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mercoledì 27 novembre 2019

ORTODOSSIA "I MISTERI O SACRAMENTI" di: p. Denis Guillaume

27---11--2019

Il  Battesimo  è  caratterizzato  dalla  triplice  immersione  fatta nel  nome  della   Trinità,  immersione che  ricorda  anche   la  risurrezione di Cristo  il  terzo  giorno;   battezzati, cioè tuffati nel regno sotterraneo  della  morte, risuscitiamo  con Cristo e  portiamo  il suo  nome  per  essere  adorati  dal  Padre  come  figli .  La  benedizione  delle  acque  si fa  ogni  volta  con  una  bellissima  preghiera di  epiclesi, dove  si  chiede  come  all'Epifania  , cioè  al Battesimo di Cristo, la  discesa  dello  Spirito  per  santificare  le  acque . In  caso  di  necessità si  può  ricorrere  all'aspersione  , ma  è  più  significativa   l'immersione.  è la  risposta  a  Nicodemo  che  chiede  come  si  può  rinascere,  come  si  può  entrare  nel seno  materno  per  nascere  una seconda volta.  Quando  si  vede  il  battezzato  uscire  dall'acqua  battesimale,  si  può  pensare  al  neonato  che  esce  dall'ambiente  liquido  del seno  materno.
Dopo l'immersione  , si  dà  il sacramento  della   Cresima, anche  ai  neonati  è  il compimento  indispensabile  del  Battesimo.  Il  sacerdote  unge  la  fronte  , gli  occhi  , le  nari, la  bocca, gli orecchi, il petto, le  mani, i piedi del  battezzato dicendo: " Sigillo  del dono dello Spirito  Santo".  E  dopo  la  Cresima, si  fa  una  triplice   processione  attorno  al  battistero;  il  sacerdote  , il  battezzato  e il  padrino, tenendo  un  cero  acceso, girano  tre  volte  in  senso  antiorario  cantando:  "Voi tutti  che  in Cristo  siete  stati  battezzati , di  Cristo  vi  siete  rivestiti".
Subito  dopo  il Battesimo  si  dà  il terzo  sacramento  dell'iniziazione cristiana, la  Comunione ,  anche  se  il  battezzato  è  un neonato; in  Cristo, infatti  , è diventato  un adulto, un  membro  pieno  della  Chiesa e  come  tale  ha  diritto  all'eucarestia.  Non  è  una  partecipazione   intellettuale: i  sacri  misteri  di  Cristo  si  ricevono "per  la  guarigione  dell' anima e  del corpo".  Finché  il bambino  non  mangia  pane, gli  si dà  solo  un po' divino  consacrato.  Sino  all'età  della  "ragione" i genitori  portano  il bambino  alla  comunione , mentre quando  il fanciullo è  in età  di confessarsi, ci  va  da solo.
La  confessione  si  fa  in piedi  davanti  a  un  altarino  o  un  pulpito  dove  c'è  il Vangelo o  un'icona  di Cristo .  Il  penitente e  il  sacerdote  sono  tutti  e  due  rivolti  verso  il Salvatore.  Terminata  la  confessione, il penitente  s'inchina  o  s'inginocchia .  Il  sacerdote  gli  mette  sulla  testa  la  parte  inferiore  della  sua  stola  e  impone  la  mano dicendo  l'assoluzione, che  non  è  indicativa  (Io  ti assolvo) ma  deprecativa:"Dio ti perdona ogni  colpa".  In  caso  di peccato  grave, il sacerdote  da  un'epitimia o penitenza.  La  confessione  sacramentale  è  distinta  dalla  direzione  spirituale, che  si  dà  in  un  altro  tempo e luogo.
Il  matrimonio è  preceduto  dal  Fidanzamento, rito  nel  quale si  scambiano  gli  anelli. Il  sacerdote  mette  al  dito  di  ognuno  l'anello  dell'altro  congiunto, poi il  paraninfo  o amico  degli sposi  scambia  gli  anelli, mettendo  a  ognuno  il proprio . Il rito  del  Matrimonio sta  su  un  livello  più  alto :  è  il sacramento  dell'Incoronazione.  Il  sacerdote  pone  una  corona  sulla  testa  dello  sposo  dicendo, per esempio: "Il  servo  di Dio Costantino  riceve  come  corona la serva  di Dio Elena"...., poi  sulla  testa  della  sposa  pone  l'altra corona  dicendo:" La  serva  di  Dio Elena riceve come  corona il servo  di  Dio  Costantino...". Dopo la  lettura  dell'epistola e del Vangelo  si  prosegue  con  la  preghiera  dei  fedeli e  il Padre  Nostro. Allora  il  sacerdote  presenta  agli  sposi  una  coppa  di vino dolce, alla  quale  bevono  l'uno  dopo  l'altro.  In  certe  chiese  questa coppa(di  cristallo)  viene  rotta  sul  pavimento, dopo  l'uso, per  significare l'indissolubilità   del matrimonio e  la  fedeltà  che si devono gli sposi: nessun  altro berrà  in  quella  coppa!  Dopo  questo  , gli  sposi e il  paraninfo, seguendo  il sacerdote, eseguono  nella  navata  un triplice giro della mensa  dove  è  stato posto  il Vangelo,  mentre il  coro canta  tre  inni. Poi  si  depongono  le  corone .  Una  volta , la  deposizione  delle   corone  avveniva  solo  l'ottavo  giorno, dopo  sette  di festeggiamenti, e  solo  allora  gli  sposi potevano  consumare  il matrimonio.  Le  corone , infatti ,non hanno  altro  significato se non  la  vittoria  sulle passioni che  gli  sposi  hanno  riportata  conservando  la  castità  fino  al matrimonio, fino  all'ultimo  giorno  del  festeggiamento nuziale.  I laici  hanno  diritto  a seconde  e terze  nozze, non  oltre , e  nel  caso  siano  vedovi  o  legittimamente  sciolti.
