4-5-2019
Grande non più d'uovo di gallina
vedendo il Bove e bello e grasso e grosso,
una Rana si gonfia a più non posso
per non esser del Bove più piccina.
--Guardami adesso,--esclama in aria tronfia,--
son ben grossa?--Non basta , o vecchia amica--,
E la Rana si gonfia e gonfia e gonfia
infin che scoppia come una vescica.
Borghesi, ch'è più il fumo che l'arrosto,
signori ambiziosi e senza testa,
o gente a cui ripugna stare a posto,
quante sono le rane come questa?
è terribile ,quando, lungo il cammino della vita, s'incontrano , rane insufflate di:
arroganza, ignoranza, volgarità, e maleducazione, e di tanta ,tanta albagia; sono capace di distruggere una vita!
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sabato 4 maggio 2019
venerdì 3 maggio 2019
Lectio divina e Vaticano 2° di P. Ludovico Intini OSB
3-5-2019
Il Cardinale Carlo Maria Martini Arcivescovo di Milano nell'anno 1980, ha scritto una lettera pastorale al clero e ai fedeli della sua arcidiocesi che ha come titolo: IN PRINCIPIO LA PAROLA. In essa fa questa affermazione:" Dobbiamo essere grati a Dio di vivere in questo tempo. Il Concilio ci dato un'abbondanza e una facilità di accesso alla sacra Scrittura che era inaudita in tempi passati. Il cristiano ne ha bisogno oggi più che mai, sollecitato come è da contrastanti provocazioni culturali. La fede per risplendere, per non essere soffocata, deve essere nutrita costantemente dalla Parola.(ibd.,1)-----------
Ma come possiamo essere grati a Dio di vivere in questo tempo? Per il Cardinale Martini la risposta è unica:" la facilità di accesso alla sacra Scrittura inaudita in tempi passati". perché solo in essa si potrà trovare un'esauriente risposta ai mali che travagliano la società contemporanea.----------Il Signore nel corso dei secoli è sempre venuto incontro alle varie necessità della Chiesa. Quando , per esempio , ci fu bisogno di assistenza per i malati, ha suscitato Congregazioni religiose ospedaliere; quando ci fu bisogno di elevare la condizione culturale dei poveri e dei trascurati della società civile , ha suscitato Congregazioni religiose per l'educazione. Questa assistenza alla Chiesa continua e continuerà sempre in ogni necessità:"Io sono con voi sino alla fine dei tempi". Quando , oggi gli uomini vivono una ebollizione di idee e di dottrine contrastanti, lo Spirito ha provveduto, attraverso il Concilio Vaticano 2°, a dare in mano a tutti il libro in cui trovare la giusta risposta : la sacra Scrittura.--------------
---oggi, e con questi potenti strumenti di comunicazione, tutti si ritengono maestri e, con molta prosopopea e sicurezza , emettono giudizi su ogni problema. L'uomo, ha bisogno , perciò, di una pietra di paragone con cui verificare tutte queste affermazioni che paiono tanto belle e affascinanti. Ecco come "oggi più che mai [siamo sollecitati] da contrastanti provocazioni culturali". Oggi , forse, si sta verificando quello che Gesù dice nel Vangelo"Allora se qualcuno vi dirà: ecco il Cristo è qui, è là, non credete. Sorgeranno, infatti , falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli da indurre in errore , se possibile, anche gli eletti"(Mat.24,23-24); come anche quello che dice S. Paolo nella seconda lettera a Timoteo(4,3-4)"Verrà un giorno , in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità, per volgersi alle favole". "Prurito di udire...": oggi si vuol sentire , ma non perché quello che si ascolta penetri nella mente ed entri a far parte della vita, ma solo sentire per sentire: una cosa entra da un orecchio ed esce dall'altro.--------------------------------------------------------------------
Ecco , allora , le contrastanti sollecitazioni culturali nel campo religioso, come anche in ogni altro campo della vita. è facile che tutte le varie contrastanti sollecitazioni culturali portino per vie sbagliate ed occorre, perciò , un punto sicuro di riferimento, una risposta certa; ed ecco la sacra Scrittura:"la Parola di Dio rimane per sempre".-------------------------------------------------------------
In questa realtà, il Cardinale Martini propone ai fedeli dell'arcidiocesi di Milano, come ricordo del XV centenario della nascita di S. Benedetto e come mezzo di crescita spirituale per la sua Chiesa, la lectio divina. Nel, numero 2 della 4° parte della sua lettera pastorale, che ha come titolo:"Predicazione, lectio divina e ministri al servizio della Parola", Martini , dopo aver affermato che la lectio "è uno dei mezzi più efficaci per ogni fedele per disporsi ad accogliere i frutti dell'ascolto della Parola nella liturgia e a prolungare gli effetti", passa ad indicare in che cosa essa consista e suggerisce due metodi; quello tradizionale: lettura-meditazione-orazione-contemplazione, e un altro che parte dai fatti della vita per comprendere il significato e il messaggio alla luce della Parola di Dio.
