17--3--2026
Le stagioni -- (1920)
1
O leggiadri e giulivi coloriti
Che la struggente calma alleva,
E addolcirà,
Dall'astro desioso adorni,
Torniti da soavità ,
O seni appena germogliati ,
Già sospirosi ,
Colmi e trepidi alle furtive mire ,
V'ho
Adocchiati.
Iridi libere
Sulla tua strada alata
L'arcano dialogo scandivano .
è mutevole il vento ,
Illusa adoloscenza .
2
Eccoti domita e turbata.
è già oscura e fonda
L'ora d'estate che disanima.
Già verso un'alta, lucida
Sepoltura , si salpa.
Dal notturno meriggio ,
Ormai soli, oscillando stanchi,
Invocano i ricordi:
Non ordirò le tue malinconie ,
Ma sul fosso lunare sull'altura
L'ombra si desterà.
E in sul declivio dell'aurora
La suprema veemenza
Dell'ardore coronerà
Più calmo , memorando e tenero ,
La chioma docile e sonora
E di freschezza dorerà
La terra tormentata.
3
Indi passò sulla fronte dell'anno
Un ultimo rossore .
E lontanissimo un giovane coro
S'udì:
Nell'acqua garrula
Vidi riflesso uno stormo di tortore
Allo stellato grigiore s'unirono .
Quella fu l'ora più demente.
4
Ora anche il sogno tace.
è nuda anche la quercia ,
Ma abbarbicata sempre al suo macigno.
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