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sabato 4 maggio 2019

da: La Fontaine FAVOLE : LA RANA E IL BOVE

4-5-2019
Grande  non  più  d'uovo di gallina
vedendo il  Bove  e  bello  e  grasso  e  grosso,
una Rana  si  gonfia   a più  non posso
per  non  esser  del  Bove più piccina.

--Guardami   adesso,--esclama in  aria tronfia,--
son  ben  grossa?--Non  basta , o  vecchia  amica--,
E la Rana  si  gonfia e  gonfia e gonfia
infin  che  scoppia  come  una  vescica.

Borghesi, ch'è   più  il fumo  che l'arrosto,
signori  ambiziosi e senza  testa,
o  gente a cui  ripugna  stare  a posto,
quante  sono  le rane   come questa?

è   terribile  ,quando, lungo il cammino della  vita, s'incontrano , rane  insufflate di:
arroganza, ignoranza,  volgarità, e maleducazione, e di tanta ,tanta albagia; sono capace di distruggere una vita!

venerdì 3 maggio 2019

Lectio divina e Vaticano 2° di P. Ludovico Intini OSB

3-5-2019
Il Cardinale  Carlo  Maria  Martini  Arcivescovo  di Milano nell'anno  1980,  ha scritto  una lettera  pastorale al clero e ai  fedeli della sua  arcidiocesi che  ha  come  titolo: IN  PRINCIPIO LA  PAROLA. In essa  fa  questa  affermazione:" Dobbiamo  essere  grati  a Dio  di  vivere in  questo  tempo.  Il  Concilio  ci  dato  un'abbondanza e  una  facilità di  accesso alla  sacra  Scrittura  che era  inaudita in tempi passati.  Il  cristiano ne  ha  bisogno oggi  più che mai, sollecitato  come è  da  contrastanti  provocazioni  culturali. La  fede per  risplendere,  per  non  essere  soffocata, deve  essere  nutrita  costantemente dalla Parola.(ibd.,1)-----------
Ma  come  possiamo  essere  grati  a Dio  di vivere  in  questo  tempo?  Per il Cardinale  Martini  la risposta  è  unica:" la facilità di accesso  alla sacra Scrittura inaudita   in tempi  passati".  perché solo in essa  si  potrà trovare un'esauriente risposta ai  mali  che  travagliano la società  contemporanea.----------Il Signore  nel  corso dei  secoli  è  sempre  venuto  incontro  alle  varie  necessità  della  Chiesa. Quando , per esempio , ci fu  bisogno  di  assistenza per i malati,  ha  suscitato  Congregazioni religiose ospedaliere; quando ci fu  bisogno  di  elevare la  condizione  culturale  dei  poveri e dei  trascurati  della società  civile , ha  suscitato  Congregazioni religiose per  l'educazione. Questa  assistenza alla Chiesa  continua  e  continuerà sempre in  ogni  necessità:"Io  sono  con  voi  sino alla fine  dei tempi".  Quando , oggi gli uomini vivono una  ebollizione di idee e di  dottrine  contrastanti, lo Spirito ha  provveduto, attraverso il Concilio Vaticano 2°, a dare  in mano  a tutti  il libro in cui  trovare  la giusta risposta : la sacra Scrittura.--------------
---oggi, e con questi  potenti strumenti di comunicazione, tutti  si  ritengono  maestri e,  con  molta  prosopopea e sicurezza , emettono  giudizi su  ogni  problema. L'uomo, ha bisogno , perciò, di  una  pietra  di paragone con  cui  verificare  tutte  queste  affermazioni che paiono tanto belle  e affascinanti. Ecco  come "oggi  più che  mai [siamo  sollecitati] da  contrastanti  provocazioni culturali".  Oggi ,  forse,  si sta  verificando quello  che  Gesù dice nel Vangelo"Allora  se qualcuno vi dirà: ecco  il Cristo è qui, è là, non  credete.  Sorgeranno, infatti , falsi  cristi e falsi profeti e  faranno  grandi portenti e  miracoli da indurre  in errore , se  possibile, anche  gli  eletti"(Mat.24,23-24); come  anche  quello  che dice S.  Paolo nella  seconda  lettera  a Timoteo(4,3-4)"Verrà un giorno , in cui  non  si  sopporterà più la  sana  dottrina, ma  per il prurito di  udire  qualcosa, gli  uomini si circonderanno di maestri secondo le  proprie voglie,  rifiutando di  dare  ascolto alla  verità, per  volgersi alle  favole".  "Prurito di udire...": oggi  si  vuol sentire , ma non  perché quello  che  si ascolta  penetri nella  mente ed  entri a far  parte della vita, ma  solo sentire per  sentire: una  cosa  entra da  un  orecchio ed  esce  dall'altro.--------------------------------------------------------------------
Ecco , allora , le  contrastanti  sollecitazioni culturali  nel  campo religioso,  come  anche in  ogni altro campo della vita. è  facile  che  tutte le  varie   contrastanti sollecitazioni culturali portino per vie sbagliate ed  occorre, perciò , un punto sicuro di riferimento, una  risposta certa; ed  ecco la  sacra Scrittura:"la  Parola  di Dio rimane  per sempre".-------------------------------------------------------------
In questa  realtà, il Cardinale  Martini propone ai fedeli dell'arcidiocesi  di  Milano, come  ricordo del XV centenario della nascita  di S. Benedetto e  come  mezzo  di crescita spirituale per  la sua Chiesa,  la  lectio divina.  Nel,    numero  2 della 4° parte della  sua  lettera pastorale, che  ha  come  titolo:"Predicazione,  lectio divina e  ministri al servizio della  Parola", Martini , dopo  aver  affermato che  la lectio  "è uno  dei mezzi più efficaci per  ogni  fedele per  disporsi ad  accogliere i frutti dell'ascolto della  Parola nella  liturgia e a  prolungare gli effetti",  passa  ad  indicare  in che  cosa essa  consista e suggerisce  due  metodi; quello  tradizionale: lettura-meditazione-orazione-contemplazione, e  un altro che  parte dai  fatti  della vita per  comprendere il significato e il messaggio alla luce della Parola  di Dio.

