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sabato 26 febbraio 2022

Il mio essere cristiana nella società: "Coscienza civica, Coscienza politica"

26--2--2022
Il mio cammino  spirituale , si concretizza , nella  certezza , che  il  credente , deve vivere , il  proprio battesimo .
Sebbene , la  mia educazione cristiana , è  stata  curata  sin  da  bambina;  debbo  dire  grazie  , alla  chiesa  di Catania , per  la mia  crescita e maturazione.
San  Benedetto e l'oblazione , hanno  avuto  un grande  ruolo , nella mia crescita e consapevolezza , dell'essere cristiana , e  non solo , per  la parte spirituale.
A   distanza di anni, e con  la serenità  di oggi , posso affermare ,  che gli spiacevoli  incidenti , sono stati  il frutto  di una  incomprensione , sia  da parte mia , che  da parte  del  monastero . Purtroppo , il male  , vive con noi , e si  può insinuare , nei   nostri  rapporti sociali , e nella  nostra  vita, senza  che c'è ne accorgiamo.
Infatti,  se, ho  scritto  nel mio blogger ,  dell'esperienza  negativa ,  con San Benedetto , è stato  solo  uno  strumento  nelle mie mani ,  per fare uscire  da me , (dal mio cuore ), tutto il dolore  che  si era  accumulato  , tutto il senso  di sconforto  , di  delusione , di  tradimento ,che mi avevano fatto soffrire.
Infatti, nonostante il mio allontanamento , volontario,  dal monastero , avevo  continuato  ad  avere , un legame  con  la priora ; con , gli auguri   per  il Natale e la Pasqua, mediante la posta.  Come  , pure , il mio  ultimo  scritto , che ho consegnato , alla nuova priora , alcuni anni or sono; mediante il quale , non  solo  ho cercato  di  chiarire  , ma  nello stesso tempo  ho  confermato  , il mio affetto   da sempre a madre Giovanna.
Riguardo  , al  racconto  di Teresa  Calanna, oggi  a distanza  di  tanto tempo ,  è fuori dalla mia mente e  dal mio cuore , e comprendo , la forte   reazione di allora.
Ho  imparato, che  non bisogna  mai  farsi  coinvolgere , dal  dire  degli altri , e  che  attentamente , è  necessario vagliare  , la  persona  , che  ci sta'  difronte , nel  momento  , nel quale  parla,  riferisce---ecc.
Oggi  , il mio grazie , la mia gratitudine,  alla comunità  benedettina  di Catania  , e a quella di San Martino delle scale.
Come presidente ,  della comunità degli oblati secolari di  San Benedetto, sono  stata  , la rappresentante  della comunità  , alla consulta dei laici, della diocesi di Catania.  Vivendo , all'interno  della diocesi,  momenti  storici , e  nello stesso tempo crescendo  e maturando .
La  partecipazione  alla  consulta  , mi  ha  aiutato  a crescere  , come  credente dentro  la chiesa ; il cristiano, è   la pietra  viva, della chiesa , la quale intesa  come" corpo mistico di Cristo" è  costituita  ,  dai  pastori , dai religiosi,  dai laici; ed  è  guidata   dal vicario di Cristo , il Pontefice. Esiste , quindi un magistero della chiesa, che è per tutti  i battezzati!
Ho imparato , a leggere  , riflettere , in privato , e mediante i vari convegni , ai quali ho partecipato  ,  le lettere  apostoliche  del  Pontefice .  Inoltre,  l'esperienza   con CL , chiude il cerchio.
Essere lievito , nella società , nella  quale  si vive , diventare  Vangelo vivo ,  si traduce  in una  "coscienza civica " , e quindi  anche  in una  "coscienza  politica".
Da  Vangelo  secondo  Matteo:
"Allora  i farisei  se  ne andarono e tennero  consiglio sul  modo  di  irretire  Gesù con  la sua  parola. Gli  mandarono  , dunque ,i loro  discepoli  con gli erodiani  per dirgli:" Maestro , noi sappiamo  che  tu  sei  sincero  e che insegni  la via  di Dio  con franchezza, senza riguardi  per nessuno , perché  non guardi  in faccia  agli uomini . Dicci dunque : che  ti pare ?  è lecito  o no  pagare  a Cesare  il tributo?" Ma   Gesù , conoscendo  la loro  malizia , rispose  :" Perché  mi tendate  un tranello , ipocriti? Mostratemi  la moneta del tributo".
Gli   presentarono  un denaro . E  dice  loro:" Di  chi è  questa  effige  e l'iscrizione ?" "Di  Cesare" gli  risposero.  Allora  egli dice  loro:" Rendete  dunque  , a Cesare quel  che è  di Cesare e a Dio  quel  che è di Dio " . A  queste  parole  rimasero  stupiti , e  lasciatelo  , se ne  andarono"
Dare a Dio  quello che è di Dio , il battesimo innesta  , il  cristiano , in Cristo e quindi  nella sua chiesa . Il Vangelo , ed il decalogo , sono  la legge  , iscritta nel cuore  del  battezzato ;   come   cittadino di una società  , ed  una società  democratica , come la  nostra , il battesimo si traduce ,in una  " coscienza civica "  ed in una " coscienza  politica".
Coscienza  politica  , per i laici, ma allargando  la prospettiva ,  una coscienza politica  unitaria , che coinvolge tutti  i  cristiani  laici , di tutte le chiese  .
Una prospettiva politica unitaria , di tutti  i cristiani  europei, si traduce, in un cammino di unità, dei  cittadini  europei, ed  un loro  reale peso politico , all'interno dell 'EU.
I grandi cambiamenti  , necessitano  dell'azione  , del popolo, in  una  realtà  veramente  democratica , e  non  in  un'azione dall'alto. 
Credo  , profondamente , nel fatto , che  una educazione ,  formazione cristiana , deve necessariamente  essere , spirituale "teologica"  ma  pure  civica e politica. 
In questo modo vedo un mio personale coinvolgimento.



