20--8--2025
=quella vita così miope e bracciante aveva allora una scusa c'era una grande intelligenza che pensava per noi , e la cui volontà soperchiava tanto la volontà di tutti che con poca spesa d'idee si vedevano le gran belle opere . Adesso invece brillano le idee , ma di opere non se ne vedono né bianche né nere ; tutto per quel gran malanno che chi ha capo non ha braccia ; e quel tempo invece le braccia di Napoleone s'allargavano per mezza Europa e per tutta Italia a sommoverne a risvegliarne le assopite forze vitali. Bastava ubbidire , perché una attività miracolosa si svolgesse ordinatamente dalle vecchie compagini della nazione . Non voglio far pronostici ; ma se si fosse continuato così una ventina di anni ci saremmo abituati a rivivere , e la vita intellettuale si sarebbe destata dalla materiale , come nei malati che guariscono . A vedere il fervore di vita che animava allora mezzo il mondo c'era da perder la testa . La giustizia s'era impersonata una ed eguale per tutti ; tutti concorrevano ormai secondo la loro capacità al movimento sociale ; non si intendeva , ma si faceva . S'avea voluto un esercito , e un esercito in pochi anni era sorto come per incanto .Da popolazioni sfibrate nell''ozio e viziate dal disordine si coscrivevano legioni di soldati sobri ubbidienti valorosi . La forza comandava il rinnovamento dei costumi; e tutto si otteneva coll'ordine colla disciplina . La prima volta ch'io vidi schierati in piazza i coscritti del mio Dipartimento credetti avere le traveggole ; non credeva si potesse giungere a tanto , e che così si potessero mansuefare con una legge quei volghi rustici quelle plebi cittadine che s'armavano infimo allora soltanto per battere la campagna e svaligiare i passeggeri.
Da questi principii m'aspettava miracoli e persuaso d'essere in buone mani non cercai più dove si correva per ammirare il mondo . Vedere quandocchesia la mia Venezia armata di forza propria , e assennata dalla nuova esperienza riprendere il suo posto fra le genti italiche al gran consenso dei popoli , era il mio voto la fede di tutti i giorni . Il pacificatore della Rivoluzione metteva anche questa nel novero delle sue imprese future ; credeva riconoscerne i segnali in quel nuovo battesimo dato dalla Repubblica Cisalpina che presagiva nuovi ed altissimi destini .
--Quando Lucilio mi scriveva che s'andava di male in peggio , che abdicando dall'intelligenza un popolo perdeva ogni libertà ed ogni forza propria , che si sperava in un liberatore e avremmo trovato un padrone ........
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