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giovedì 28 agosto 2025

Ippolito Nievo= Le confessioni d'un Italiano

 28--8 --2025
=Successe  la gran guerra  dei  moderni giganti. Napoleone entrò  in Germania  con  cinquecentomila  uomini , diede  la  posta  a  Dresda  a  imperatori  e re  più  vassalli  che alleati ;   e quando  alcuni  fra  essi  gli  erano  annunciati  , diceva :"  Aspettino".  Voleva  chieder  conto  allo  Czar  della  tiepida  amicizia . Il  mistico  Alessandro chiamò  all' armi la santa  Russia , oppose  alla   guerra dell'ambizione  la guerra del popolo ; e  quella  miserabile  cavalleria  dei  Cosacchi  , come  la chiamava  Napoleone , fu  il  flagello  e lo  sgomento  dell'invincibile  esercito  .  Giunse  a Mosca , vincitore sempre   : ne  fuggì  vinto  dal fuoco  , dal gelo , dagli elementi  insomma  , ma  non  dagli  uomini . Quarantamila  Italiani  insanguinarono  delle  proprie vene  le nevi  della Russia  per   assicurare  la ritirata  agli  avanzi  dispersi  della   grande  armata . Ma  il bollettino  che  annunziava  l'immenso  disastro  conchiudeva :" La  salute  di Sua Maestà non  fu  mai migliore ". Conforto  bastevole   alle vedove  , agli orfani , alle madri  orbate  della  prole!  Egli  è  a Parigi a levar  nuovi eserciti , a  rincalorire  le devozione  colla  presenza  , e  il coraggio con  nuove   bugie.  Ma la Francia  non gli crede, la Germania  insorge , gli  alleati  tradiscono . Egli  ricade  a Lipsia  , abdica  all'Impero di Francia  al Regno  d'Italia   e si  ritira  all'isola  d'Elba.
Allora  si vide  cosa fosse  il Regno d'Italia  senza  Napoleone , e  a  che  i popoli  siero menati  da  istituzioni  anche  maschie  senza  libertà. Fu  uno  sgomento  una confusione  universale : un risollevarsi  un  combattersi   di speranze  diverse  mostruose ,  tutte vane . A Milano  si  trucida un ministro , si  abbattono  le   insegne  dell'antico  potere , si  gavazza  nella  presente  licenza  non pensando  al futuro . E  il futuro  fu  come  lo volevano gli   altri;  in  onta  alle  rispettose  e  sensate  domande  della  Reggenza  provvisoria , in onta  alle belle  parole  degli ambasciatori  esteri . Il popolo non aveva   vissuto  ; non  viveva.

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