venerdì 25 febbraio 2022

Osare un mondo diverso di: Alfredo Ancora (AIFO)

 25--2--2022
" Il  5°  Festival  della  cooperazione  internazionale (26---30--ottobre  2022)  che si è tenuto  ad Ostuni  ha dedicato  una  delle sessioni  alla riflessione sul tema generale "Dell'arte  di vivere  insieme  dopo  la pandemia"

= Il quadro "precario"  di post-virus  sembra   riecheggiare  quanto scriveva  Ernesto  de  Martino:
"La  nostra  civiltà  è in crisi : un mondo  accenna  ad  andare  in pezzi , un altro  si annunzia" (1941). La   domanda  è:    possiamo  preannunciare  anche  noi  un  mondo  diverso  , più  consono al vivere  insieme?
La  pandemia che  io definirei meglio  col termine  pandemonio , disordine e confusione , ci  porta  a riflettere  se la crisi  abbia  o meno  indirizzato  le  nostre  condizioni di vita verso una  direzione più sana ed ecologica . La crisi  è  una  parola  molto  frequente e secondo  me  bisognerebbe  cominciare  a ragionare  in maniera  diversa  nel senso  di pensare  no   alla crisi, ma  di pensare  la crisi . Perché?
La crisi  ci  ha fatto  capire  quanto  siamo  tutti  interconnessi --non solo  in  senso  virtuale  -- ma  soprattutto    su un piano  reale  . La  frase  più  volte   pronunciata  da   papa Francesco  "NESSUNO  SI  SALVA  DA SOLO!"  non è uno slogan , è  una  direzione . Non   dimentichiamoci  che l'uomo  è  un  animale   relazionale  prodotto   da  e di  relazioni.
Una  prima  riflessione  è questa  :" un'occasione "  per pensare  ---noi   ed il mondo --in maniera  differente  o solo  il desiderio di  lasciarci  tutto  alle spalle? Tanto  passata   la pioggia   , chiudiamo  gli ombrelli  e tutto  ritorna  come prima!  "Quando  si vive  una   crisi,  nessuno  ritorno  indietro non   è possibile . Bisogna     inventare  qualcosa  di nuovo , avere  il coraggio di voltare pagina"  , diceva  il filosofo Michel  Serres . Quello  che colpisce  , invece , è  che,  nonostante  lo sconvolgimento che ha colpito  tutto il mondo , le istituzioni sembrano  che abbiano  difficoltà a  cambiare  . Tutti  sono pronti  a sposare  l'ecologia ,  l'ambientalismo , un modo di vedere  verde , ma  in  realtà  mi pare  che  si  continuino a finanziare  gli  investimenti  sul carbone . Allora  la crisi  è proprio  questa  , per cui  da qui  occorre  partire  per ripensare  il passato  , mettere  in discussione  il nostro  rapporto  con  il mondo  e dare  finalmente  voce  al pianeta Terra , diventato un protagonista  essenziale  della  scena politica.