Accanto  al matrimonio, vogliamo  parlare  della  Professione  religiosa  fino  alla  riduzione a  sette  del  numero  dei sacramenti, essa  veniva  considerata  come "il sacramento  della  perfezione  monastica".  Non  entra  in monastero  chi vuole ; bisogna essere  normalmente  costituito e dotato  di virilità: il segno  più  sicuro  è  la crescita della  barba,  ciò  che  impone  al candidato  di essere uscito dall'adolescenza,  di  non  avere  istinti  contro natura , di  poter  rinunciare in tutta  verità  ai beni del  matrimonio e  della  famiglia. Nel monastero  tutti  lasciano  crescere  barba  e  capelli:  e il segno della rinuncia  totale al mondo. Inoltre  , la  barba  è  il simbolo  della  paternità  spirituale, e  i  migliori  monaci  sono  quelli  che avrebbero  potuto essere  ottimi  padri  di famiglia.
Nel  monachesimo  ortodosso  ci  sono  tre  gradi  , il  rasoforato, il piccolo  e il grande  abito angelico, che  non  si  possono  totalmente  paragonare  con il noviziato, la  professione  semplice e quella  solenne. Il  rasoforo(  portatore  del  raso, una  specie  di  soprana  con  larghe  maniche)  riceve  presso  un  anziano  la  formazione di  un novizio, ma  avuta  quella  , può  benissimo  rimanere rasoforo:  così  sono  , per  esempio , i  candidati  all'episcopato.  Il  "piccolo  abito" è il  grado  superiore  nella  ricerca  della  perfezione:il monaco  riceve  allora il mandyas o mantello  e poi  rimane  in  quello  stato  tutta  la  vita, se  vuole.  Invece, se ricerca  una  perfezione  più alta , riceve  il grande  abito  detto:"angelico" perché  sotto quella  veste  dovrà  comportarsi  come  un angelo sulla terra, come  un  incorporeo.
Gli  ordini  sacri  sono :  lettorato, suddiaconato, diaconato, presbiterato,  ed  episcopato. Prima  del  lettorato  si riceve la  tonsura  clericale. Poi si  viene  ordinato  lettore  o  cantore,  e  con  tale  grado  si  può  esercitare  anche  la  funzione  di  accolito, ricevendone la  tonaca. Il  suddiacono  aiuta  nelle  celebrazioni  pontificali; porta una  stola  incrociata  sul petto e sul  dorso.  Prima  del  diaconato, se  il   candidato  non  è  sposato  o monaco, deve  decidersi  per l'uno  o   l'altro stato, cioè prendere moglie  o  essere  iscritto  in una  comunità. Una  volta  sposato ,  non  riceve  subito  il diaconato : deve  fare le  prove  di un  matrimonio  felice, e  la  moglie deve dare  un buon  esempio, essere  pronta  ad  aiutare  il marito nel servizio   parrocchiale.  In  seguito  , il  diacono  può  essere  ordinato  sacerdote. Se  è  sposato  la  moglie  diventa  una "matushka",  cioè una  piccola  madre  per i parrocchiani.  Diventato vedovo  un sacerdote  non  può  risposarsi  perché  il sacerdozio costituisce un  grado  più elevato  del matrimonio e non si  può retrocedere. Essendo   vedovo, il sacerdote  può  invece farsi  monaco o  diventare vescovo, poiché  l'episcopato si  conferisce  solo ai monaci. 
I  sacerdoti, anche  se  non  sono  monaci , portano  la  barba  non  solo  come  segno di  paternità  spirituale, ma  anche  per  rassomigliare  di più  all'icona  di Cristo.  Il sacerdote  ortodosso è  un  ordine"virile" e  come  tale  impedisce  che  sia  dato  alle  donne; è  rimasto un " servizio" senza  diventare un "potere", giacché  l'eucarestia  viene  consacrata  dalla  discesa  dello  Spirito e  non  da  qualche flusso  magico uscito  dalle  mani  e dalla  voce dell'ufficiante.
L'olio  santo  si dà  in chiesa o a casa agli infermi, non  ai  morenti . Il   Rituale prevede sette unzioni fatte da  sette sacerdoti, con  altrettante  epistole , vangeli e preghiere. Il  Mercoledì Santo, nelle  chiese  greche  si  celebra  l'olio santo per tutti  i fedeli, come  preparazione  alla  comunione  pasquale.
Per  i sacramenti  ordinari  il sacerdote  usa  l'Eucologio o  Rituale ;  per  la  Professione  monastica  lo  Schimatologion;  per  le  ordinazioni  sacre  il vescovo  utilizza  l'Arkchieratikon o  Pontificale. Per  l'eucarestia  si usa  il  Liturgicon, l 'Apostolo e  l'Evangeliario.