Il Cardinale Carlo Maria Martini Arcivescovo di Milano nell'anno 1980, ha scritto una lettera pastorale al clero e ai fedeli della sua arcidiocesi che ha come titolo: IN PRINCIPIO LA PAROLA. In essa fa questa affermazione:" Dobbiamo essere grati a Dio di vivere in questo tempo. Il Concilio ci dato un'abbondanza e una facilità di accesso alla sacra Scrittura che era inaudita in tempi passati. Il cristiano ne ha bisogno oggi più che mai, sollecitato come è da contrastanti provocazioni culturali. La fede per risplendere, per non essere soffocata, deve essere nutrita costantemente dalla Parola.(ibd.,1)-----------
Ma come possiamo essere grati a Dio di vivere in questo tempo? Per il Cardinale Martini la risposta è unica:" la facilità di accesso alla sacra Scrittura inaudita in tempi passati". perché solo in essa si potrà trovare un'esauriente risposta ai mali che travagliano la società contemporanea.----------Il Signore nel corso dei secoli è sempre venuto incontro alle varie necessità della Chiesa. Quando , per esempio , ci fu bisogno di assistenza per i malati, ha suscitato Congregazioni religiose ospedaliere; quando ci fu bisogno di elevare la condizione culturale dei poveri e dei trascurati della società civile , ha suscitato Congregazioni religiose per l'educazione. Questa assistenza alla Chiesa continua e continuerà sempre in ogni necessità:"Io sono con voi sino alla fine dei tempi". Quando , oggi gli uomini vivono una ebollizione di idee e di dottrine contrastanti, lo Spirito ha provveduto, attraverso il Concilio Vaticano 2°, a dare in mano a tutti il libro in cui trovare la giusta risposta : la sacra Scrittura.--------------
---oggi, e con questi potenti strumenti di comunicazione, tutti si ritengono maestri e, con molta prosopopea e sicurezza , emettono giudizi su ogni problema. L'uomo, ha bisogno , perciò, di una pietra di paragone con cui verificare tutte queste affermazioni che paiono tanto belle e affascinanti. Ecco come "oggi più che mai [siamo sollecitati] da contrastanti provocazioni culturali". Oggi , forse, si sta verificando quello che Gesù dice nel Vangelo"Allora se qualcuno vi dirà: ecco il Cristo è qui, è là, non credete. Sorgeranno, infatti , falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli da indurre in errore , se possibile, anche gli eletti"(Mat.24,23-24); come anche quello che dice S. Paolo nella seconda lettera a Timoteo(4,3-4)"Verrà un giorno , in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità, per volgersi alle favole". "Prurito di udire...": oggi si vuol sentire , ma non perché quello che si ascolta penetri nella mente ed entri a far parte della vita, ma solo sentire per sentire: una cosa entra da un orecchio ed esce dall'altro.--------------------------------------------------------------------
Ecco , allora , le contrastanti sollecitazioni culturali nel campo religioso, come anche in ogni altro campo della vita. è facile che tutte le varie contrastanti sollecitazioni culturali portino per vie sbagliate ed occorre, perciò , un punto sicuro di riferimento, una risposta certa; ed ecco la sacra Scrittura:"la Parola di Dio rimane per sempre".-------------------------------------------------------------
In questa realtà, il Cardinale Martini propone ai fedeli dell'arcidiocesi di Milano, come ricordo del XV centenario della nascita di S. Benedetto e come mezzo di crescita spirituale per la sua Chiesa, la lectio divina. Nel, numero 2 della 4° parte della sua lettera pastorale, che ha come titolo:"Predicazione, lectio divina e ministri al servizio della Parola", Martini , dopo aver affermato che la lectio "è uno dei mezzi più efficaci per ogni fedele per disporsi ad accogliere i frutti dell'ascolto della Parola nella liturgia e a prolungare gli effetti", passa ad indicare in che cosa essa consista e suggerisce due metodi; quello tradizionale: lettura-meditazione-orazione-contemplazione, e un altro che parte dai fatti della vita per comprendere il significato e il messaggio alla luce della Parola di Dio.
mercoledì 1 maggio 2019
CANTO 33 DEL PARADISO :DIVINA COMMEDIA DI DANTE ALIGHIERI
1-5-2019
"Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
temine fisso d'etterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti si, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra' mortali,
se' di speranza fontana vivace.
Donna, se ' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz'ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda , ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate......
"Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
temine fisso d'etterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti si, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra' mortali,
se' di speranza fontana vivace.
Donna, se ' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz'ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda , ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate......
martedì 30 aprile 2019
ALL'AMICA RISANATA di Ugo Foscolo
30-4-2019
Qual dagli antri marini
L'astro più caro a Venere
Co' rugiadosi crini
Fra le fuggenti tenebre
Appare, e il suo viaggio
Orna col lume dell'eterno raggio;
Sorgon così tue dive
Membra dall'egro talamo,
E in te beltà rivive;
L'aurea beltate, ond'ebbero
Ristoro unico a' mali
Le nate a vaneggiar menti mortali.