Abbiamo  dovuto  anche fare  i conti  improvvisamente  con una nuova  dimensione  del  tempo  e dello spazio . Le  norme  restrittive anche  se  necessarie --ci  hanno  "costretto "  a ripensare questi  parametri  . Ultimamente  abbiamo  vissuto  tempi   "obbligati"  rinchiusi  nelle   nostre  case  con  la sola   possibilità  di affacciarci   sull'unico  mondo  possibile :  quello virtuale che  ci ha  consentito  di  "viaggiare"    anche  se  "all'interno della  nostra camera " .
Per  quanto  riguarda  lo spazio  ,nel  momento  in cui  si è   forzatamente  ristretto --non  solo fisicamente ---è divenuto  " circoscritto " in base  a    limitazioni subite , fra cui  il distanziamento  sociale , e  non so  quale   semiologo  del ministero  della  Salute  abbia   coniato questa  pessima  parola . La crisi  invece  di insegnarci   "altro" ci ha  insegnato  a chiuderci  sempre  di più  ,  e  l'altro  , l'estraneo   cerchiamo  di tenerlo   a distanza. 

= Bisogna  fare  in modo  che  il pensiero riprenda  il suo  spazio . Che  è rimasto  di  tutto ciò?  Solo  la voglia  di  dimenticare  e anche  in fretta?  Qualcosa  non  quadra! Questo  virus  ci ha  scosso  sin   dalla  fondamenta . è divenuto  un "terrorista"  :  ha  attentato  alle  nostre   condizioni di vita!  Non  sappiamo  prevedere  --ma  vorremmo  augurarcelo --se  il passaggio da questa   situazione  allo stato  successivo  porterà  con sé  ance l'adozione  di nuovi  parametri  di valori.
Lo spazio  può  diventare  non  un  luogo  circoscritto e sicuro  ma  un  modo  di  ampliare  la mente!  Dal  restringimento  alla ricerca  non solo   esterna  ,  dal recinto  alla  prateria . Una  dimensione  aperta  a nuovi  spazi  e non  solo alla  difesa  per paura  di ipotetiche  invasioni!
Siamo pronti  ad  eventuali  aggiustamenti  (forse   cambiamenti)?  è difficile  rispondere  se  non  accodandosi a valutazioni "comode"   basate  sul  "tanto  tutto tornerà  come prima".   è impossibile  desiderare  il cambiamento  senza  cambiare  , stando   fermi  nel  pensiero\comportamento , sperando  solo  il ritorno  alla  nostra  normalità  precedente rassicurante  e soprattutto  conosciuta!
Per  riflettere  in modo  diverso potremmo  iniziare  a pensare  questo  periodo  come  esperienza  di tempo vissuto  , non  solo subito.
Il periodo che abbiamo  vissuto  (e  che  ancora  non  è finito  del tutto!) ci  invita  a uscire  da un  mondo  rigorosamente  autocentrato  sull'individualismo e poco  sugli  altri . Potremmo scoprire  di essere  non solo  interconnessi (anzi  iperconnessi!) ma anche  intersolidali . Siamo  ovviamente  consapevoli che  la solidarietà non è virtuale , è  un'altra cosa  . La  solidarietà è una  direzione  verso!  Anche verso  un mondo  mentale più  sano  ed  "igienico" , non  utopico , ma reale , capace  di  modificare  qualcosa  di noi , dentro  di noi e di noi   con gli altri.

Alfredo  Ancora  , psichiatra , psicoterapeuta  e docente  universitario












giovedì 24 febbraio 2022

Ucraina: 24--2--2022

 24--2--2022
Nel nome   della libera  autodeterminazione dei popoli, la libertà della Ucraina  è  importante.
L'aggressione della Russia   è  inaccettabile. Io sono l' Ucraina!
La mia solidarietà al popolo ucraino.

mercoledì 23 febbraio 2022

La costruzione della felicità di : Martin E.P. Seligman "Soddisfazione per il passato" 1°