martedì 26 novembre 2019

ANTONIO VIVALDI - L 'Inverno (Winter - full version )

LETTERATURA ITALIANA DEL NOVECENTO GIUSEPPE UNGARETTI

26--11---2019

Sono  una  creatura:

Come  questa  pietra
del  San  Michele
così  fredda
così  dura
così prosciugata
così  refrattaria
così totalmente
disanimata

Come  questa  pietra
è  il mio pianto
che non  si  vede

La  morte
si sconta
vivendo

S.  Martino  del  Carso

Di  queste case
non è rimasto
che qualche
brandello  di muro.

Di  tanti
che  mi  corrispondevano
non  è  rimasto
neppure  tanto.

Ma  nel cuore
nessuna  croce  manca.

è il mio cuore
il paese  più  straziato.

Girovago

In   nessuna
parte
di  terra
mi  posso
accasare

A  ogni
nuovo
clima
che  incontro
mi  trovo
languente
che
una  volta
già  gli ero stato
assuefatto

E me  ne  stacco  sempre
straniero

Nascendo
tornato  da  epoche troppo
vissute

Godere  un  solo
minuto  di vita
iniziale

Cerco  un  paese
innocente

lunedì 25 novembre 2019

DALLA DICHIARAZIONE D' INDIPENDENZA REDATTA DAI RAPPRESENTATI DELLE COLONIE INGLESI, RIUNITI IN CONGRESSO IL 4 LUGLIO 1776