Fiorir sul caro viso
Veggo la rosa; tornano
I grandi occhi al sorriso
Insidiando; e vegliano
Per te in novelli pianti
Trepide madri, e sospettose amanti.
Le Ore che dianzi meste
Ministre eran de' farmachi,
Oggi l'indica veste
E i monili, cui gemmano
Effigiati Dei,
Inclino studio di scalpelli achei,
E i candidi coturni
E gli amuleti recano,
Onde a' cori notturni,
Te, Dea, mirando obbliano
I garzoni le danze,
Te principio d'affanni e di speranze;
O quando l'arpa adorni,
E co' novelli numeri
E co' molli contorni
Delle forme , che facile
Bisso seconda, e intanto
Fra il basso sospirar vola il tuo canto,
Più periglioso; o quando
Balli disegni, e l'agile
Corpo all'aure fidando,
Ignoti vezzi sfuggono
Dai manti e dal negletto
Velo, scomposto sul commosso petto.
Tarti , lente
Cascan le trecce, nitide
Per ambrosia recente,
Mal fide all'aureo pettine,
E alla rosea ghirlanda
Che or con l'alma salute April ti manda.
Così, ancelle d'Amore,
A te d'intorno volano
Invidiate l'Ore.
Meste le Grazie mirino
Chi la beltà fugace
Ti membra, e il giorno dell'eterna pace.
Mortale guidatrice
D'oceanine vergini,
La parrasia pendice
Tenea la casta Artemide
E fea terror di cervi,
Lungi fischiar l'arco cidonio i nervi.
Lei predicò la Fama
Olimpia prole: pavido
Diva il mondo la chiama,
E le sacrò l'elisio
Soglio, ed il certo telo,
E i monti, e il carro della Luna in cielo.
Are così a Bellona,
Un tempo invitta amazzone,
Die' il vocale Elicona:
Ella il cimiero e l'egida
Or contro l'Anglia avara,
E le cavalle ed il furor prepara.
E quella, a cui di sacro
Mirto te veggo cingere
Devota il simulacro
Che presiede marmoreo
Agli arcani tuoi lari,
Ove a me sol sacerdotessa appari,
Regina fu: Citera
E Cipro, ove perpetua
Odora primavera,
Regnò beata, e l'isole
Che col selvoso dorso
Rompono agli Euri e al grande Ionio il corso.
Ebbi in quel mar la culla:
Ivi erra, ignudo spirito,
Di Faon la fanciulla;
E se il notturno zeffiro
Blando sui flutti spira,
Suonano i liti un lamentar di lira!
Ond'io, pien del nativo
Aer sacro , sull'itala
Grave cetra derivo
Per te le corde eolie;
E avrai, divina, i voti,
Fra gl'inni miei, delle insubri nepoti.
Qual dagli antri marini
L'astro più caro a Venere
Co' rugiadosi crini
Fra le fuggenti tenebre
Appare, e il suo viaggio
Orna col lume dell'eterno raggio;
Sorgon così tue dive
Membra dall'egro talamo,
E in te beltà rivive;
L'aurea beltate, ond'ebbero
Ristoro unico a' mali
Le nate a vaneggiar menti mortali.
Fiorir sul caro viso
Veggo la rosa; tornano
I grandi occhi al sorriso
Insidiando; e vegliano
Per te in novelli pianti
Trepide madri, e sospettose amanti.
Le Ore che dianzi meste
Ministre eran de' farmachi,
Oggi l'indica veste
E i monili, cui gemmano
Effigiati Dei,
Inclino studio di scalpelli achei,
E i candidi coturni
E gli amuleti recano,
Onde a' cori notturni,
Te, Dea, mirando obbliano
I garzoni le danze,
Te principio d'affanni e di speranze;
O quando l'arpa adorni,
E co' novelli numeri
E co' molli contorni
Delle forme , che facile
Bisso seconda, e intanto
Fra il basso sospirar vola il tuo canto,
Più periglioso; o quando
Balli disegni, e l'agile
Corpo all'aure fidando,
Ignoti vezzi sfuggono
Dai manti e dal negletto
Velo, scomposto sul commosso petto.
Tarti , lente
Cascan le trecce, nitide
Per ambrosia recente,
Mal fide all'aureo pettine,
E alla rosea ghirlanda
Che or con l'alma salute April ti manda.
Così, ancelle d'Amore,
A te d'intorno volano
Invidiate l'Ore.
Meste le Grazie mirino
Chi la beltà fugace
Ti membra, e il giorno dell'eterna pace.
Mortale guidatrice
D'oceanine vergini,
La parrasia pendice
Tenea la casta Artemide
E fea terror di cervi,
Lungi fischiar l'arco cidonio i nervi.
