16--9--2025
=Povero Adriatico ! Quando rivedrai le glorie delle flotte romane di Brindisi , delle navi liburniche e delle galee veneziane? Ora il tuo flutto travolto e tumultuoso sbatte due sponde quasi deserte , e alle fratte paludose della Puglia corrispondono le spopolate montagne dell'Albania . Venezia , una locanda , Trieste , una bottega , non bastano a consolare le tue rive del loro abbandono ; e l'alba che ti liscia ogni giorno le chiome ondeggianti per le tue prode altro che rovine e memorie.
Quando salpammo da Malamocco il tempo era quieto e sereno . L'inverno non ci parea quasi nulla , e meno poi nell'alto mare dove la nudità degli alberi e il biancheggiare delle nevi non attestano la vecchiaia dell'anno . Il tiepido favonio fiato scherzava a sommo dell'onde , e conduceva all'arida Dalmazia i memori sospiri dell'Africa sorella . Dove sono ora Salona , il rifugio di Diocleziano , ed Ippona , la sede vescovile di Agostino ?....Memorie , memorie , sempre memorie traverso queste onde non mai quiete ne mutate da secoli , per queste aure sempre dolci e profumate , sopra questa terra eternamente divoratrice e feconda . L'Oriente produsse a rilento una civiltà che stultizza ancora decrepita ; il Settentrione bamboleggia da trecento anni nella puerile superbia di chi si crede adulto , e non è forse ben nato ancora. L'Italia per due volte sorpassò l'Oriente e prevenne il Settentrione; per due volte fu maestra e regina al mondo ; miracolo di fecondità, di potenza e di sventura . Ella rimugge ancora nelle viscere profonde ; senza rispetto agli epicedi di Lamartine e alla sfiducia dei pessimisti , ella può un giorno raggiungere chi sta dinanzi d'un passo e si crede innanzi le mille miglia . Un passo, un passo e null'altro , ve lo dico io, ma è assai lungo a fare.
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