25--11--2019

Noi reputiamo  per  sé evidenti  le  seguenti  verità:  che  tutti gli uomini  sono  creati  uguali;  che  il Creatore  li  ha  dotati  di  certi diritti  inalienabili;  che  fra  questi  sono  la  vita, la  libertà  e  la  ricerca  della  felicità;  che  sono istituiti  fra  gli uomini i Governi  per garantire  tali diritti;  e  che  il loro  giusto potere  deriva  dal  consenso  dei  governanti ;  e  che   quando  una  forma  di  Governo  cessa  di raggiungere  questo  fine, il popolo  ha  diritto  di  mutarla,  di abolirla  o  d'istituire  un nuovo  Governo  fondandolo su  quei  principi  e  organizzandone  i poteri  in  quella  forma che  gli sembra  più  adatta per  la  propria  sicurezza e felicità.  La  prudenza  , è  vero  , consiglio  che  non  si  mutino  per  cause   leggere  e transitorie  i Governi  da  lungo  tempo  stabili  , e  l'esperienza  ha  sempre  dimostrato  che  gli uomini sono  più  disposti a  sopportare  i mali  , finché  sono  sopportabili,  che  a  farsi  giustizia  da   sé  medesimi  con  l'abolire  le  forme  a  cui  erano  abituati , Ma  quando  una  lunga  serie  di  usurpazioni  e  di  abusi, invariabilmente  diretti  allo stesso  fine, mostra  chiaramente  il disegno di ridurre  un popolo  sotto  un  dispotismo assoluto, esso  ha il diritto  e il dovere  di  abbattere  un  simile  Governo e  di  provvedere  con  nuove  garanzie  alla propria   sicurezza  futura.

IL SISTEMA DEMOCRATICO NELLA COSTITUZIONE ITALIANA di : Alberto Romagnoli

25-11--2019
DALL'  ASSOLUTISMO   ALLO  STATO  COSTITUZIONALE  :

1)   Il  principio  d'autorità  e il principio  di libertà:

Nel  secolo  18°  si  rivela  più  chiaramente di  quanto fosse  mai  accaduto  il  conflitto  fra  le  due  concezioni    dello  Stato:  la  concezione  assolutistica, per  la quale  il  sovrano  si  dichiarava se  non padrone  , per  lo meno arbitro  dei  destini  dello Stato e  sua  guida  , e  la  concezione  democratica  che identificava  lo Stato  col  popolo. Il conflitto di  quel  secolo  non  è  poi  che  un  momento  della  lunga  lotta  che  costituisce il tessuto  di  tutta  la  storia  : da  un lato , il principio  d'autorità  , per  il quale  gli uomini, incapaci di  reggersi  da soli e  di vedere  i fini a cui  sono  chiamati, hanno  bisogno  d'un  capo  da  obbedire  senza  discutere , e  dall'altro  il principio  di libertà, nascente  dalla  fiducia   nell'uomo, nel suo  perfezionamento  attraverso  l'esercizio  delle  facoltà  di  giudicare  e di volere , a   cui   soltanto la  libertà  può  educare.  Le  due  concezioni  e  le  due  parti  si  sono  sempre  guardate  con  diffidenza , si  sono  odiate , spesso  si  sono  ferocemente  combattute, in  qualche  epoca  sono   venute  a compromessi  e a  reciproche  limitazioni; ma,  in  fondo  al   compromesso  , restava  immutato  il  mutuo   sospetto  ,  un'assunzione  di  difesa  , la  volontà  di  nuovamente  prevalere  alla prima  occasione. Felici  sono i momenti della  storia  nei  quali  l'autorità  del  principe  ha  coinciso  con  un  consenso  che  le  toglieva  ogni  carattere  odioso e oppressivo , e, ancor  di più  ,  quelli  in cui un  popolo ha  trovato  un  suo  assetto  armonioso  nell'obbedienza  a  una  autorità  da lui  stesso  voluta, e diventata strumento  di  difesa  della  libertà  stessa.
Il  problema  della  contemperanza fra  il principio  d'autorità  e quello  di libertà ,  che  fu  il   problema  d'ogni  tempo,  rimane  il   massimo e  il più  assillante  della  società  moderna.  Anche  oggi  vediamo  democrazie  guardate  con  sospetto  e  continuamente  costrette a  tenersi  sulla  difesa, e  sistemi  autoritari  posti  in  istato  d'accusa ,  che  si  considerano  in  perpetua  guerra   sia    verso  l'esterno e sia  verso  l'interno.  L'ottocento  dette  al mondo  insuperati  esempi  di governi  saggi e  temperati , dove  al  rispetto  per  l'individuo  e  le  sue  libertà   si accomunava  la  fiducia  e  l'amore  di questo   per  il potere  di cui  si  sentiva  creatore  e  partecipe.  Certi  governi , in  tale  momento  della storia  , sono  apparsi  addirittura  modelli  perfetti  , a  cui  tutti  i popoli  dovessero  tendere .  Le  immani guerre , le  rivoluzioni  della  prima  metà  del  novecento  hanno fatto  esperimentare  agli  uomini altri  governi  nei  quali  l'autorità  si  è  trasformata  o  in  tirannie  personali , senza  controllo  e  ispirate  a  idee confuse, quando  non  folli, o  in sistemi  che,  mirando  a  un  totale  capovolgimento delle  strutture  sociali , dovevano sopprimere  con  la  violenza o reprimere  alcune  di quelle  libertà  che  si  reputavano  conquista  inalienabile  dell'uomo, per  aprire  con  ciò  la  strada alla  costituzione  d'una  società  capace  di  risolvere  in sé tutti  i conflitti e  le   ingiustizie  che  hanno  più  o meno  sempre  afflitto l'umanità.
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Noi  , Italiani,  apparteniamo  a  una   nazione che,  dopo  l'esperienza  d'un  regime  liberale, autore  del  Risorgimento, ma  che però  non  aveva  saputo  ampliare la  sfera  delle  libertà;  --e  dopo  la  dura esperienza d'un  regime  che,  soppresse tutte  le  libertà, non  aveva  saputo  trarre  dall'esercizio  del  suo potere  illimitato  altro  che  guerra  e  rovine, ha  voluto  darsi  una  Costituzione  democratica.  La  nostra  Costituzione  assicura  in  primo  luogo  le  libertà  individuali, ma queste  non limita     alle  conquiste  della  borghesia  nei  due secoli  passati, bensì le espande  ai  rapporti  economici  per  una  più  equa   valutazione  dei   bisogni  di  tutte  le classi  , creando  uno  Stato  che  appartenga  veramente  a  tutti  i suoi  cittadini.
Ma  la  libertà è  un bene  che, una  volta  conquistato  , va  continuamente  difeso . E la  libertà  si  difende in  due  modi: vigilando  e  combattendo  contro  i suoi oppositori, e   dunque  vincendo  di continuo  la  nostra  pigrizia  e  la  nostra  ignavia  nei  riguardi  della  cosa  pubblica;  si  difende però anche  col  reprimere  i nostri  impulsi  a  farne un  uso eccessivo  e  disordinato.
Presupposto  di  questa  difesa  è  la  conoscenza delle  istituzioni  che  reggono  il proprio  paese.

2)Le  critiche  all'assolutismo  nel secolo  18° :

