26--3--2026
Tardo autunno a Venezia
La città più non fluttua come un'esca
a captare ogni giorno che s'affacci ;
ora al tuo sguardo i vitrei palazzi
danno un suono più crudo . E dai giardini penzola
l'estate come marionette in mucchio ,
a testa in giù , estenuate , uccise.
Ma dal fondo , da antichi scheletri di foreste ,
una volontà sale, come l'Ammiraglio
dovesse in una notte raddoppiare le galere
nell'Arsenale in veglia a incatramare
già la prossima brezza mattutina
con una flotta che a forza di remi
avanza e empiendo il giorno di pavesi
prende il gran vento , raggiante e fatale .
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