26--5--2026
Io porto il segno dei morsi . Non li dimenticherò . Mi ricorderanno che sono stata invidiata .
So ' che ogni morso è un passo avanti , compiuto da me : so ' che chi non sarà mai morsicato , sarà sempre dimenticato.
Prima di iniziare , questo nuovo racconto, debbo parlare di due aspetti della mia personalità:
Ero una bambina, 5 e\o 6 anni , un pomeriggio , forse di sabato , in quei mesi , di marzo o di aprile , ho trascorso tutto il pomeriggio , seduta su una sediolina , davanti all'uscio della casa dei miei zii, cercando di insegnare , le vocale , e i numeri , ad una ragazza , poverina, menomata. E tutte le volte che la poverina riusciva , a nominare le vocali , una dietro l'altra , o a numerare i primi cinque numeri , mi sentivo soddisfatta , per poi ricadere , nello scoraggiamento , perché la poverina non riusciva più a elencare né numeri , né vocali, nel modo ordinato. Osavo insistere , per trasformare l'impossibile in possibile!
Un' altro aspetto della mia personalità: sono sempre stata , il centro dell'attenzione, e ciò mi ha sempre procurato , fastidio, perché molto timida, amo passare in silenzio; oltre al fatto che ciò mi ha sempre dato un senso di colpa, quando vedo persone, che sono, come dire poco visibili. Così , ho da sempre cercato di dare visibilità, a chi non lo ha, attenzionandoli, a tutti ; nel senso buono della parola, o cercando di mettere a proprio agio queste persone, quando si sta in comitiva.
Con Anna Maria Carbonaro , ci conosciamo da piccole, perché abbiamo frequentato , il collegio Bufali e poi il Magri , ma anche la parrocchia con l'ACR, ci siamo ritrovate , nel gruppo alla vigilia dell'università, scrivendoci in medicina. Ma in effetti dopo le scuole medie, non ci siamo frequentate, per me era sempre la mia compagna, ogni tanto ci ritrovavamo, ma sempre per via dell'università. Io , per mia educazione non mi sono mai interessata della vita delle persone , infatti non solo non conosco nessuno , qui a Belpasso, ma non so nulla della loro vita, dato che considero la vita privata delle persone da rispettare senza mai entrare in essa. Così, quando mi trovai a Catania , mi capitò di invitarla a casa , e Anna mi accennò al desiderio di trasferirsi anche lei a Catania per completare gli studi di medicina.
Dopo due felici anni , che mi portarono a procedere con molta celerità nei miei studi, e sempre con molta cura nella preparazione, ebbi dei malintesi con la padrona di casa, che mi portarono alla decisione di cercare casa e di andare via. Pina Bella , era amica di mio fratello Giorgio, ci siamo per puro caso , trovati insieme a parlare di case, così venne fuori che la sua famiglia possedeva un appartamento a Catania, ed io feci la proposta di poter affittare una camera, lei aveva ottenuto il trasferimento a Catania , come insegnante , bisognava però avere un'altra ragazza, così pensai ad Anna Maria Carbonaro. E nel gennaio del 1987, ci trasferimmo a Catania tutte e tre , in via Garibaldi. Subito mi sono trovata , in difficoltà, dovevo rifinire , la preparazione degli esami di patologia chirurgica, che dovevo sostenere con la commissione di esami del professore Latteri, e nello stesso tempo mi stavo preparando ad un internato di 3 mesi , nel reparto del professore, cioè in chirurgia toracica, dove, mi attendeva il dottore Saggio. Non c'era silenzio, se da una parte il chiasso della strada , dalla parte interna le camere davano su una strada secondaria, e popolare, dall'altro Pina Bella quando ritornava dalla scuola , e si trovava a casa , faceva da " padrona" non tenendo presente che erano presente altre parsone, lei era la padrona di casa , la maleducazione del popolino non si discute! Poi , c'era Anna , che aveva serie difficoltà a concentrarsi sullo studio , per vari motivi, prima di tutto , quando si sta molto tempo senza studiare , riprendere il ritmo non è facile , a questo si aggiungeva le sue problematiche , personali , i suoi problemi psichici. Così iniziò l'avventura terribile di via Garibaldi: nessuno delle due mi dava quella serenità, quel silenzio , per potere in tutta calma studiare. Anna iniziò ad aggredirmi , con una violenza crescente. Con aggressione di questo tipo: " ti odio perché tu sei serena ed io, sono all'inferno!"; oppure : " io non posso studiare , e tu sei come me!". Ho così perso l'internato di chirurgia toracica! Dovevo preparare la semiotica chirurgica , e cercando di studiare, quando non erano presente le due, iniziai a frequentare al San Luigi , un piccolo internato pre-esami di semiotica chirurgica. Bisognava essere presente in corsia alle 8 del mattino , ma il lunedì partendo da Belpasso , giunti a casa a Catania, prendere la borsa e con i mezzi pubblici recarmi in ospedale , le 8 del mattino, diventavano, una chimera ; un collega del quale non ricordo il nome, ma ricordo bene la sua gentilezza, un vero gentiluomo, di Biancavilla, mi fece la proposta:" dato che lui partiva in macchina dal suo paese, e dovendo passare da Belpasso, il lunedì , mi dava un passaggio.