Lei predicò la Fama
Olimpia prole: pavido
Diva il mondo la chiama,
E le sacrò l'elisio
Soglio, ed il certo telo,
E i monti, e il carro della Luna in cielo.
Are così a Bellona,
Un tempo invitta amazzone,
Die' il vocale Elicona:
Ella il cimiero e l'egida
Or contro l'Anglia avara,
E le cavalle ed il furor prepara.
E quella, a cui di sacro
Mirto te veggo cingere
Devota il simulacro
Che presiede marmoreo
Agli arcani tuoi lari,
Ove a me sol sacerdotessa appari,
Regina fu: Citera
E Cipro, ove perpetua
Odora primavera,
Regnò beata, e l'isole
Che col selvoso dorso
Rompono agli Euri e al grande Ionio il corso.
Ebbi in quel mar la culla:
Ivi erra, ignudo spirito,
Di Faon la fanciulla;
E se il notturno zeffiro
Blando sui flutti spira,
Suonano i liti un lamentar di lira!
Ond'io, pien del nativo
Aer sacro , sull'itala
Grave cetra derivo
Per te le corde eolie;
E avrai, divina, i voti,
Fra gl'inni miei, delle insubri nepoti.
lunedì 29 aprile 2019
Dalla: PULCELLA DI ORLEANS DI Fredrich Schiller
29-4-2019
Atto quarto--scena prima
GIOVANNA:
Le armi riposano, le procelle della guerra tacciono, a battaglie sanguinose seguono il canto e la danza, attraverso tutte le strade risuonano lieti cori; altare e chiesa risplendono in pompa festosa, archi si alzano di verdi rami, attorno alle colonne s'intrecciano ghirlande, e la vasta Reims non può comprendere la moltitudine degli ospiti affluenti alla festa del popolo. Alto avvampa il sentimento di un'unica gioia e un solo pensiero palpita in petto; ciò che poc'anzi fu diviso in odio sanguinoso, ora partecipa rapito alla gioia universale . Chi sa di appartenere alla stirpe francese, con più orgoglio è conscio di tal nome, è rinnovato lo splendore dell'antica corona , e la Francia rende omaggio al suo figlio regale.
Ma la felicità universale non commuove me che compii tutte queste magnifiche cose;il mio cuore è mutato e volto ; essa rifugge da questa festività, e si volge al campo inglese; verso il nemico vaga il mio sguardo; devo allontanarmi furtiva dalla cerchia della gioia a nascondere la grave colpa del mio petto.
Chi? Io? Portare l'immagine d'un uomo nel mio puro cuore? Questo cuore, colmo di splendore celeste, può palpitare per un terreno amore? Io, salvatrice del mio paese, guerriera del sommo Dio , posso infiammarmi per il nemico del mio paese? Posso dirlo al puro sole e non mi annienta la vergogna?---------Ahi! Misera me! Quali suoni! Come seducono il mio orecchio! Ognuno mi richiama la sua voce, mi evoca la sua immagine!
O,mi afferrasse la tempesta della battaglia , mi sibilassero attorno le lance nel furore della calda lotta! Ritroverei il mio coraggio! Come allacciano il mio cuore queste voci, questi suoni! Disciolgono ogni forza nel mio seno in tenera nostalgia e la stemprano in lacrime di melanconia!------------Dovevo ucciderlo? Lo potevo, dopo averlo guardato negli occhi? Ucciderlo? Piuttosto avrei brandito contro il mio petto il ferro micidiale! E sono io punibile, perché ero umana? è peccato la misericordia? Misericordia? Sentisti tu la voce della misericordia e dell'umanità anche di fronte agli altri, che la tua spada immolò? Perché tacque quando il vallese, il tenero giovane implorò da te la vita? Perfido cuore! Tu menti alla eterna luce; non ti spinse la pia voce della misericordia!
Perché dovevo guardarlo negli occhi? Vedere i lineamenti del nobile volto! Sciagurata, col tuo sguardo cominciò il tuo delitto! Dio esige un istrumento cieco , tu dovevi compier l'opera con occhi ciechi! Non appena vedesti, lo scudo di Dio ti abbandonò, i lacci d'inferno t'avvinghiano!-----------Pia verga, non t'avessi mai scambiata con la spada! Quercia sacra , non avessi tu mai sussurrato a me coi tuoi rami! Alta regina dei cieli , non mi fossi tu mai apparsa! Riprendi la tua corona, ne sono indegna; riprendila! Ahi! Io vidi aperto il cielo , vidi il volto dei beati! Ma la mia speranza è in terra , non in cielo! Dovesti tu addossarmi questa terribile missione? Dovevo io indurire questo cuore , che il cielo creò sensibile?
Se tu vuoi annunciare la tua potenza, scegli coloro che, liberi di peccati , sono nell'eterna tua ragione; manda i tuoi spiriti, gli immortali, i puri , che non sentono , che non piangono! Non scegliere la tenera vergine , la mite anima della pastorella!
