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martedì 18 marzo 2025

Ippolito Nievo= Le confessioni d'un Italiano

 18--3--2025
=L'amore  è una  legge  universale  che ha  tanti  diversi  corollari , quante  sono  le anime  che  soggiacciono  a lui . Per  dettame  praticamente  un trattato   completo  converrebbe  formare una   biblioteca  nella  quale  ogni  uomo  ed ogni  donna   depositasse un volume  delle  proprie   osservazioni . Si  leggerebbero  le cose  più  magnanime  e le  più  vili, le più  celesti e   le più bestiali  che possa   immaginare  fantasia  di  romanziero.  Ma  il difficile  sarebbe  che cotali   scritture  obbedissero  al   primo  impulso  della  sincerità ; poiché  molti  entrano   nell'amore  con  un buon  sistema  preconcetto in capo  , e  vogliono  secondo  esso,  non secondo  la forza  dei sentimenti ,  spiegare le proprie  azioni . Da  ciò  deriva   l'abuso   di quella  terribile   parola  sempre  , che  si fa  con  tanta  leggerezza nei colloqui e  nelle  promesse amorose.
Moltissimi credono , e a  buon diritto  , che l'amore  eterno  e fedele  sia  il migliore ; e perciò  solo  s'appigliano  a quello. Ma  per radicarsi  stabilmente   nel petto  un gran  sentimento ,  non basta  saperlo  e crederlo ottimo , bisogna  sentirsene  capaci.  I più  se  ponessero  mente a ciò  , non  porgerebbero nei  fatti  loro  tante  buone  ragioni  di calunniare  la saldezza  e  veracità  degli umani  propositi. Gli è come  se io  scrittorello  di ciance  pensassi :"  Ecco che  il sommo vertice  dell'umana  sapienza  è la filosofia  metafisica ; io  dunque sono filosofo  come Platone , e  metafisico come Kant". In vero  bel  ragionamento  e proprio  da schiaffi! - Ma  l' arroganza  che non  si    permetterebbe  ad alcuno  negli ordini  intellettuali , la  permettiamo  poi  molto facilmente  a noi  medesimi  nella stima  dei   sentimenti nostri , benché  la paia  ancor  meno  ragionevole  perché  il sentimento  più  che l'intelletto  sfugge  al  predominio  della volontà . Nessuno  oserebbe uguagliarsi  a Dante  nell'altezza  della mente  ; tutti  nell'altezza  dell'amore. Ma  l'amore  di Dante  fu anche  più raro  che  il suo genio ;   e pazzi  sono  gli uomini  a stimarlo facile  a tutti. La grandezza  vera  dell'anima  non è  più comune   della  grandezza  vera   dell'ingegno ; e per sentire  e nutrire   l'amore  nell'esser  suo  più   sublime  bisogna  staccarsi  dalla  fralezza  umana  più  che  non   se ne  stacchi  la mente  d'un  poeta   nelle sue  più  alte  immaginazioni. Cessate  , cessate  una volta  , o  pigmei  , dell'uguagliarvi  ai giganti , e applicate  l'animo  alla favola   della  rana  e  del bue ! Che  serve  adulare  noi stessi , e  l'umana  natura, per   accrescere  le stesse  sciagure col  disdoro  della  falsità e  coi   rimorsi  del tradimento? Meglio  sarebbe  picchiarsi  il petto  e   arrossire  ; anziché alzar  la mano  a imprudenti   giuramenti .  Giurare si  lasci  a chi  frugò  se  medesimo e si  conobbe  atto  a   mantenere  , senzaché a costoro giurare  diventa  superfluo .  Quanto a quelli  che promettono  e giurano  col  fermo  intento  di  gabbare  , son  troppo  frivoli o malvagi  perché vi  debba   spender  dietro  una parola . Se  è ridicolo in un   matto  di  farla  da santo , sarebbe  sacrilegio in un tristo . Io poi  né ho  conosciuti  altri  che  scambiavano  per virtù e sentimenti proprii la   forza  e  l'ardore  momentaneo  instillato  in loro dal  contatto  di qualche  anima  infervorata . Credono  essi, come  quel   ragazzo , che  la  luna  sia  cascata  nel pozzo  perché  ne  veggono  entro l'acqua l'immagine . Ma  la luna  tramonta , e l'immagine  sparisce . Allora  essi  si  sbracciano  per restare  incaloriti come   prima  erano, e sbruffano  e sospirano   con perfetta buona  fede. Quell'anima  infervorata  guarda  compassionando  all'inutile fatica, e l'amore  misto  di pietà  di sfiducia  di memoria  e di  sprezzo diventa  martirio. è inutile  tentarlo : il cielo  non si  scala  coi  superlativi , e  la volontà  non basta  a tener  accesa  una  lucerna  cui  vien  mancando  l'olio .  Le anime  piccole  debbono  diffidare  di sé, e  più  delle proprie  passioni  quanto  sono  più  intense  ; in  esse  l'amor  tiepido  può  durare  a lungo fausto a  sé  e ad altrui;  l'amor  veemente  è una  meteora  è  un   lampo che  più  infelicità  produce  quanto maggiori  speranze   avea  suscitato . Ma  la infelicità  così  prodotta  è  tutta  per  gli   altri,  giacché  i frivoli  non  son  tali  da sentirla.  Per questo  non  si danno  eglino cura  alcuna  di schivare  le occasioni  ond'essa  deriva ; e   da  ultimo si  oppone  a ciò  la estrema  difficoltà  di obbedire     quell'antico  precetto:  Conosci te stesso!- Chi  osa  confessare  od  anche  solo  creder  sé  piccolo  di cuore?  Bisogna  in verità  uscire  con  un salto  da questi  ragionamenti  che  sono  un  perpetuo  labirinto  di circoli  viziosi  , e  dai  quali   null'altro  è messo  in chiaro , senonché  per le  indoli  forti  e  superiori  sono  più  numerosi  e fatali  le occasioni  di sventura  pei  disinganni  e le miserie  preparate loro  dalla   vana   fiducia   degli  inferiori  . Pieghiamo  si il capo  adorando  dinanzi  a   questi  misteri  dai  quali  rifugge il  sentimento  della giustizia . Ma  pensiamo  che dentro  di noi  la giustizia  ha  un altare senza misteri . La coscienza  ci assicura  che meglio  è la  generosità colla  miseria che  la dappocaggine colla  contentezza . Soffriamo  adunque , ma amiamo. 

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