26--1--2026
"nella natura della donna, vi sono dei motivi irremovibili che la spingono a odiare il bambino : in primo luogo , questi la priva della sua bellezza , e non solo durante la gravidanza , poiché anche a cose finite rimangono molti danni cui non si potrà più porre rimedio . Una cicatrice al viso può dar maggior rilievo alla bellezza dei lineamenti , ma un seno cadente e un ventre flaccido sono soltanto brutti , e, per apprezzarli , una civiltà deve proprio attribuire un gran valore all'abbondanza della prole.
Il bambino procura fatiche , preoccupazioni , lavoro, e soprattutto esige la rinuncia a mille cose che rendono gradevole la vita. So bene che le gioie della maternità possono fare da contrappeso a tutte queste sofferenze , ma si tratta pur sempre di un contrappeso , e, se ci si vuole rappresentare questa situazione in modo veritiero , non si deve pensare a una bilancia in cui il piatto pesante se ne sta fermo in basso mentre l'altro rimane sollevato , immobile e leggero ; si tratta piuttosto di un equilibrio sempre instabile , perché la mano della vita quotidianamente getta con violenza su di un piatto il peso di un invito a un ballo , di un viaggio a Roma , di un amico interessante , e a volte fa pendere la bilancia da questa parte . Si tratta di un'oscillazione continua, di sempre nuove rinunce, che infliggono i loro dolori , le loro ferite.
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