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domenica 15 giugno 2025

Ippolito Nievo= Le confessioni d'un Italiano

 15--6--2025
=Era  una sera  così bella  così   tiepida  e serena  che   parea  fatta  pei colloqui  d'amore  per le   solinghe   fantasie  per le  allegre   serenate  e nulla  più  . Invece   fra  tanta  calma  di cielo  e di terra  , in  un incanto  si poetico  di vita   e di primavera   una gran  repubblica   si sfasciava , come  un   corpo  marcio   di scorbuto ;  moriva  una gran  regina  di   quattordici   secoli  , senza  lagrime  , senza dignità , senza  funerali  . I suoi   figliuoli  o dormivano  indifferenti  o tremavano   di paura ;     essa,  ombra  vergognosa  , vagolava  pel Canal Grande  in un  fantastico  bucintoro  , e a  poco a poco  l'onda  si alzava  e   bucintoro e  fantasma   scomparivano   in quel  liquido  sepolcro  . Fosse  stato almeno  così!.... Invece   quella morta  larva  rimase   esposta   per alcuni mesi  , tronca  e sfigurata  , alle  contumelie   del   mondo , il mare  , l'antico   sposo  , rifiutò  le sue ceneri , e un   caporale   di Francia  le sperperò  ai   quattro venti  , dono  fatale   a chi   osava  raccoglierle !  Ci fu  un  momento  ch'io  alzai   involontariamente         gli occhi  sul Palazzo  Ducale   e vidi  la luna   che   abbelliva   d'una   vernice   di poesia  le sue lunghe   logge   e i bizzarri  finestroni  . Mi   pareva  che migliaia   di teste   coperte  dell'antico   cappuccio  marinaresco   o della   guerresca   celata   sporgessero   per l'ultima   volta   da quei  mille   trafori   i loro  vacui sguardi   di fantasma  ;  poi un sibilo  d'aria    veniva  pel il mare  che somigliava   un lamento  . Vi   assicuro   che tremai  ; e si  ch'io  odiava   l'aristocrazia  e sperava  dal  suo  sterminio  il trionfo  della libertà e  della  giustizia  . Non c'è  caso; vedere  le grandi  cose  adombrarsi  nel passato   e scomparire  per sempre   è una  grave  e  inesprimibile   mestizia . Ma  quanto  più  son  grandi  queste  cose  umane  , tanto  più  esse  resistono  anche  colle  compagini fiacche  e   inanimate  all'alito   distruttore  del tempo ;   finché  sopraggiunge  quel   piccolo  urto   che polverizza  il cadavere , e  gli toglie  le   apparenze  e perfin  la memoria della vita. Chi  s'accorse  della   caduta  dell'Impero d'Occidente  con  Romolo Augusto ?  -Egli  era   caduto  coll'abdicazione   di Diocleziano . Chi  notò  nel  1806  la fine   del  Sacro  Romano  Impero  di Germania?- Egli   era   scomparso  dalla vista   dei popoli  coll'abdicazione   di Carlo v. - Chi   pianse  all'ingresso  dei  Francesi  in Venezia   la rovina  d'una   grande repubblica , erede  della civiltà   e della  sapienza   romana , e  mediatrice  della cristianità  per tutto il   Medio Evo ?-Essa   si era  tolta   volontariamente  all'attenzione   del mondo   dopo   l'abdicazione   di Foscari. Le  abdicazioni segnano   il tracollo  degli stati  ; perché il  pilota  né  abbandona né  è costretto  ad  abbandonare  il  timone  d'una  nave  che  sia  guernita  d'ogni  sua   manovra  e di  ciurme   esperte  e disciplinate . Le  disperazioni , gli abbattimenti,   l'indifferenza  , la  sfiducia  precedono  di poco   lo  sfasciarsi   e il  naufragio . Io  volsi  dunque  gli occhi  al Palazzo  Ducale  e tremai  . Perché  non distruggere  quella  mole  superba   e misteriosa , allora  che l'ultimo  spirito   che animava   si perdeva  per l'aria?.... In  quei marmi  rigidi  eterni  , io  presentiva   più  che  una memoria   un  rimorso  . E  intanto  vedeva  più   in giù  sulla riva   i fedeli  . Schiavoni  che mesti  e silenziosi  s'imbarcavano  ; forse  le loro   lagrime   consolarono  sole  la  moribonda  deità  di Venezia . Allora  mi sorse  nell'anima  una  paura   più  distinta . Quella  nuova libertà  quella  felice  eguaglianza   quella  imparziale   giustizia   coi Francesi   per  casa    cominciò   ad  andarmi un po' di traverso.

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