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giovedì 14 maggio 2026

Georg Groddeck=Il libro dell'Es-Lettere di psianalisi a un'amica

 14--5-2026
Anni fa, scrissi a Freud , egli mi rispose pressappoco nel modo seguente: "Se  Lei  ha compreso  il significato  del  transfert  e della  resistenza, può tranquillamente  procedere  al trattamento  psicoanalitico  dei malati".
Dunque ,  il transfert  e la resistenza  sono  i punti  di attacco  per il trattamento . Quello che intendo per transfert: il medico  , in  una certa maniera  , può  provocarlo , o  per lo meno  può  e deve  cercare  di conservarlo  e di  guidarlo ,  una volta  che si  è presentato . Ma la cosa essenziale ,  il transfert in se stesso,  è  un processo  reattivo  che si   svolge nel paziente , e  che sostanzialmente  si sottrae all'influsso  del medico .Quindi  , il compito principale del  trattamento  rimane  quello  di smuovere  e superare  la resistenza .
Freud  ha paragonato  la coscienza umana  a un  salotto  in cui   vengono  ricevute persone  di tutti i generi .  In anticamera,  dietro la porta  chiusa , cioè  nell'inconscio , sono  ammassate  le entità  rimosse,  e sulla  soglia  sta  un portiere  che lascia  entrare  nel  salotto  solo le cose  che  si  addicono  a un  salotto . Le  resistenze  quindi  possono  provenire  da tre  zone  diverse: dal salotto, cioè  dalla   coscienza  che  non ammette  la presenza  di determinate cose ;  dal portiere , che  è una specie  di mediatore fra  la coscienza  e l'inconscio , e  che  pur  dipendendo  in buona  misura  dalla coscienza  , possiede pur  sempre  una volontà propria , e  a volte impedisce l'ingresso  a suo capriccio  anche  se la  coscienza  non lo rifiuta ; e infine  dall'inconscio , che  non ha  alcuna   voglia  di unirsi alla compagnia  noiosa  di un salotto  ammodo. 
Quindi nel trattamento bisogna  tener  conto  di queste  tre  possibili forme  di resistenza , e  in  tutte e tre  bisogna  essere pronti  a incontrare  capricci  di ogni genere  e strane  sorprese.
Come  si può  dunque sconfiggere  la resistenza ?  Credo  che l'essenziale  sia partire  da se stessi , cominciare   a guardare  nei propri angoli  più  nascosti , nelle  proprie cantine , nei   propri  ripostigli , trovare  il coraggio  di  sopportare  se stessi, la propria   cattiveria , o, come  preferirei dire , la propria umanità. Chi  non sa  di essersi  nascosto  egli  stesso  dietro  ogni  siepe  e dietro  ogni  porta , e  non  ha  il coraggio  di dire   quali  mucchi  di sudiciume  si  annidano  dietro  a quelle  siepi o a  quelle porte, e quanti  ne abbia  accumulati egli  stesso  ,non potrà  andare molto lontano. Il primo requisito è dunque  la  sincerità , l'onestà verso  se stessi . Le resistenze  s'imparano  a conoscere soprattutto  su se stessi, e  analizzando gli altri  s'impara  in  fondo  a conoscere  se stessi .
Dunque, è necessario  analizzare  se stessi . Non  è  cosa  facile  , ma così possiamo  vedere  le nostre  resistenze personali , e dopo  non molto  tempo  ci si  accorgerà   che  esistono  anche  resistenze  comuni   a tutta  una  classe  , a tutto  un popolo  , a tutta  l'umanità . 

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