Che m'importa la sorte delle battaglie, il dissidio dei re? Innocente io mandavo al pascolo i miei agnelli in vetta al tacito monte.Ma tu mi rapisti in mezzo alla vita, nelle aule superbe dei principi, abbandonandomi alla colpa.
Ahi, non era la mia scelta!
Atto quarto--scena prima
GIOVANNA:
Le armi riposano, le procelle della guerra tacciono, a battaglie sanguinose seguono il canto e la danza, attraverso tutte le strade risuonano lieti cori; altare e chiesa risplendono in pompa festosa, archi si alzano di verdi rami, attorno alle colonne s'intrecciano ghirlande, e la vasta Reims non può comprendere la moltitudine degli ospiti affluenti alla festa del popolo. Alto avvampa il sentimento di un'unica gioia e un solo pensiero palpita in petto; ciò che poc'anzi fu diviso in odio sanguinoso, ora partecipa rapito alla gioia universale . Chi sa di appartenere alla stirpe francese, con più orgoglio è conscio di tal nome, è rinnovato lo splendore dell'antica corona , e la Francia rende omaggio al suo figlio regale.
Ma la felicità universale non commuove me che compii tutte queste magnifiche cose;il mio cuore è mutato e volto ; essa rifugge da questa festività, e si volge al campo inglese; verso il nemico vaga il mio sguardo; devo allontanarmi furtiva dalla cerchia della gioia a nascondere la grave colpa del mio petto.
Chi? Io? Portare l'immagine d'un uomo nel mio puro cuore? Questo cuore, colmo di splendore celeste, può palpitare per un terreno amore? Io, salvatrice del mio paese, guerriera del sommo Dio , posso infiammarmi per il nemico del mio paese? Posso dirlo al puro sole e non mi annienta la vergogna?---------Ahi! Misera me! Quali suoni! Come seducono il mio orecchio! Ognuno mi richiama la sua voce, mi evoca la sua immagine!
O,mi afferrasse la tempesta della battaglia , mi sibilassero attorno le lance nel furore della calda lotta! Ritroverei il mio coraggio! Come allacciano il mio cuore queste voci, questi suoni! Disciolgono ogni forza nel mio seno in tenera nostalgia e la stemprano in lacrime di melanconia!------------Dovevo ucciderlo? Lo potevo, dopo averlo guardato negli occhi? Ucciderlo? Piuttosto avrei brandito contro il mio petto il ferro micidiale! E sono io punibile, perché ero umana? è peccato la misericordia? Misericordia? Sentisti tu la voce della misericordia e dell'umanità anche di fronte agli altri, che la tua spada immolò? Perché tacque quando il vallese, il tenero giovane implorò da te la vita? Perfido cuore! Tu menti alla eterna luce; non ti spinse la pia voce della misericordia!
Perché dovevo guardarlo negli occhi? Vedere i lineamenti del nobile volto! Sciagurata, col tuo sguardo cominciò il tuo delitto! Dio esige un istrumento cieco , tu dovevi compier l'opera con occhi ciechi! Non appena vedesti, lo scudo di Dio ti abbandonò, i lacci d'inferno t'avvinghiano!-----------Pia verga, non t'avessi mai scambiata con la spada! Quercia sacra , non avessi tu mai sussurrato a me coi tuoi rami! Alta regina dei cieli , non mi fossi tu mai apparsa! Riprendi la tua corona, ne sono indegna; riprendila! Ahi! Io vidi aperto il cielo , vidi il volto dei beati! Ma la mia speranza è in terra , non in cielo! Dovesti tu addossarmi questa terribile missione? Dovevo io indurire questo cuore , che il cielo creò sensibile?
Se tu vuoi annunciare la tua potenza, scegli coloro che, liberi di peccati , sono nell'eterna tua ragione; manda i tuoi spiriti, gli immortali, i puri , che non sentono , che non piangono! Non scegliere la tenera vergine , la mite anima della pastorella!
Che m'importa la sorte delle battaglie, il dissidio dei re? Innocente io mandavo al pascolo i miei agnelli in vetta al tacito monte.Ma tu mi rapisti in mezzo alla vita, nelle aule superbe dei principi, abbandonandomi alla colpa.
Ahi, non era la mia scelta!
domenica 28 aprile 2019
Europa , U.S.E. è una possibile realtà? di: Pina Maria Speranza Raciti
28-4-2019
11--luglio--1993, è il giorno , della mia oblazione con il nome di Speranza, nella comunità benedettina, di :San Benedetto, Catania.
La mia terra è la Sicilia, la mia patria è l'Italia, sono una cittadina europea!
Il mio grande sogno è : una Europa unita, una sola entità, politica ed economica; amo molto gli U.S.A., penso che , con umiltà, e guidati da un interesse comune, al di là del ristretto orticello, privato, si possa , pensare ad un modello europeo , simile a quello americano.
