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sabato 20 settembre 2025

Dal giornale: "Amici di Follereau"

20--9--2025

La politica   mondiale  sembra  aver  perso  la ragione , non più  dialogo , solidarietà e accordi , ma  ricatti,  prepotenza  , atteggiamenti  muscolari che  non mostrano  alcun  interesse per le oltre  cinquanta  guerre attive , piuttosto  ne causano altre, anche  più gravi  e con  il rischio  concreto di  escalation  incontrollabili  . Ci  sentiamo  impotenti  , inermi di fronte  a  comportamenti  scellerati  e spesso   criminali , ma  non  siamo  disarmati . Pensiamoci!  Dobbiamo  reclamare  con forza  la possibilità  di essere  costruttori  di pace , con l'impegno che  noi  con  tante  altre  organizzazioni  poniamo  per  sostenere le realtà più vulnerabili.
La  cooperazione interazionale  costruisce  e mantiene  la  pace,  è uno  strumento  concreto ed  efficace   che  agisce  su  tutti  i fronti : diplomatico, economico, sociale  e istituzionale , e  che  affronta  le cause  profonde  dei  conflitti , sa  creare  le condizioni  per  una  coesistenza  pacifica  e prospera . La  cooperazione  promuove  il dialogo e la  comprensione  reciproca , favorisce  la stabilità  e lo sviluppo  sostenibile  con aiuti  umanitari  e la  gestione  delle  risorse . Costruisce  fiducia  e relazioni durature ,  rafforza  le istituzioni  e lo stato  di diritto , contribuisce  a  prevenire i conflitti  disinnescando le  tensioni , se  necessario  coopera  con  le forze  di pace  per  monitorare  le tregue  , proteggere  i  civili  e  creare  un  ambiente  stabile  finalizzato  alla  ricostruzione  delle  società  dopo  un conflitto . Costruire  la pace   significa  recuperare  un forte  senso  etico ,  un'etica  che abbia  l'altro come  criterio  fondante , significa  ricercare  strumenti critici  per   comprendere la realtà  complessa in cui  viviamo  e tenere un  approccio   al  cambiamento   che  sia  rispettoso  , costruttivo  e  dialogante , non  prepotente  e violento .  Questo è  ciò che fa  la  cooperazione  internazionale : investire  in termini  non  solo di  risorse   finanziarie  ma  di  consolidamento  reciproco  di competenze  , sia  istituzionali  che  della   società civile  , un  mezzo di crescita  comune .
Aver cura  di noi  deve  significare  aver  cura  degli altri,  perché  contribuire alla crescita   delle  comunità  più fragili porta  beneficio a tutti, nel  profondo  rispetto delle esperienze  e della cultura dell'altro.
è  l'approccio che nasce  dalla visione di Follereau: essere  prossimo . Prossimità , significa  cura  del più debole , senza  calcoli  e senza  pregiudizi : il  Samaritano  non si cura  di chi sia  la persona  che  ha bisogno , se ne prende cura  e basta.
Essere prossimo  significa  essere  capace  di ascoltare , portare esperienze , lavorare  e crescere  con  le comunità più fragili , dove  la persona  è protagonista  della  sua  dignità e della  sua autonomia .Papa Leone 14°  durante  il suo  primo discorso  da  Pontefice  dice:" La pace  sia  con voi!  Questa   pace  è la  la pace  del  Cristo  Risorto , una pace  disarmata e  una pace  disarmante , umile e  perseverante . " Essere  disarmante , nelle  parole e nel pensiero , essere  determinanti , ma umili e   perseveranti è il nostro modo  per scongiurare  la guerra :  dare e  ricevere ,crescere  assieme  perché  tutti  abbiamo  diritto alla  stessa  dignità . è il senso della fratellanza come bene universale.

=una politica estera coraggiosa , che sia operatrice di pace e giustizia, dovrebbe essere la vera reale posizione dell'UE,  il nostro modo di essere e di vivere , distaccata ed indipendente da altre potenze , ed  in particolare dagli USA. Sin dalla fine della seconda guerra mondiale , l'Europa ha intrapreso un cammino di pace , che non vuol dire assenza di guerra sul nostro territorio , (non solo ciò), ma essere pace , progresso , giustizia , per tutti. Abbiamo chiuso , con i nazionalismi, ma anche con il colonialismo, i principi democratici  non solo governano le singole nazioni , ma formano il fondamento dell'UE, in questa direzione UE si deve muovere all'unisono , sia nei confronti del governo  israeliano, come pure nei confronti della Russia .Non ci si affidi a questo o quello , bisogna chiudere il conflitto in Ucraina. Una guerra di trincea ,vive del logoramento vicendevole dei protagonisti, e in questo caso non si può mai avere un fine con una vittoria, perché i contendenti , sono stanchi , e come armi siamo sempre lì. L'NATO, non può e non deve intervenire , ma è necessario trovare subito una soluzione, perché , le sorprese possono essere molte.

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