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giovedì 6 marzo 2025

Ippolito Nievo= Le Confessioni d'un Italiano

 6--3--2025
=Il fatto  si è  che  quei  simboli  del passato sono  nella   memoria  d'un uomo , quello  che  i  monumenti cittadini  e   nazionali   nella memoria  dei posteri  . Ricordano  , celebrano ,  ricompensano,  infiammano: sono  i sepolcri  di Foscolo che   ci  rimenano  col  pensiero  a favellare  coi  car  estinti :  giacché ogni  giorno  passato  è  un caro  estinto per noi , un'urna  piena   di fiori  e di  cenere . Un  popolo  che  ha grandi monumenti  onde  inspirarsi  non  morrà  mai  del tutto , e  moribondo  sorgerà a vita  colma  e  vigorosa  che  mai  :   come i greci ,  che se  ebbero  in mente  le statue  d'Ercole   e di  Teseo nel  resistere  ai Persiani  di Serse  ,  ingigantirono  poi  nella  guerra  contro   Mahmud alla  vista  del Partenone  e delle  Termopili.  
Così  l'uomo , religioso  al  memoriale  delle  sue  fortune , non  perde  il tempo   che  scorre ; ma riversa   la  gioventù  nella   virilità  e  le  raccoglie  poi  ambedue  nello  stanco  e memore   riposo  della vecchiaia . E  un tesoro  che  s'accumula  , non  son   monete che  si  spendono   giorno  per giorno.  Del  resto  questa   pietosa abitudine  mi parve  sempre  indizio  d'animo   dabbene ;  il tristo  nulla  ha  da  guadagnare  e tutto  da perdere nel   ricordarsi  ; egli  s'affanna  a  distruggere  non a conservare le  tracce  delle  sue azioni , perché  i rimorsi  pullulano  da  ognuna di esse , come  gli uomini  dai denti  seminati  da  Cadmo .  Alle  volte  io  temetti  che  con  tale  usanza  si  venisse  a porre  nella vita  un  soverchio  affetto  ,  e   che  il  culto   del passato   significasse  avidità  del futuro . Ma  se è  così  in taluno  , non  è certo   sempre  né in tutti  ; del  che  sono io la prova . Chi  raccolse  nel   suo pellegrinaggio   e tenne  sol  conto  delle  gemme  e dei fiori  ,  si avvicinerà  forse  tremando  a quel  varco  dove  i  gabellieri  inesorabili  lo spoglieranno  per sempre  dall'allegro  bottino ; ma  se si  affidarono  al  sacrario   delle  rimembranze i sorrisi e  le lagrime, le rose  e le spine , e tutta  la  varia  vicenda  della sorte nostra  ci si  schiera  dinanzi  per  via  di figure   e  d'emblemi , allora  lo spirito  s'adagia  rassegnato   nel pensiero   dell'ultima necessità ;  e i   gabellieri  gli  sembrano  inesorabili  insieme   e pietosi . La  va secondo  l'indole  di chi  ha  raccolto  ed  ordinato  il  museo  ;  poiché  mio  pensiero  è  che  la fortuna   nostra  sia  scritta  profeticamente  nell'indole  .  Essa  è  la  regola   interna  secondo  cui  le cose  esterne  hanno  questo  o quel  valore ; e  che  dai  propri  modi  di essere  giudica  la vita  o un  ozio  , o  un piacere , o  un  sacrificio , o  una battaglia , o  una  modalità . Chi  falla  nel  giudizio  deve  o rimediarvi  colla  convinzione  nell'errore , o  espiare  la propria  cecità  col  disperarsene . E  molto  facilmente  chi stima  la vita  un'occasione  di  piaceri non  la stimerà  più tale  al momento  d'andarsene.

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