L'Europa è un unico popolo ,i nostri monumenti, i nostri musei, le nostre opere : letterarie, filosofiche,ecc. sono la nostra memoria, ed attestano, la nostra unità culturale , pur nella variabilità . La variabilità non è un limite, ma una ricchezza.
La nostra lunga storia, dal mondo greco- romano, a tutto il cammino, letterario, filosofico, scientifico, ci conduce al nostro presente, a chi siamo. Una parte importante del nostro cammino, è rappresentato da duemila anni di cristianesimo.
L'atmosfera che noi europei respiriamo è satura di cristianesimo; la nostra democrazia è il frutto del percorso storico del popolo europeo da Roma fino ai giorni nostri, avendo come struttura portante, il nostro essere cristiano. La mia speranza è che l'occidente, ed in particolare l'Europa, riscopra la sua identità cristiana, nella sua essenza evangelica. E che ciò possa portarla ad una conversione totale , ad una nova visione della vita; ad una totale nuova visione della politica. Una politica non più governata,dalla " ragione di stato" bensì, dalla ragione degli uomini. Una nuova società ,dove l'uomo è al centro.
11--luglio--1993, è il giorno , della mia oblazione con il nome di Speranza, nella comunità benedettina, di :San Benedetto, Catania.
La mia terra è la Sicilia, la mia patria è l'Italia, sono una cittadina europea!
Il mio grande sogno è : una Europa unita, una sola entità, politica ed economica; amo molto gli U.S.A., penso che , con umiltà, e guidati da un interesse comune, al di là del ristretto orticello, privato, si possa , pensare ad un modello europeo , simile a quello americano.
L'Europa è un unico popolo ,i nostri monumenti, i nostri musei, le nostre opere : letterarie, filosofiche,ecc. sono la nostra memoria, ed attestano, la nostra unità culturale , pur nella variabilità . La variabilità non è un limite, ma una ricchezza.
La nostra lunga storia, dal mondo greco- romano, a tutto il cammino, letterario, filosofico, scientifico, ci conduce al nostro presente, a chi siamo. Una parte importante del nostro cammino, è rappresentato da duemila anni di cristianesimo.
L'atmosfera che noi europei respiriamo è satura di cristianesimo; la nostra democrazia è il frutto del percorso storico del popolo europeo da Roma fino ai giorni nostri, avendo come struttura portante, il nostro essere cristiano. La mia speranza è che l'occidente, ed in particolare l'Europa, riscopra la sua identità cristiana, nella sua essenza evangelica. E che ciò possa portarla ad una conversione totale , ad una nova visione della vita; ad una totale nuova visione della politica. Una politica non più governata,dalla " ragione di stato" bensì, dalla ragione degli uomini. Una nuova società ,dove l'uomo è al centro.
sabato 27 aprile 2019
San Benedetto guida dei popoli nel cammino di unificazione dell'Europa di .Ugo Perugini, oblato
27-4-2019
La regola benedettina, frutto del felice incontro della spiritualità cristiana con il senso dell'equilibrio e l'acuto senso giuridico propri dell'antico popolo romano( da cui proveniva la famiglia di Benedetto) può considerarsi dopo i Libri Sacri ispirati, il più fecondo testo di dottrina e di leggi che abbia generato santi, educato popoli, esposto norme di governo, irradiato nel mondo il messaggio di Cristo.-----------------------
Con ,la Santa Regola, Benedetto diede prova di essere anche sommo legislatore. E ciò non deve destare meraviglia perché Benedetto attraverso i suoi genitori, educati secondo la più elevata etica romana e profondamente cristiani, affonda le sue radici nell'antico popolo romano di cui porta nel sangue l'acuto senso giuridico universalmente riconosciuto a questo popolo.
Nella regola benedettina troviamo richiamati anche i valori necessari al buon andamento di un'impresa di oggi, La Regola infatti ,dopo avere esaltato l'importanza essenziale del lavoro (manuale, intellettuale, artistico, artigianale) prescrive che esso si faccia bene, senza tristezza, senza mormorazione; inoltre mette in risalto i moderni valori di ordine , gerarchia,regolarità, puntualità.----------------------------------
Nel campo della tecnica di governo all'Ordine benedettino si deve lo strumento di governo più pratico che si conosca:"Capitolo generale", che è in sostanza la prima assemblea sopranazionale europea, essendovi rappresentati i monasteri di tutto il continente, come dire il parlamento europeo.-----è in particolare l'ordine benedettino a stabilire il principio democratico dell'assemblea come fonte di ogni potere e il principio elettivo per nominare chi governi la Comunità e l'obbligo del capo ( l'Abate anch'egli soggetto alla Regola ) di discutere con i suoi monaci tutti i problemi che li riguardassero.
Quando nell'anno 547 Benedetto moriva, già erano state gettate le basi, di solidità davvero eccezionale, del monachesimo occidentale che attraverso le abbazie e le altre case benedettine (diffuse per ogni dove) , costituì sulle fondamenta della civiltà cristiana la struttura della nuova Europa; a pieno titolo San Benedetto è stato proclamato Padre d'Europa.
