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lunedì 6 aprile 2026

Giosue Carducci= Giambi ed epodi

 6--4--2026
        Meminisse  Horret

    Sbarrate  la soglia  , chiudete ogni varco,
    Gittatemi  intorno  densissimo  un vel!
    D'orribile sogno  mi  preme  l'incarco:
    Ho  visto  di giallo  rifulgere  il ciel.

Un  lezzo nefando  d'avello  e la fogna
Uscia  dal  palagio che  a  fronte  ci sta :
Le  vecchie campane  sonavano a  gogna
Di  Piero  Capponi per  l'ampia  città,

E  giù  da '  bei  colli  che  a' dì del  cimento 
Tonavan  la morte  su 'l  fulvo  stranier 
Un  suon  di letane  scendea  lento  lento 
E  pallide  torme  dicean --Miserer .--

Con  giunte le mani  prostrato  il Ferruccio 
Al  reo Maramaldo  chiedeva  mercé,
E  Gian  de la  Bella  levano  il cappuccio 
Mostrava  lo  schiaffo  che Berto  gli dié.

E Dante  Alighieri  vestito  da  zanni  
Laggiù  in Santa Croce  facea  ìl  ciceron ,
Diceva --Signori , badatevi a ' panni!
Entrate  , signori :  voi  siete  i padron .

Che  importa se l'onta più , meno , ci  frutti? 
Io sono  poeta , né  so  mercantar .
Il ghetto  d'Italia  dischiuso è per  tutti .
Al  popol  d'Italia  chi  un  calcio  vuol  dar?-

E  dietro  una tomba  vid'io  Machiavello 
De  gli  occhi  ammiccare  con  un  che  passò 
E  dir  sotto  voce --Crin  morbido  e bello ,
Sen  largo  ha  mia  madre ; né  dice  mai no.

Son  fori fulgenti  di  dorie  colonne 
I  talami  aperti  d sue voluttà:
Su  'l gran  Campidoglio  si  scigne  le gonne
E  nuda  su  l'urna  di Scipio  si dà.--

=Scritto  a Firenze nell'autunno  del 1867, quando  giunse  notizia  della  fallita  impresa  garibaldina  contro  Roma  pontificia , della  morte  dei  fratelli  Cairoli  a Villa Glori  e del  trionfo  , a  Mentana  , delle  armi  papaline ,  ma soprattutto  francesi. 
Il poeta  riecheggia  nel titolo  un'espressione  virgiliana ("animus  meminisse horret "= l'animo  inorridisce  nel ricordare), e si  abbandona  a un'allucinante  visione in cui  le glorie  più   solenni  del nostro  passato  vengono  travolte  in  abiezione .  Gli eroi  diventano  campioni  di viltà  , i nobili  ingegni maestri  di  ripugnante  malizia .  E la patria  , da  nume  venerato  e  austero  , si  trasforma  in femmina  indecorosa.

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