mercoledì 1 maggio 2019

CANTO 33 DEL PARADISO :DIVINA COMMEDIA DI DANTE ALIGHIERI

1-5-2019
"Vergine Madre, figlia del  tuo  figlio,
umile e  alta più che  creatura,
temine fisso d'etterno consiglio,
  tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti si, che 'l suo fattore
non disdegnò di  farsi sua  fattura.
  Nel ventre tuo si  raccese l'amore,
per lo  cui  caldo ne  l'etterna pace
così è  germinato questo fiore.
  Qui se' a noi  meridiana face
di  caritate, e giuso,  intra' mortali,
se' di  speranza fontana vivace.
   Donna, se '  tanto grande   e  tanto  vali,
che  qual  vuol  grazia  e  a te  non  ricorre
sua disianza vuol  volar sanz'ali.
   La  tua  benignità non  pur soccorre
a chi  domanda , ma  molte fiate
liberamente al  dimandar precorre.
    In  te misericordia, in te pietate,
in te  magnificenza, in te  s'aduna
quantunque  in creatura è  di  bontate......

martedì 30 aprile 2019

ALL'AMICA RISANATA di Ugo Foscolo

30-4-2019
Qual dagli antri  marini
L'astro più caro  a Venere
Co' rugiadosi crini
Fra  le  fuggenti tenebre
Appare,  e  il suo viaggio
Orna  col  lume  dell'eterno raggio;
Sorgon  così tue  dive
Membra  dall'egro  talamo,
E  in  te  beltà rivive;
L'aurea beltate, ond'ebbero
Ristoro  unico a'  mali
Le  nate  a  vaneggiar menti mortali.
Fiorir sul  caro  viso
Veggo la rosa; tornano
I  grandi  occhi  al sorriso
Insidiando; e  vegliano
Per  te  in  novelli   pianti
Trepide  madri, e  sospettose amanti.
Le  Ore  che  dianzi meste
Ministre eran  de'  farmachi,
Oggi  l'indica  veste
E i  monili,  cui  gemmano
Effigiati  Dei,
Inclino studio di  scalpelli achei,
E  i  candidi coturni
E gli amuleti recano,
Onde  a'  cori notturni,
Te, Dea, mirando  obbliano
I garzoni le  danze,
Te  principio d'affanni e  di  speranze;
O  quando l'arpa  adorni,
E co' novelli numeri
E co'  molli  contorni
Delle  forme , che  facile
Bisso seconda, e  intanto
Fra  il  basso  sospirar vola  il tuo  canto,
Più   periglioso;  o quando
Balli disegni, e  l'agile
Corpo  all'aure fidando,
Ignoti  vezzi sfuggono
Dai  manti e  dal  negletto
Velo,  scomposto sul  commosso petto.
Tarti  , lente
Cascan  le trecce, nitide
Per  ambrosia  recente,
Mal  fide  all'aureo pettine,
 E  alla  rosea  ghirlanda
Che  or  con  l'alma salute April ti  manda.
Così,  ancelle d'Amore,
A te d'intorno volano
Invidiate l'Ore.
Meste le Grazie mirino
Chi  la beltà fugace
Ti membra,  e il  giorno dell'eterna pace.
Mortale guidatrice
D'oceanine vergini,
La  parrasia pendice
Tenea la casta  Artemide
E  fea  terror di cervi,
Lungi fischiar l'arco cidonio i nervi.
Lei  predicò la Fama
Olimpia prole:  pavido
Diva  il mondo la chiama,
E le  sacrò l'elisio
Soglio, ed  il  certo telo,
E i  monti, e il carro della  Luna in  cielo.
Are  così a  Bellona,
Un tempo invitta amazzone,
Die'  il  vocale Elicona:
Ella  il  cimiero e  l'egida
Or  contro  l'Anglia  avara,
E le  cavalle ed  il  furor prepara.
E  quella, a  cui  di  sacro
Mirto te  veggo cingere
Devota il  simulacro
Che  presiede marmoreo
Agli  arcani tuoi lari,
Ove  a  me  sol  sacerdotessa appari,
Regina  fu: Citera
E  Cipro, ove  perpetua
Odora primavera,
Regnò beata, e l'isole
Che  col  selvoso dorso
Rompono  agli   Euri e  al  grande Ionio il  corso.
Ebbi  in  quel  mar  la culla:
Ivi erra,  ignudo spirito,
Di  Faon la fanciulla;
E se  il notturno  zeffiro
Blando sui  flutti spira,
Suonano i liti un  lamentar di lira!
Ond'io, pien del  nativo
Aer sacro ,  sull'itala
Grave cetra derivo
Per  te  le corde eolie;
E  avrai,  divina, i voti,
Fra  gl'inni miei, delle insubri nepoti.

