Cerca nel blog

venerdì 16 maggio 2025

Alfred Adler= Il temperamento nervoso

 16--5--2025
=L'amore  respinto contribuisce quasi  sempre  , alla formazione  delle più  violente  manifestazioni di  odio  contro  le persone  che si  amano  non riamate.  Una  trasformazione   affettiva  di questo  genere  è difficilmente  concepibile  nell'uomo  sano.  Soltanto quando l'uomo  fa appello  a tutti  i suoi  impulsi di potenza   e di  dominazione  , quando  il suo sentimento   di personalità  è esaltato   all'eccesso  , egli  può   voler  impossessarsi  con violenza   dell'anima   di un'altra   persona. Poiché il  nevropatico  vuole aver tutto  , egli  non s'accorge   dell'esistenza   di ostacoli   naturali  ,e in ogni  rifiuto  al suo  "amore"  egli  vede  una  offesa  di tutto  quanto   egli  ha  di più  sensibile . E  allora  non prova  altro  che  bisogno  di vendetta .
Al paziente è sempre molto doloroso  confessare che il suo amore   è respinto.
Un paziente  presentava, in un modo molto spiccato , un fenomeno molto frequente nella  nevrosi,  una pedanteria  che, fungendo  da avanguardia  , aveva   il compito  di creare   i contatti  col "nemico". Il nemico  era  costituito   prima  di tutto  dalla madre  con  la quale   avvenivano  battaglie  quotidiane  , poiché  lei  non riusciva   mai   a soddisfare  tutte le sue  esigenze  che riguardavano   i pasti , la biancheria  , i vestiti , la  preparazione  del bagno e del  letto .   Il paziente  trovò  in questo modo  una base  d'operazione  per i suoi  tentativi   mascherati  di mettere  sua madre  completamente al suo servizio.  E così  un   tratto  di carattere  nevrotico   divenne  pel il  paziente , un artificio  che  gli   permetteva di attenersi  fedelmente al suo schema , e di dominare  a sua volta  sua madre  come,  gli sembrava , faceva  suo padre, "E  se non  cedi  di buona   voglia , ricorrerò  alla violenza".  Questa  idea  s'era  impossessata  di lui  fin  dalla   sua  prima infanzia  ed egli  non tardò  ad adottare  nei riguardi  di sua madre   un atteggiamento  pieno  di diffidenza , vivendo  in agguato  di ogni  occasione  di umiliarla, ostentando  la sua  preferenza  per altri  , pieno  d'energia  tesa  e di una  cupa  attesa,  temendo  continuamente di  non riuscire a  dominarla  completamente.
Non che  la amasse o  che  la volesse possedere  voleva solamente  avere  su  di lei  gli stessi  diritti  che  avevano  gli altri , voleva  appropriarsi  di   lei come di molti  altri  oggetti , giocattoli , dolcetti , ecc . che  egli   non  apprezzava eccessivamente e che  , dopi averli  conquistati  , metteva  in armadio   per dimenticare  .  Il possesso di sua madre non era  un fine  a se stesso , e il  suo  desiderio non era  libidico  e nemmeno  sessuale ; sua  madre  e  la distanza  che lo separava  da lei  erano  per lui  il simbolo , la   misura  del grado   della  sua  umiliazione .  Egli si comportava  in questo   stesso modo  , cioè con una  diffidenza  e una  sensibilità esagerate  , con un   senso  di cupa  aspettativa  d'una  delusione , verso  tutto  il mondo  in genere , e  in  particolare  verso  le donne  , in  tutti  i suoi  incontri e in  tutti i suoi  contatti   con queste , egli  si privò  di ogni  possibilità  di successo e di  soddisfazione .   Egli  non vedeva  che  le forze  che  gli  venivano  opposte  , che  si opponevano  ai   suoi  successi  , e quel  poco  che gli riusciva   di raggiungere non gli  procurava   il minimo piacere . Egli , risolvette il problema della sua vita con  l'"arrangement" della sua nevrosi. Si considerava  fortemente  diminuito  già  dal   fatto  che il  possesso  di sua  madre  gli era  rifiutato . "Nevrosi  di conflitto"
I fenomeni, gravi  nella  maggior parte dei casi , derivano  dall'atteggiamento   singolare  dell'ammalato  rispetto   ai suoi  simili , atteggiamento  che lo  fa   apparire  come  un nemico  del genere umano , e  lo spinge  di conflitto  in conflitto . La " nevrosi di conflitto" è accompagnata  quasi sempre  da fenomeni  ossessivi  nonché  da crisi  d'angoscia   e isteriche . Essa  ha per  effetto  di portare  l'ammalato  al grado  massimo  di eccitazione , e  di renderlo  inadatto  alla sua vita .

=l'aumento incontrastato , di femminicidi, e di violenza sulle donne , nella nostra società , non può essere  visto , come  semplicemente un atteggiamento , maschilista; anche se questa parola dovrebbe essere ridifinita, in quanto il maschilismo , è una forma di psicopatia.
Ma , credo che bisogna rivedere , il ruolo della famiglia, ed in particolare , il rapporto figlio- genitore. Il rapporto madre-figlio, ha nella formazione della personalità   del soggetto un ruolo di primaria importanza.

Nessun commento:

Posta un commento