 23--2--2022
è possibile vivere  ai  massimi  livelli  della propria  quota  fissa  di  felicità?
Le emozioni  positive  possono  riguardare  passato  , presente  e  futuro.  Tra  le emozioni  positive  riguardanti  il futuro  vi sono  ottimismo , speranza , fede  e fiducia . Tra  quelle  riguardanti  il presente vi sono gioia , estasi , calma , esuberanza  ,piacere , e(importantissimo )  entusiasmo  appassionato (flow); queste emozioni  sono  quelle  a cui  la gente  solitamente  pensa  quando  casualmente  , parla di felicità. Tra le emozioni positive  riguardanti  il passato  vi sono  soddisfazione  , appagamento , orgoglio e serenità.
Le  emozioni riguardanti  il passato  possono essere appagamento , serenità , orgoglio, e soddisfazione , o amarezza , o addirittura  rabbia , astio, e desiderio  di vendetta. Queste emozioni sono  interamente  determinate  dai vostri  pensieri riguardo  al  passato. Il rapporto  tra pensiero  ed emozione è una  delle  più  antiche  e controverse  questioni della psicologia  . La classica   teoria freudiana  , che  ha dominato  la psicologia  per i primi  settant'anni  del ventesimo secolo , sostiene  che il  contenuto  del pensiero è causato  dall'emozione.
Aaron  T. Beck,  il principale  teorico  della  terapia  cognitiva , asserì  che  l'emozione  è sempre  generata  dalla  cognizione  , e  non viceversa . Il pensiero del  pericolo  provoca  ansia,  il pensiero  della perdita  provoca  tristezza e il  pensiero  dell'intrusione  provoca rabbia.   Ogni   qual volta vi trovate  in uno  di quegli  stati  d'animo  , basterà  che facciate  attenzione  e troverete  la  concatenazione  di pensieri  che vi ci  ha   condotto. Anche  a favore  di questa teoria  vi sono molteplici  prove . I pensieri  dei depressi  sono  dominati  da  interpretazioni  negative  del passato,  del  futuro e  delle  loro  capacità , e  insegnare a loro  a mettere  in discussione   queste  interpretazioni  pessimistiche allevia  la depressione  all'incirca  quanto  i farmaci antidepressivi 
La  teoria  freudiana  integralista  affermava  che  l'emozione  governa  sempre  il  pensiero , la teoria  cognitiva integralista   che il  pensiero governa  sempre  l'emozione.   L'evidenza dei fatti , in realtà  dimostra  che  a seconda delle  volte  l'uno governa  l'altra , e viceversa .     Dunque , per  la psicologia  del ventesimo  secolo l'interrogativo è:  in quali  condizioni  l'emozione  governa  il pensiero , e  in quali  il pensiero governa  l'emozione? 
Parte  della nostra  vita  emotiva  è istantanea  e reattiva . Piaceri  sensuali ed estasi, per  esempio , sono
 emozioni  del "qui e  ora" , che  necessitano  poco o nulla   del  pensiero e dell'interpretazione  per essere  innescati.   Una  bella doccia  calda  quando  siete  impiastrati  di fango vi fa sentire  semplicemente  bene ; non   è  necessario  che  pensiate:" il fango  sta  venendo via"  per provare  piacere. Tutte le emozioni riguardanti  il passato  , invece , sono interamente  governate  dal  pensiero  e dall'interpretazione.






lunedì 21 febbraio 2022

Italia bella!

 21--2--2022

Dall'aspetto sembra un frutto esotico, ma è  molto italiano, molto siciliano.

I bastardoni, sono il frutto della perizia dei contadini,  siciliani; ma il " bastardone"   è tipico dei paesi dell'Etna, in modo particolare di Belpasso.  In fondo ciò che spesso si trova  nei mercati non ha nulla a che vedere, con questo prelibato frutto; una vera goduria degli occhi e del palato.
Se  i belpassesi sapessero  vagliare  il grande tesoro che è nelle loro mani!

venerdì 18 febbraio 2022

Divina Commedia Dante Alighieri "Inferno canto 26"