lunedì 29 aprile 2019

Dalla: PULCELLA DI ORLEANS DI Fredrich Schiller

29-4-2019
Atto  quarto--scena prima
GIOVANNA:
Le  armi riposano, le  procelle della guerra tacciono, a  battaglie sanguinose seguono il  canto e la danza, attraverso tutte le strade risuonano lieti cori;  altare e  chiesa risplendono in  pompa  festosa, archi  si  alzano  di  verdi rami, attorno alle  colonne s'intrecciano ghirlande, e  la vasta Reims non  può  comprendere la moltitudine degli ospiti affluenti alla  festa  del popolo. Alto avvampa il  sentimento di  un'unica gioia e  un  solo  pensiero palpita in  petto; ciò  che  poc'anzi fu  diviso  in odio sanguinoso, ora partecipa rapito alla  gioia  universale .  Chi sa  di  appartenere alla  stirpe francese,  con  più  orgoglio è  conscio di  tal  nome, è  rinnovato lo  splendore dell'antica corona , e  la Francia rende omaggio al  suo  figlio regale.
Ma  la felicità universale non  commuove me  che  compii tutte  queste  magnifiche  cose;il  mio  cuore  è  mutato e  volto ; essa rifugge da  questa festività, e  si  volge al  campo  inglese; verso il nemico vaga  il mio  sguardo; devo  allontanarmi furtiva dalla  cerchia della  gioia a  nascondere la grave colpa del mio  petto.
Chi? Io? Portare l'immagine  d'un  uomo  nel  mio  puro cuore? Questo cuore,  colmo  di  splendore celeste, può palpitare per  un  terreno amore? Io,  salvatrice del  mio  paese,  guerriera del  sommo  Dio , posso  infiammarmi per  il  nemico del mio paese? Posso  dirlo al  puro sole e  non  mi  annienta la vergogna?---------Ahi! Misera me! Quali suoni! Come  seducono il  mio  orecchio! Ognuno mi  richiama la  sua voce, mi  evoca la sua immagine!
O,mi  afferrasse la  tempesta della  battaglia , mi sibilassero attorno le lance  nel  furore  della  calda lotta! Ritroverei il mio   coraggio!  Come  allacciano  il mio  cuore queste  voci, questi  suoni! Disciolgono ogni forza nel  mio  seno  in   tenera nostalgia  e  la  stemprano in  lacrime di  melanconia!------------Dovevo ucciderlo? Lo potevo, dopo  averlo guardato negli  occhi? Ucciderlo? Piuttosto avrei brandito contro il mio  petto il ferro  micidiale!  E sono io  punibile, perché ero  umana? è peccato la misericordia?    Misericordia? Sentisti tu  la  voce  della  misericordia e  dell'umanità anche di fronte  agli  altri, che  la tua  spada  immolò? Perché  tacque quando  il  vallese, il  tenero giovane implorò da te la vita?  Perfido  cuore! Tu menti alla  eterna  luce; non  ti  spinse  la pia  voce  della misericordia!
Perché dovevo guardarlo negli occhi? Vedere i lineamenti del  nobile  volto! Sciagurata, col  tuo sguardo cominciò  il tuo delitto! Dio  esige  un  istrumento cieco , tu  dovevi compier l'opera  con  occhi   ciechi! Non  appena  vedesti, lo  scudo di   Dio ti  abbandonò, i  lacci d'inferno t'avvinghiano!-----------Pia  verga, non  t'avessi mai  scambiata con  la  spada! Quercia sacra , non  avessi tu  mai  sussurrato a me  coi  tuoi  rami! Alta regina  dei   cieli ,  non  mi  fossi tu  mai  apparsa!  Riprendi la tua  corona, ne  sono  indegna; riprendila! Ahi! Io  vidi aperto il cielo ,  vidi il volto  dei  beati!  Ma  la mia  speranza  è  in terra , non  in  cielo! Dovesti tu  addossarmi questa  terribile missione? Dovevo io  indurire questo cuore ,  che  il  cielo creò sensibile?
Se tu  vuoi  annunciare la tua potenza, scegli coloro  che, liberi di peccati , sono  nell'eterna tua ragione; manda i tuoi spiriti,  gli  immortali, i puri , che non  sentono , che  non piangono! Non  scegliere la tenera vergine , la mite  anima della  pastorella!
Che  m'importa la sorte delle  battaglie, il  dissidio dei re? Innocente io  mandavo  al pascolo  i miei agnelli in  vetta al  tacito monte.Ma  tu  mi rapisti in  mezzo  alla vita, nelle aule  superbe dei principi, abbandonandomi alla colpa.
Ahi, non era la mia scelta!