Vero è che fu Roma a realizzare l'Europa unita economicamente, politicamente, intellettualmente in quanto , qualificandosi caput mundi e volendo per se' l'impero del mondo , ridusse a unità quanto era il mondo conosciuto. Infatti ogni persona cui era stata conferita la cittadinanza romana , in qualsiasi località vivesse ,era consapevole di far parte del medesimo impero nel quale tutti condividevano e rispettavano ( o dovevano condividere e rispettare) gli stessi principi. E l'editto di Caracalla conferendo nell'anno 213 la cittadinanza romana a tutti gli uomini liberi delle provincie realizzò giuridicamente l'unità dell'impero,.................
Tale situazione politica e giuridica favorendo indubbiamente il diffondersi del Cristianesimo agevolò l'opera di Benedetto. Ma fu per l'azione evangelizzatrice sua e dei suoi discepoli che l'Europa divenne unita nello spirito cristiano, ed è questo che più conta. Fu lo spirito che infiammò il cuore di Benedetto e dei suoi discepoli, che diede loro la forza per far nascere nel continente europeo , mediante la costituzione di numerosi centri di spiritualità e di cultura, una nuova civiltà
quella dell'amore annunciato e portato da Cristo; in questa nuova civiltà venne riscoperta la personalità dell'uomo con le sue inalienabili prerogative e con la sua particolare dignità di figlio di Dio. L'Europa di oggi , anche se notevolmente progredita nel campo tecnologico e scientifico, sta diventando sempre più povera di valori spirituali e rischia di soffocare nella stretta dei tentacoli della secolarizzazione, dell'ateismo, della indifferenza religiosa e nella perversa spirale de consumismo.--------------
Invero l'unità dell'Europa non è un progetto di oggi ; esso infatti era stato già accarezzato da politici come Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer, Robert Schuman, ma fu lentamente , progressivamente affossato dagli interessi divergenti delle politiche succedutasi.
La verità è che l'Europa non ha ancora un'anima; occorre quindi che attraverso le sue gloriose radici ritrovi la sua anima, ma potrà ritrovarla soltanto se---memore delle parole di San Paolo:"Non c'è salvezza sotto il cielo se non nell'incontro con Cristo"---tornerà a scoprire il cristianesimo come la sua vera identità e con il Cristianesimo gli autentici valori della vita, quei valori spirituali senza i quali ogni tentativo di unità europea non potrà essere che vano. A san Benedetto , alla sua Santa Regola, al messaggio di cristianità, di sapienza e di saggezza in essa contenuto dovranno ispirarsi i popoli di oggi per ritrovare con abbraccio fraterno la gioia e la pace , non soltanto quella delle armi ma anche e soprattutto quella del cuore, in una Europa unita , fedele alle sue origini cristiane quando Europa e cristianità erano una cosa sola , un'Europa in cui sia ristabilito il primato dell'"essere" sull' "avere", libera dall'ipoteca del materialismo consumista, un'Europa fraterna e giusta , aliena dalle false ideologie del predominio.
è ben augurante che l'inno dell'Europa unita è proprio l'"Inno alla gioia", composto dal grande Ludwig van Beethoven musicando la mirabile ode Alla gioia , scritta nell'anno 1786 dal grande poeta tedesco Friedrich von Schiller che la concepì come un grande abbraccio di fratellanza nella comune , irresistibile aspirazione di tutti gli uomini verso la gioia conquistata dall'uomo quando riesce a versare (per così dire) la propria anima nell'anima degli altri godendo e soffrendo con loro.
Ecco---infine---alcune fra le più significative parole dell'ode Alla gioia:
Gioa ,bella scintilla divina!
Abbracciatevi milioni di esseri!
Tutti gli uomini divengano fratelli.
Fratelli! Al di sopra della volta stellata
un Padre amorevole abita di certo!
La regola benedettina, frutto del felice incontro della spiritualità cristiana con il senso dell'equilibrio e l'acuto senso giuridico propri dell'antico popolo romano( da cui proveniva la famiglia di Benedetto) può considerarsi dopo i Libri Sacri ispirati, il più fecondo testo di dottrina e di leggi che abbia generato santi, educato popoli, esposto norme di governo, irradiato nel mondo il messaggio di Cristo.-----------------------
Con ,la Santa Regola, Benedetto diede prova di essere anche sommo legislatore. E ciò non deve destare meraviglia perché Benedetto attraverso i suoi genitori, educati secondo la più elevata etica romana e profondamente cristiani, affonda le sue radici nell'antico popolo romano di cui porta nel sangue l'acuto senso giuridico universalmente riconosciuto a questo popolo.