 18--2--2022

    Godi,  Fiorenza, poi  che  se' si  grande
che  per  mare  e per  terra  batti l'ali,
e per  lo  'nferno  tuo  nome  si  spande!
    Tra  li ladron  trovai  cinque  cotali 
tuoi  cittadini  onde  mi  ven  vergogna ,
e tu  in grande  orranza  non  ne sali.
    Ma  se presso  al mattin del ver si sogna,
tu  sentirai di qua  da  picciol  tempo 
di  quel che  Prato  , non  ch'altri  , t'agogna .
    E se già  fosse , non  saria  per  tempo.
Così  foss'ei  , da  che  pur  esser dee!
ché più  mi graverà , com' più  m'attempo.
    Noi  ci partimmo , e su  per le scalee
che  n'avea  fatto  iborni  a scender  pria,
rimontò  'l duca mio e trasse  mee;
    e  proseguendo  la sonlinga  via,
tra le  schegge e tra' rocchi  de  lo scoglio 
lo  piè sanza   la man  non si  spedia.
    Allor  mi  dolsi  , e  ora  mi ridoglio 
quando  drizzo  la mente a ciò  ch'io  vidi  ,
e più  lo  'ngegno  affreno  ch'i' non  soglio,
    perché  non corra  che virtù  nol  guidi;
sì che  , se  stella  bona  o miglior cosa 
m'ha  dato  'l  ben  , ch'io  stessi  nol  m'invidi.
    Quante  'l villan ch'al  poggio  si riposa,
nel tempo  che colui  che  'l  mondo  schiara
la faccia  sua  a noi  tien  meno ascosa ,
    come  la mosca  cede  a la zanzara,
vede  lucciole  giù  per  la vallea,
forse  colà  dov'è vendemmia e  ara:
    di  tante  fiamme  tutta  risplendea 
l'ottava  bolgia  , sì  com'io  m'accorsi
tosto  che fui là 've  'l fondo parea.
    E  qual   colui  che  si  vengiò  con  li  orsi
vidi  'l  carro  d'Elia  al  dipartire ,
quando  i cavalli al cielo  erti  levorsi,
    che  nol  potea  sì  con  li  occhi  seguire ,
ch'el  vedesse  altro  che  la fiamma  sola,
sì  come  nuvoletta, in  sù  salire :
    tal  si  move  ciascuna  per  la gola  
del fosso , ché  nessuna  mostra  'l furto,
e ogne   fiamma  un  peccatore  invola.
    Io  stava  sovra 'l ponte a veder surto,
sì  che  s'io  non avessi  un  ronchion  preso,
caduto  sarei  giù  sanz'esser  urto.
    E  'l  duca mio  che  mi vide  tanto  atteso,
disse :"Dentro  dai  fuochi  son  li  spirti;
catun si fascia  di quel  ch'elli è  inceso".
    "Maestro mio", rispuos'io , "per  udirti 
son  io  più  certo  ;  ma  già  m'era avviso
che  così  fosse  , e già  voleva dirti:
    chi  è  'n quel  foco  che  vien  sì diviso 
di sopra, che  par  surger de la  pira
dov'Eteòcle  col  fratel  fu miso?".
    Rispuose a me "Là  dentro  si martira
Ulisse e Diomede , e  così  insieme
a la  vendetta  vanno  come  a l'ira;
    e dentro  da la  lor  fiamma  si  geme
l'agguato  del caval  che fé la  porta 
onde  uscì  de'  Romani il gentil  seme.
    Piangevisi entro  l'arte  per che  , morta,
Deidamia  ancor  si duol d'Achille,
e del Palladio pena  vi  si porta".
    "S'ei  posson  dentro  da  quelle  faville 
parlar  ", diss'io , "maestro , assai ten  priego
e  ripriego , che  'l  priego  vaglia  mille,
    che  non mi  facci  de  l'attender niego
fin  che  la  fiamma  cornuta  qua  vegna ;
vedi  che  del disio  ver' lei mi  piego!".
    Ed  elli  a me:"La  tua  preghiera  è degna  
di molta loda , e  io  però  l'accetto;
ma  fa  che  la tua lingua  si  sostegna.
    Lascia  parlare  a me , ch'io  ho  concetto 
ciò  che tu  vuoi ; ch'ei  sarebbero  schivi ,
perch'e'  fuor  greci , forse del tuo  detto".
    Poi  che  la fiamma  fu  venuta quivi 
dove  parve al mio duca  tempo  e loco,
in questa  forma  lui  parlare  audivi:
    "O  voi  che siete  due  dentro  ad un  foco,
s'io  meritai  di voi  mentre  ch'io  vissi,
s'io  meritai  di voi  assai poco
    quando  nel mondo  li  alti    versi  scrissi,