domenica 28 aprile 2019

Europa , U.S.E. è una possibile realtà? di: Pina Maria Speranza Raciti

28-4-2019
11--luglio--1993, è il giorno , della mia  oblazione con il nome di Speranza, nella  comunità  benedettina, di :San  Benedetto, Catania.
La mia terra  è la Sicilia, la mia patria  è l'Italia,  sono una cittadina europea!
Il mio grande sogno è : una Europa  unita,  una sola entità, politica ed economica;  amo  molto gli U.S.A., penso che ,  con umiltà, e  guidati da  un  interesse  comune,  al di là del  ristretto orticello, privato, si  possa , pensare ad  un modello europeo , simile a quello  americano.
L'Europa è un  unico  popolo ,i nostri monumenti, i  nostri musei,  le nostre opere : letterarie, filosofiche,ecc. sono  la nostra memoria,  ed attestano, la nostra  unità  culturale , pur nella  variabilità  .  La variabilità non è  un limite, ma una ricchezza.
La  nostra lunga storia,  dal mondo greco- romano,  a tutto il cammino, letterario, filosofico, scientifico,  ci conduce al  nostro presente,  a chi siamo. Una parte importante del nostro cammino, è  rappresentato da  duemila anni di cristianesimo.
L'atmosfera  che noi europei respiriamo è  satura  di cristianesimo; la nostra  democrazia è il frutto del  percorso storico  del popolo europeo da Roma  fino ai giorni nostri,  avendo  come struttura  portante, il nostro  essere cristiano. La  mia speranza  è  che  l'occidente, ed in particolare  l'Europa,  riscopra la sua  identità  cristiana,  nella sua essenza evangelica.  E che  ciò  possa  portarla ad  una  conversione totale , ad  una nova  visione  della vita; ad una totale nuova visione della politica.  Una politica non più governata,dalla "  ragione di stato" bensì,  dalla ragione degli uomini. Una nuova società ,dove l'uomo è al centro.

sabato 27 aprile 2019

San Benedetto guida dei popoli nel cammino di unificazione dell'Europa di .Ugo Perugini, oblato