Le  idee che nel  secolo 18°  si  opponevano  al  principio  dell'assolutismo ,  mettevano all'origine  dello Stato un  patto  col  quale  gli uomini  si  sarebbero  ad  un certo  momento  legati. Tale  patto  presupponeva  una   una  condizione   in cui  gli  individui  erano  sciolti  da  ogni  vincolo politico (il così detto  "stato  di natura":  lo Stato  era  sorto  per  un bisogno  di difesa  verso  l'esterno e  di  pace  all'interno,e in conseguenza  di libertà e   ragionevole  volontà. Esso era  dunque  il mezzo  con  cui gli uomini  volevano  raggiungere lo scopo  della protezione  , e  allo  Stato non si  concedeva una  maggiore  ingerenza  nelle  libertà  dei  singoli,  la  quale  andasse  oltre  quello  scopo.
Da  questa  idea  fondamentale , che  pone  capo  al  Grozio,   all'Hobbes, al  Rousseau, derivava, quale  necessaria  conseguenza  , che lo Stato  non si considerasse  più  istituito  per  il bene del  principe, ma  per il bene  dei  sudditi.  Meta  a  cui   doveva  mirare  lo stato era il benessere  dei  cittadini, che  al  principe  chiedevano  solamente  la  protezione  necessaria   per  attendere  in pace  ai  loro  interessi.  Il venir  meno  di tale  protezione  voleva  dire  che  il potere  sovrano  aveva  mancato  al patto  , posto  che  di  patto si  trattava:  i cittadini  riprendevano  la  loro  originaria  libertà, proprio  come  avviene  in ogni  contratto  , in cui  l'inadempimento  di una delle  parti  libera  l'altra. Questa  dottrina  penetrò  così  profondamente   nell'opinione generale  che  finì  per far  dichiarare  a  Federico  di Prussia  (1712--86)---ma, dopo  di lui  , a  tanti  altri---di  sentirsi "il  primo  servitore  dello stato".
Da  quel  tempo  tale  dottrina  ha  più  o meno  influenzato i rapporti  fra  il potere  sovrano  e i cittadini, ha  ispirato la  costituzione  americana  del  1787, la  francese  del  1793
e  le altre   passate  dell'ottocento, e  non è  più  stata  rinnegata  dai  monarchi  e nemmeno  dai  dittatori  ,i quali si  sono  sempre  appellati  al bene  supremo  del paese.