non  vi movete ; ma  l'un  di voi  dica 
dove , per  lui,  perduto  a  morir  gissi".
    Lo  maggior  corno  de la  fiamma  antica 
cominciò  a scrollarsi  mormorando,
pur  come  quella  cui  vento  affatica  ;
    indi  la cima  qua  e là  menando ,
come fosse  la lingua  che parlasse,
gittò  voce di fuori e disse ." Quando 
    mi  dipartì da  Circe,  che sottrasse 
me  più d'un anno là  presso  a  Gaeta,
prima  che  sì  Enea  la nomasse,
    né dolcezza di figlio , né  la  pieta
del  vecchio padre , né  'l debito amore
lo  qual  dovea  Penelopè far  lieta,
    vincer  potero  dentro  a me  l'ardore 
ch'i'  ebbi  a divenir  del mondo  esperto 
e  de  li  vizi  umani  e del  valore;
    ma  misi  me  per  l'alto  mare  aperto
sol  con  un legno  e con  quella  compagna
picciola  da  la qual  non fui   diserto.
    L'un  lito  e l'altro vidi  infin  la Spagna ,
fin  nel Marocco, e l'isola  d'i  Sardi,
e  l'altre  che  quel  mare  intorno  bagna.
    Io  e'  compagni  eravam  vecchi  e tardi
quando  venimmo  a quella   foce  stretta
dov' Ercule  segnò  li suoi  riguardi
    acciò  che  l'uom  più oltre  non  si  metta;
da  la  man  destra mi  lasciai  Sibilia  ,
da  l'altra  già  m'avea  lasciata  Setta.
    "O  frati  "  , dissi  "che  per cento milia
perigli  siete  giunti a l'occidente,
a questa  tanto  picciola vigilia 
    d'i  nostri  sensi  ch'è del  rimanente 
non  vogliate  negar  l'esperienza ,
di retro  al sol  , del  mondo  sanza gente.
    Considerate  la vostra semenza:
fatti  non foste  a viver come bruti ,
ma per  seguir virtute  e conoscenza".
    Li  miei  compagni  fec'io  sì  aguti,
con  questa  orazion  picciola , al  cammino,
che  a pena  poscia li  avrei  ritenuti ;
    e  volta  nostra  poppa  nel  mattino ,
de'  remi  facemmo  ali  al folle  volo,
sempre   acquistando  dal lato  mancino .
    Tutte  le stelle  già  de  l'altro  polo
vedea  la notte , e 'l nostro  tanto  basso,
che  non surgea  fuor  del  marin suolo.
    Cinque  volte  racceso e tante  casso 
lo lume era  di sotto  da la  luna,
poi  che 'ntrati  eravam  ne  l'alto  passo,
    quando  n'apparve  una  montagna , bruna
per  la distanza  , e  parvemi alta tanto
quanto  veduta  non avea alcuna.
    Noi  ci  allegrammo  , tosto  tornò  in pianto,
ché de  la nova  terra  un turbo  nacque  
e percosse  del legno  il primo  canto.
    Tre  volte  il fé girar  con  tutte  l'acque ;
a la  quarta  levar  la poppa  in  suso
e la prora ire  in giù , com'altrui piacque,
    infin  che  'l  mar fu  sovra  noi rischiuso".

giovedì 17 febbraio 2022

Liberamente tradotta da Sant'Anselmo "Preghiera per gli amici"

 17--2--2022
Ti  prego, o  Padre pio  e buono  , per  quanti  mi amano  in tuo  nome  e per  quelli  che  io amo  in te .
Con  maggiore  intensità ti prego  per quelli  che tu  sai  che  mi  amano  e che  io amo di un amore  più sincero.
Non  ti prego  , Signore , come  un giusto  libero da peccati  , ma  come  uno  reso  sollecito  da ogni  genere  di carità  per gli altri . Amali , Signore , tu  che sei la fonte dell'amore , tu che mi spingi  e mi  dai  l'energia  di amarli .
Sebbene  la mia preghiera non  meriti  di  giovare  ad essi  perché  io sono  un peccatore , giovi loro  il fatto  che questa  preghiera  e fatta   sotto  la tua forza.
Amali  per te , che sei  l'autore  e il  datore  della carità ,non per me  , e fai  in  modo  che  loro  stessi  ti amino con  tutto  il loro cuore , con  tutta  la loro  mente , con tutta  la loro  anima affinché  vogliono  , dicano e facciano  solo  ciò  che  a te  piace e a loro conviene.