27-4-2019
La  regola  benedettina,  frutto del felice  incontro della  spiritualità cristiana con  il  senso dell'equilibrio e  l'acuto senso giuridico propri dell'antico popolo romano( da cui proveniva la famiglia  di Benedetto) può considerarsi dopo i Libri Sacri ispirati,  il  più fecondo testo di dottrina e di leggi che  abbia  generato santi,  educato popoli, esposto norme di governo, irradiato nel mondo il messaggio di Cristo.-----------------------
Con ,la Santa Regola, Benedetto diede prova  di  essere  anche  sommo  legislatore.  E  ciò   non  deve  destare  meraviglia perché Benedetto attraverso i suoi  genitori,  educati  secondo la  più  elevata etica romana e  profondamente cristiani, affonda le sue radici nell'antico popolo romano di cui  porta nel  sangue l'acuto  senso  giuridico universalmente riconosciuto a questo popolo.
Nella regola benedettina  troviamo  richiamati anche  i valori necessari al  buon  andamento di  un'impresa di oggi, La Regola infatti ,dopo avere  esaltato l'importanza essenziale del lavoro (manuale, intellettuale,  artistico, artigianale) prescrive che esso  si faccia bene,  senza  tristezza, senza mormorazione; inoltre mette in risalto i  moderni  valori di  ordine , gerarchia,regolarità, puntualità.----------------------------------
Nel  campo della tecnica di governo  all'Ordine  benedettino si deve  lo strumento di  governo più  pratico che  si conosca:"Capitolo generale", che  è  in  sostanza la  prima assemblea sopranazionale europea, essendovi  rappresentati  i monasteri di tutto il  continente, come  dire il parlamento europeo.-----è in particolare l'ordine benedettino a stabilire il  principio democratico  dell'assemblea come  fonte  di  ogni potere e  il principio elettivo per  nominare  chi  governi  la Comunità e  l'obbligo del  capo ( l'Abate anch'egli soggetto alla  Regola ) di  discutere con  i suoi monaci tutti  i problemi  che li riguardassero.
Quando  nell'anno  547 Benedetto moriva, già  erano  state  gettate le basi, di  solidità davvero eccezionale,  del  monachesimo occidentale  che  attraverso le abbazie e le  altre  case  benedettine (diffuse per  ogni  dove) , costituì sulle fondamenta  della civiltà   cristiana la struttura della  nuova Europa; a pieno titolo San Benedetto è stato proclamato Padre  d'Europa.
Vero è  che  fu  Roma  a realizzare l'Europa  unita  economicamente,  politicamente, intellettualmente in  quanto ,  qualificandosi  caput  mundi e volendo per se' l'impero del mondo , ridusse  a unità quanto  era  il  mondo conosciuto. Infatti ogni persona  cui  era  stata  conferita la  cittadinanza romana , in  qualsiasi località vivesse ,era   consapevole di  far parte del  medesimo impero nel quale tutti  condividevano e  rispettavano ( o dovevano  condividere e rispettare) gli stessi principi. E  l'editto  di Caracalla  conferendo nell'anno 213  la cittadinanza  romana  a tutti gli uomini liberi delle  provincie realizzò  giuridicamente l'unità  dell'impero,.................