Naturalmente accettai , i miei genitori erano al corrente. Una mattina giunta in ospedale il professore Sandonà , mi accolse ,con una cartella clinica :" Dottoressa , c'è un nuovo paziente , mi vada a fare il ricovero"; non era la prima volta che mi trovavo a compilare una cartella clinica, ma certo c'erano le difficoltà dei principianti, ho avuto un medico che mi ha aiutato con una certa distanza, perché era chiaro che dovevo lavorare con le mie capacità . Si fece tardi, perché la cartella dopo diverse correzioni, dovevo copiarla in bella copia, per essere presentabile al professore. Quando sono arrivata a casa, è stato un pandemonio. Anna , iniziò a torturarmi , che lei ora sarebbe andata in ospedale, e la presenza del collega , aveva fatto impazzire tutte e due. Chiuso , per la mia pace , San Luigi!
E da qui la decisione, di restare a casa e cercare di studiare, perché l'esame di patologia chirurgica si doveva fare, gli insulti e umiliazioni, divennero più frequenti, un esempio:
" sono all'inferno per colpa tua, perché sei tu che mi hai portato a Catania, io ero nella mia pace a casa";
un'altra forma di tedio più che aggressione a testimonianza dei limiti mentali di Anna,
un giorno mi si presenta con una lista , erano i conti sulle spese sue , a Catania:
" vedi quanto mi costa vivere a Catania, ho verificato , che sto ' spendendo molto nelle calze".
Il suo malessere lo scaricava su di me, ma io mi sono comportata male , perché nella volontà di cercare un dialogo, mi porgevo a lei chiedendo scusa nonostante che fossi la vittima, ciò ha fatto diventare , questa persona molto più aggressiva. Iniziai a stare male , e così uscivo , e andavo a San Benedetto , o San Giuliano , per piangere davanti al Santissimo, era l'unico mio conforto!( dal mese di marzo , avevo iniziato a frequentare il monastero , e avevo di già avuto un incontro con la Priora). Si giunge, così ai casi estremi: una volta a San Benedetto , sarà suor Romualda che mi troverà in ginocchio , davanti al Santissimo, nella cappella del collegio, a piangere e a singhiozzare , per l'ennesima aggressione. Ed infine , un'altra volta nella chiesa di San Giuliano, dove mi troverà in uno stato pietoso, padre Consoli, lui mi conosceva, si avvicina , e mi chiede cosa era accaduto , e io racconto tutto gli orrori delle due streghe. Mi ascoltò , e poi i disse" " vattene lasciali , non ti vogliono , è questo che devi comprendere", io le raccontai di come , andavo da Anna a chiedere scusa , anche nel nome di una carità cristiana. E qui, la saggezza , del Sacerdote, che mi disse:" Gesù , è morto una volta per tutti , con un gesto estremo, ma da noi non pretende , tanto. Chiesi alla Priora , di potermi indirizzare un appartamento, ma certo non era facile . Nel frattempo le umiliazioni continuarono:
una sera ebbi una crisi isterica, era presente pure Pina Bella, così violenta , che il mattino seguente , non riuscivo a stare in piede;
mi ammalai, avevo perso il mio controllo, la mia serenità ,ed iniziarono a comparire sul viso delle macchie che facevano un gran male, e che ben presto divennero delle ferite, con delle croste siero ematiche, che tutte le volte che mi innervosivo, erano più dolenti e più aggressive . Andai da un professore dermatologo, molto bravo e molto gentile, iniziai una terapia con cortisone, per via topica e sistemica, mi ricordo nell'ultimo tentativo, di fare ragionare Anna, mi rivolsi a lei con queste parole:" Anna , non vedi come mi sono ridotta , devo fare il cortisone" e lei :" così diventi brutta!".
Lasciai l'appartamento in maggio, ma in modo definitivo, diedi le chiavi a Pina Bella in luglio, scendevo a Catania, qualche volta , per l'università, e per San Benedetto, passavo da casa , perché le mie cose erano rimaste ancora lì; una volta trovai Anna , che venne nella mia camera, e spingendomi verso la parete, con grande rabbia mi disse:" te ne devi andare , e mi devi lasciare questa camera"
Altre piccole scene, di una gravità notevole, che mettono in evidenza il male , di queste due disgraziate:
=Un mio amico , e collega, ci conoscevamo dai tempi della matricola, lui conosceva la mia famiglia, perché vaniva a trovarmi , qui in casa, inizialmente , pensai di far conoscere , a questa ragazze un amico , magare per fare un'esperienza di vera amicizia, ma loro , letteralmente, impazzirono. Quando andai via , non avvertii il mio amico ,che avevo lasciato , l'appartamento di via Garibaldi. Lui trovandosi a Catania, andò a cercarmi in via Garibaldi, trovando loro. Il risultato fu, che il mio amico mi telefonò , ed ecco il suo dire:" non ci sei più con le ragazze? Sai io ti conoscevo per una ragazza seria, ma ho scoperto che sei una donnaccia!" Così , persi il mio amico, e le streghe costruirono , la porcheria dei famosi mercoledì, e la porcheria dell'amante dentista. Il mio amico , era entrato nella scuola di specializzazione " microbiologia".
=Un mio amico di Belpasso , mi invitò una domenica , al teatro , (a Belpasso , c'è il teatro), e quella sera incontrai , le due streghe. Risultato:
un mio collega , mi aveva cortesemente dato un aiuto , per la frequenza al San Luigi, due altri ragazzi spuntarono dal nulla, e il loro fiele carico di tutto l'odio di questo mondo , si riversò su di me. Mi riempirono di tuo il male , le infamie che , mente di fango possa creare, e hanno avuto l'appoggio dei cani bastardi belpassesi. Peggio ,della diocesi di Catania.
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