vagano  fiammeggiando,
scenari  freschi  e  lievi  sotto  i  lampadari
che  versano follia  su  quei  balli  turbinanti;

Goya,  incubo  pieno di  cose  sconosciute,
di feti  fatti   cuocere  nel  mezzo  d'un sabba
di  vecchie  che  si  specchiano  e  di  bambine  ignude
che  per  tentare  i demoni  s'aggiustano una  calza;

Delacroix,  lago  di sangue  gremito  d'angeli  malvagi
ombreggiano  da  un  bosco  di  abeti  sempre  verdi,
in cui  strane farfalle , sotto  un  cielo  aggrondato,
passano , come  un  sospiro  soffocato di Weber;

queste  maledizioni, queste  bestemmie  e lamenti,
queste  estasi , questi  gridi , questi  Te  Deum,
sono  un'eco  propagata  da  mille  labirinti,
per  i cuori  mortali  è  un oppio  divino!

è  un grido  ripetuto  da mille  sentinelle, 
un  ordine  trasmesso  da mille  portavoci;
è  un faro  acceso  su  mille  cittadelle,
un  richiamo  di  cacciatori  sperduti nei boschi!

Perché è  questa , o Dio, la  testimonianza  più  vera
che  noi  possiamo  dare  della  nostra  dignità,
queste  ardente  singhiozzo  che  rotola  d'era  in era
e  viene a  morire  alla  sponda  della  tua eternità!