Tale situazione  politica  e giuridica  favorendo indubbiamente il  diffondersi del Cristianesimo agevolò l'opera  di Benedetto. Ma fu  per  l'azione evangelizzatrice  sua  e dei suoi  discepoli che  l'Europa divenne  unita nello spirito cristiano, ed è  questo  che  più conta. Fu lo spirito  che infiammò il cuore  di Benedetto  e dei suoi  discepoli, che  diede  loro  la forza per  far  nascere nel  continente  europeo , mediante la  costituzione di  numerosi centri di spiritualità  e di cultura,  una  nuova  civiltà
 quella  dell'amore annunciato e  portato da Cristo; in questa nuova  civiltà venne  riscoperta la  personalità  dell'uomo con  le sue  inalienabili prerogative e  con la sua  particolare dignità  di figlio di Dio.  L'Europa  di oggi , anche  se  notevolmente progredita nel  campo  tecnologico e scientifico, sta  diventando sempre  più povera di  valori spirituali e  rischia di  soffocare  nella  stretta dei  tentacoli della  secolarizzazione, dell'ateismo, della  indifferenza religiosa e nella  perversa spirale de  consumismo.--------------
Invero l'unità dell'Europa non  è  un  progetto  di oggi ; esso  infatti  era  stato già  accarezzato da politici come Alcide De  Gasperi, Konrad Adenauer, Robert Schuman, ma  fu lentamente ,  progressivamente  affossato dagli  interessi  divergenti delle politiche succedutasi.
La verità è che l'Europa  non  ha  ancora un'anima; occorre  quindi che  attraverso le sue  gloriose radici ritrovi la sua  anima, ma potrà  ritrovarla soltanto se---memore delle parole di  San  Paolo:"Non c'è salvezza sotto il cielo se  non  nell'incontro  con Cristo"---tornerà  a  scoprire il cristianesimo come  la  sua vera identità e  con  il  Cristianesimo gli autentici   valori della  vita, quei  valori  spirituali senza  i quali ogni  tentativo  di unità  europea non potrà essere che vano.  A  san Benedetto , alla sua  Santa Regola, al messaggio di cristianità,  di sapienza e  di  saggezza in essa  contenuto dovranno  ispirarsi i popoli di  oggi  per  ritrovare  con  abbraccio fraterno la gioia e  la pace , non  soltanto quella  delle  armi   ma  anche e soprattutto  quella  del cuore, in  una Europa  unita , fedele alle sue  origini cristiane quando Europa e  cristianità erano una   cosa sola ,  un'Europa in  cui  sia  ristabilito il  primato  dell'"essere" sull'  "avere", libera dall'ipoteca del  materialismo consumista, un'Europa fraterna e giusta , aliena  dalle  false  ideologie del predominio.
è  ben  augurante che l'inno  dell'Europa unita è  proprio l'"Inno alla  gioia",  composto dal  grande Ludwig  van Beethoven musicando la  mirabile ode Alla  gioia , scritta  nell'anno 1786 dal  grande poeta  tedesco Friedrich von  Schiller che  la concepì come  un  grande  abbraccio di fratellanza nella  comune , irresistibile aspirazione di tutti  gli uomini verso la gioia  conquistata dall'uomo quando riesce a versare (per così dire) la propria anima nell'anima degli  altri godendo e soffrendo con loro.
Ecco---infine---alcune fra  le  più significative parole  dell'ode    Alla gioia:
Gioa ,bella  scintilla divina!
Abbracciatevi milioni di esseri!
Tutti gli  uomini divengano fratelli.
Fratelli! Al  di sopra della  volta stellata
  un Padre amorevole abita di certo!