venerdì 22 novembre 2019

LA PREGHIERA DEI SALMI di: Thomas Merton

22--11-  2019
Nessuno  può  dubitare  del fatto  che   la  chiesa considera i salmi ideale  per  i suoi  sacerdoti e religiosi.  I  salmi  costituiscono  la  parte  più  rilevante  dell'ufficio  divino. Ma  lo scopo  precipuo di  questo breve saggio è  di  ricordare  al lettore   che  il salterio  è  una  forma  perfetta  di preghiera  anche  per il laico.
Sarebbe  sbagliato  pensare  che  la vita  di preghiera  della  chiesa  sia  divisa  in due  metà  distinte , separate  da una  distanza raramente colmata, quasi  che  il  salterio  e il  messale  fossero  riservati  ai chierici e  il rosario  e  altre  devozioni  extraliturgiche  fossero  per i laici.  Il fatto  stesso  che  il rosario  in origine  fosse  definito  "salterio  del laico" ci  ricorda  che  prima  del Medioevo  i laici  partecipavano  alla  recita  del  divino  ufficio  con i  chierici, e cantavano  i salmi  con  loro.  Altre  devozioni  sorsero  soltanto  quando il laico  non fu più  in grado  di capire  i  salmi.
è chiaro  indubbiamente  che  il rosario è  la  forma  più facile e accessibile  di preghiera  familiare. Sua  santità  papa  Pio 12° ha detto a tutta  la  chiesa che  il rosario  è  uno  dei  rimedi  più efficaci  per i mali  del nostro  tempo , e nella  sua  enciclica  Ingruentium  malorum(15   settembre  1951)  ha  espresso  il desiderio  di  una  diffusione  sempre  maggiore  della recita  familiare  del rosario.
Tuttavia  non  c'è   ragione  per cui nelle  famiglie  di quanti  hanno  una  più  profonda sensibilità  liturgica  e più  ampi  interessi , anche i salmi non debbano  essere  parte della  loro preghiera familiare.--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Lo stesso padre ,nella  Mediator  Dei  , ha  mostrato  come  i salmi e il divino  ufficio diano  la possibilità  a tutti  i cristiani  di  raggiungere  quell'intima  unione  con Dio  che  costituisce  "l'ideale della vita  cristiana". La vita  di preghiera  della  chiesa  continua  sulla  terra  la  vita  di preghiera  della  Parola  incarnata. "  Il  Verbo  di Dio , assumendo  l'umana  natura  ,  ha  introdotto  nell'esilio  terreno  l'inno  che  si  canta  in cielo  per tutta  l'eternità.  Egli  unisce  a sé  tutta  la  comunità  umana  e  se  la  associa  nel  canto  di questo  inno  di lode"
Cantando i salmi , o recitandoli  in privato, "Cristo  , per mezzo  del suo  Spirito , prega  in noi il Padre ".  Ma il frutto  soggettivo di  questa  preghiera  divina  e  universale , la  preghiera di Cristo  nella  sua  chiesa  , dipende  dalla   fedeltà  con la  quale  facciamo nostri i  sentimenti  dei  salmi.  "[Quando  nella  preghiera]la  voce  dell'orante  ripete  i  carmi  scritti  per ispirazione  dello Spirito  Santo[.....] è  anche  necessario  che  a questa  voce  si  accompagni  il movimento  interiore del nostro  spirito, per   fare nostri quei  medesimi  sentimenti  con i  quali  ci  eleviamo  al cielo"
Pregando i salmi , facciamo sì che essi  "abbracciano  tutto  l'arco del  giorno  e  gli  danno  un  contatto  e un  ornamento di  santità". Unendoci  a Cristo  nella sua  chiesa  orante  , consacriamo  noi  stessi  e  tutte  le nostre azioni a Dio in e per lui . Per  questo , non è  necessario  partecipare  alla  preghiera  pubblica  e  ufficiale  della  chiesa . Utilizzati  come  preghiera privata  , i salmi  ci  uniscono  alla  chiesa  orante, sebbene  in maniera  meno  formale  e ufficiale.  Insieme  con  il Padre  nostro , che  Gesù  stesso  ci diede , i salmi  sono nel  senso più  completo  "la  preghiera  di Cristo". Essi  non contengono  soltanto  le  antiche  promesse  che  Cristo  stesso  venne  a  compiere  ,ma
 irradiano ovunque la  gloria di Gesù  , il  suo  potere  supremo ed  eterno  come  re  e  sacerdote. Soprattutto  , ce  lo  mostrano  trionfante  sulla  morte  .---------------------------------------------Quando  recitiamo i salmi, i suoi  misteri  sono attualizzati  per  la grazia  nei nostri cuori e noi partecipiamo  ad essi  con  tutta la chiesa. Perciò  anche  nella  nostra  preghiera  privata  Cristo  e la chiesa  pregano  in noi quando  preghiamo con  lo Spirito  Santo. Mai  possiamo  essere così  certi  che  preghiamo  con  lo Spirito Santo  come  quando  preghiamo i salmi. Si noti  altresì  che  Cristo  prega  in noi quando  noi  meditiamo i salmi, e  lo fa  forse persino  più  perfettamente  di quando  li  recitiamo  ad alta  voce. Infatti,quanto più  riusciamo a penetrare  il significato  dei salmi, tanto più  la  grazia  afferra  le nostre  menti e volontà e le unisce  all'anima  del  divino Salvatore.

giovedì 21 novembre 2019

LETTERATURA ITALIANA DEL NOVECENTO: GIUSEPPE UNGARETTI

21--11--2019

NOIA

Anche questa  notte  passerà
Questa  solitudine  in  giro
titubante  ombra  dei  tranviari
sull'umido  asfalto.

Guardo  le teste  dei  brumisti
nel mezzo  sonno
tentennare

SILENZIO

Conosco  una   città
che  ogni  giorno  s'empie  di sole
e  tutto  è  rapito  in  quel  momento
Me  ne  sono  andato  una  sera

Nel  cuore  durava  il  limio
delle cicale

Dal  bastimento
verniciato  di bianco
ho visto
la  mia  città  sparire
lasciando
un poco
un  abbraccio  di lumi  nell'aria  torbida
sospesi.

C' ERA  UNA VOLTA

Bosco  Cappuccio
ha  un declivio
di  velluto  verde
come  una  dolce
poltrona

Appisolarmi là
solo
in  un caffè  remoto
con  una  luce  fievole
come  questa
di questa  luna.