Nella regola benedettina troviamo richiamati anche i valori necessari al buon andamento di un'impresa di oggi, La Regola infatti ,dopo avere esaltato l'importanza essenziale del lavoro (manuale, intellettuale, artistico, artigianale) prescrive che esso si faccia bene, senza tristezza, senza mormorazione; inoltre mette in risalto i moderni valori di ordine , gerarchia,regolarità, puntualità.----------------------------------
Nel campo della tecnica di governo all'Ordine benedettino si deve lo strumento di governo più pratico che si conosca:"Capitolo generale", che è in sostanza la prima assemblea sopranazionale europea, essendovi rappresentati i monasteri di tutto il continente, come dire il parlamento europeo.-----è in particolare l'ordine benedettino a stabilire il principio democratico dell'assemblea come fonte di ogni potere e il principio elettivo per nominare chi governi la Comunità e l'obbligo del capo ( l'Abate anch'egli soggetto alla Regola ) di discutere con i suoi monaci tutti i problemi che li riguardassero.
Quando nell'anno 547 Benedetto moriva, già erano state gettate le basi, di solidità davvero eccezionale, del monachesimo occidentale che attraverso le abbazie e le altre case benedettine (diffuse per ogni dove) , costituì sulle fondamenta della civiltà cristiana la struttura della nuova Europa; a pieno titolo San Benedetto è stato proclamato Padre d'Europa.
Vero è che fu Roma a realizzare l'Europa unita economicamente, politicamente, intellettualmente in quanto , qualificandosi caput mundi e volendo per se' l'impero del mondo , ridusse a unità quanto era il mondo conosciuto. Infatti ogni persona cui era stata conferita la cittadinanza romana , in qualsiasi località vivesse ,era consapevole di far parte del medesimo impero nel quale tutti condividevano e rispettavano ( o dovevano condividere e rispettare) gli stessi principi. E l'editto di Caracalla conferendo nell'anno 213 la cittadinanza romana a tutti gli uomini liberi delle provincie realizzò giuridicamente l'unità dell'impero,.................
Tale situazione politica e giuridica favorendo indubbiamente il diffondersi del Cristianesimo agevolò l'opera di Benedetto. Ma fu per l'azione evangelizzatrice sua e dei suoi discepoli che l'Europa divenne unita nello spirito cristiano, ed è questo che più conta. Fu lo spirito che infiammò il cuore di Benedetto e dei suoi discepoli, che diede loro la forza per far nascere nel continente europeo , mediante la costituzione di numerosi centri di spiritualità e di cultura, una nuova civiltà
quella dell'amore annunciato e portato da Cristo; in questa nuova civiltà venne riscoperta la personalità dell'uomo con le sue inalienabili prerogative e con la sua particolare dignità di figlio di Dio. L'Europa di oggi , anche se notevolmente progredita nel campo tecnologico e scientifico, sta diventando sempre più povera di valori spirituali e rischia di soffocare nella stretta dei tentacoli della secolarizzazione, dell'ateismo, della indifferenza religiosa e nella perversa spirale de consumismo.--------------
Invero l'unità dell'Europa non è un progetto di oggi ; esso infatti era stato già accarezzato da politici come Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer, Robert Schuman, ma fu lentamente , progressivamente affossato dagli interessi divergenti delle politiche succedutasi.
La verità è che l'Europa non ha ancora un'anima; occorre quindi che attraverso le sue gloriose radici ritrovi la sua anima, ma potrà ritrovarla soltanto se---memore delle parole di San Paolo:"Non c'è salvezza sotto il cielo se non nell'incontro con Cristo"---tornerà a scoprire il cristianesimo come la sua vera identità e con il Cristianesimo gli autentici valori della vita, quei valori spirituali senza i quali ogni tentativo di unità europea non potrà essere che vano. A san Benedetto , alla sua Santa Regola, al messaggio di cristianità, di sapienza e di saggezza in essa contenuto dovranno ispirarsi i popoli di oggi per ritrovare con abbraccio fraterno la gioia e la pace , non soltanto quella delle armi ma anche e soprattutto quella del cuore, in una Europa unita , fedele alle sue origini cristiane quando Europa e cristianità erano una cosa sola , un'Europa in cui sia ristabilito il primato dell'"essere" sull' "avere", libera dall'ipoteca del materialismo consumista, un'Europa fraterna e giusta , aliena dalle false ideologie del predominio.
è ben augurante che l'inno dell'Europa unita è proprio l'"Inno alla gioia", composto dal grande Ludwig van Beethoven musicando la mirabile ode Alla gioia , scritta nell'anno 1786 dal grande poeta tedesco Friedrich von Schiller che la concepì come un grande abbraccio di fratellanza nella comune , irresistibile aspirazione di tutti gli uomini verso la gioia conquistata dall'uomo quando riesce a versare (per così dire) la propria anima nell'anima degli altri godendo e soffrendo con loro.
Ecco---infine---alcune fra le più significative parole dell'ode Alla gioia:
Gioa ,bella scintilla divina!
Abbracciatevi milioni di esseri!
Tutti gli uomini divengano fratelli.
Fratelli! Al di sopra della volta stellata
un Padre amorevole abita di certo!
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